September 1, 2026

E’ di queste ore l’ennesima brutta notizia riguardante il futuro del Petrolchimico di Brindisi. Da notizie di stampa si apprende che una società londinese ha chiesto il fallimento di Seri Industrial, azienda fino a pochi giorni fa quotata in borsa, dei fratelli Civitillo, partner di Eni nella realizzazione di una Gigafactory nel Petrolchimico di Brindisi. La procedura è stata iscritta a ruolo e la prima udienza è fissata per gli inizi di ottobre dinanzi al giudice fallimentare Alborino del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La società “London Financial Guarantees”, operante nei servizi finanziari, vanterebbe un credito di otto milioni di euro nei confronti di Seri Industrial. Nell’attesa, i legali della società d’oltre Manica avevano ottenuto un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per la stessa somma, poi sospeso su richiesta di Seri.

Il fatto che l’Eni abbia deciso di scegliere come partner un soggetto quantomeno discusso come Civitillo preoccupa non poco i lavoratori diretti e indiretti della chimica brindisina, ivi compresi quelli che vedranno spegnