May 7, 2026

Le imprese non possono diventare il capro espiatorio della corsa finale del PNRR. È la posizione di ANCE Brindisi dopo i recenti chiarimenti normativi e operativi introdotti sul tema delle scadenze degli interventi finanziati con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
L’associazione dei costruttori di Brindisi evidenzia come il decreto PNRR abbia finalmente chiarito un principio fondamentale: per gli interventi con obiettivi finali al 30 giugno 2026, quella data vale anche come “nuova scadenza contrattuale in deroga ai sensi dell’art.1339 del CC”.
Tradotto: se un’opera viene conclusa oltre il termine originariamente previsto dal contratto ma entro il 30 giugno 2026, non possono essere applicate penali alle imprese.
“È un passaggio importante e di assoluto buon senso – sottolinea il Presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa che è anche amministratore del Consorzio Stabile Build – perché riconosce una realtà sotto gli occhi di tutti: l’ultimo miglio del PNRR si sta giocando in condizioni straordinarie, tra ritardi autorizzativi, modifiche progettuali, difficoltà operative, continue sovrapposizioni amministrative e ci mancava il caro materiali, che non possono essere scaricate sulle imprese esecutrici”.
Il rischio concreto è che la pressione per chiudere formalmente il PNRR entro la non più prorogabile scadenza imposta dall’UE finisca per produrre effetti devastanti per tutti i soggetti coinvolti: stazioni appaltanti che devono restituire l’intero finanziamento con relative responsabilità erariali, professionisti ed imprese a litigare sulle responsabilità con inevitabili strascichi giudiziari, cittadini che avranno opere incompiute e quindi non utilizzabili, figuraccia internazionale del “Sistema Paese” incapace di rispettare gli impegni presi.
Per il Presidente Contessa occorre un ulteriore supporto normativo che definisca chiaramente la distinzione tra il raggiungimento dei target PNRR dalla conclusione definitiva di ogni singola lavorazione nel dettaglio. Un conto è certificare entro il 30 giugno 2026 che un’opera è funzionale, utilizzabile e coerente con gli obiettivi del PNRR; altro deve essere dare un termine congruo per il completamento delle lavorazioni marginali che non influiscono sulla funzionalità dell’opera.
“È evidente – conclude Contessa – che molte opere potranno essere perfettamente funzionanti e rendicontabili ai fini europei pur avendo ancora lavorazioni marginali da completare. Fingere che questa distinzione non esista significherebbe creare solo incomprensioni con relativi problemi amministrativi e contenziosi”.
Per questo auspichiamo l’adozione di un ulteriore intervento normativo con urgenza, il 30 giugno è praticamente arrivato, che consenta il raggiungimento di un duplice obiettivo comune: chiudere correttamente la rendicontazione del PNRR e completare a regola d’arte le opere.

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