Lo diciamo come introduzione, come punto di partenza: chiunque commetta reati, soprattutto nei confronti delle persone, ed a maggior ragione se le vittime sono donne, va punito con fermezza, che si tratti di connazionali o di stranieri.
Fatta questa doverosa premessa — a beneficio degli stolti in agguato, pronti con il solito ritornello di accusa che ci vedrebbe intransigenti con gli stranieri e tolleranti con i connazionali (ma quando mai) —, entriamo nel merito del comunicato.
Crediamo sia ormai universalmente riconosciuto che in ogni grande città italiana un’immigrazione sfrenata e incontrollata abbia lasciato migliaia di persone, per la stragrande maggioranza uomini soli ai quali non si è riusciti a dare una corretta integrazione, a creare sacche di degrado e di malaffare che rendono insicure le strade e rappresentano un pericolo per chiunque attraversi quelle zone, spesso vere e proprie “terre di nessuno”.
Parchi e giardini pubblici sono trasformati in zone di spaccio, ed edifici abbandonati e/o occupati abusivamente vedono immigrati, ormai ben inseriti nel traffico di stupefacenti, ricevere a tutte le ore, anche alla luce del sole, clienti di ogni nazionalità.
Venendo alla nostra realtà locale, sono diversi gli eventi di cronaca che vedrebbero imputati magrebini o centrafricani e vittime i nostri connazionali: dal tentativo di rapimento di un bambino, alle risse per strada in pieno centro, fino alla vandalizzazione di beni pubblici o privati. L’ultimo in ordine di tempo è il tentativo di rapina con atti osceni perpetrato nei confronti di una passante da due immigrati venticinquenni, poi rintracciati e arrestati dalle Volanti — intervento che è costato a due agenti il ricorso alle cure sanitarie e venti giorni di prognosi.
La zona circostante la stazione ferroviaria è ormai impraticabile e le opere che si stanno realizzando in via Torpisana, con la creazione di numerosi parcheggi, rischiano di restare sottoutilizzate se non si garantirà la necessaria sicurezza in ogni ora del giorno e della notte a chi intende lasciar lì la propria auto e raggiungere il centro a piedi. Bisogna infatti attraversare una “terra di nessuno” che da piazza Crispi si allunga sino a piazza Cairoli, con decine e decine di immigrati che stazionano a ogni passo e ti fissano, costringendoti ad abbassare lo sguardo per non incorrere in provocazioni e relative aggressioni.
Da più parti si è levato l’appello al Sig. Prefetto, che incontreremo la prossima settimana per discutere e avanzare le nostre proposte per un maggiore controllo del territorio, mettendo in rete ogni possibile interazione tra Polizia di Stato, Carabinieri, Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza e Polizia Locale.
E qui inizia il punctum dolens.
Il Governo ha disposto per la Puglia l’invio di 144 operatori appartenenti alla Polizia di Stato (19 dei quali a Brindisi e provincia) e 531 Carabinieri (dei quali 100 a Taranto e gli altri da dividere tra le rimanenti province). Non sono noti movimenti che riguardino il Comando provinciale della Guardia di Finanza.
Ma il punto debole del ragionamento resta il basso o nullo apporto da parte della Polizia Locale a qualsiasi costituendo dispositivo di sicurezza.
Sono ormai anni che, da consiglieri di maggioranza prima e di opposizione oggi, solleviamo il problema della scarsità di uomini a disposizione del Comando della Polizia Locale di Brindisi.
Da informazioni assunte presso gli uffici comunali, su una pianta organica già sottodimensionata per un capoluogo di provincia — che in base alla Legge Regionale prevede 1 operatore ogni 500 abitanti, e per la quale Brindisi dovrebbe disporre quindi di 164 tra Agenti, Sottufficiali e Ufficiali —, l’attuale pianta organica ne prevede sulla carta 103 più 9 ufficiali, mentre in realtà l’intero Comando vede la presenza di soli 68 operatori e 4 Ufficiali. A breve, ulteriori pensionamenti ridurranno ancora di più il personale a disposizione.
E dire che il Sig. Prefetto ha chiesto più volte all’amministrazione comunale, al Sindaco e al Comandante Orefice di mettere a disposizione personale per integrare il controllo del territorio. Cose impossibili se non si dispone di personale a sufficienza per poter coprire tutti i compiti di ufficio; è infatti di poche settimane fa la notizia dell’apertura della procedura di raffreddamento dei sindacati della P.L. in Prefettura, per le proteste del personale stressato da turni di servizio continui e dalla mancata possibilità di godere di ferie, riposi, ecc.
È bene ricordare che il 1° dicembre 2025 ben sei consiglieri comunali,( i primi incontrati nei corridoi e fatti firmare, ma la volontà di risolvere il problema era ben più ampia) sottoscrissero un documento con il quale si chiedeva al Sindaco e all’Assessore alle Risorse Umane di dare corso all’assunzione veloce di vincitori di concorso attingendo dalle graduatorie di Comuni vicini, oppure a una procedura di mobilità per titoli e colloquio. Ciò avrebbe dato la possibilità di disporre in poche settimane di personale già formato da mettere subito in strada, risolvendo inoltre il problema della vita a nostri compaesani costretti a fare i pendolari in provincia o addirittura fuori.
Tuttavia, la sorda amministrazione Marchionna, a distanza di tempo, è ancora alle prese con una carenza di organico spaventosa, avendo scelto la strada del concorso pubblico per far felice chi crede di poter così risolvere qualche problema personale. La legge invece è chiarissima: i concorsi sono pubblici e nulla impedisce che i pochi posti disponibili vengano occupati dai più bravi, dovessero anche essere tutti non brindisini.
Stranamente, si dà però corso a un bando di mobilità per ufficiali al posto di un concorso al quale ogni brindisino laureato in legge avrebbe potuto partecipare, sapendo già che a partecipare e a vincerlo sarebbero stati dei leccesi, essendo risaputo che nessun compaesano si trovava nelle condizioni di potervi prendere parte. E così è stato. Danno e beffa contemporaneamente. Sic.
A Brindisi il “mondo al contrario” è cosa nota e certa.
È di pochi giorni fa la notizia che l’amministrazione comunale di Francavilla Fontana, per evitare lungaggini burocratiche, ha annullato un concorso già bandito e ha fatto ricorso alle graduatorie dei Comuni vicini; tant’è che in pochi giorni ha avuto a disposizione il personale per affrontare l’estate francavillese, le feste patronali, ecc.
Non si accettano suggerimenti e non sappiamo nemmeno copiare le buone prassi dagli altri.
Noi di Futuro Nazionale per Vannacci abbiamo a cuore la sicurezza delle nostre strade e dei nostri concittadini.
Noi di Futuro Nazionale per Vannacci non guardiamo agli interessi di bottega, ma al risultato.
Noi di Futuro Nazionale per Vannacci presenteremo al Sig. Prefetto le nostre proposte e, allo stesso tempo, chiediamo che ognuno faccia la sua parte, in primis il Comune di Brindisi. Questo smettendo di andare dietro ai capricci di qualche consigliere — che ci ha fatto perdere già due anni inseguendo concorsi che dovranno risolvere chissà quali esigenze — e dando seguito alla cosa più logica che ci sia da fare: attingere dalle graduatorie delle città vicine, soprattutto laddove vi siano brindisini in cima, e portarli a lavorare a casa propria per avere subito disponibile personale che conosce la città e sa come muoversi.
Per ultimo, lanciamo al Sindaco per il tramite del Sig. Prefetto, la proposta di utilizzare, laddove possibile, parte delle somme rivenienti dalle compensazioni ambientali, per finanziare negli anni concorsi che possano via via rimpinguare la pianta organica della PP.LL., e considerare la ulteriore diffusione di impianti di videosorveglianza nelle zone a rischio, sapendo già che per ogni telecamera installata devono seguire sale di regia e personale dedicato alle stesse.
Cesare Mevoli
Nicola Di Donna
Luca Tondi
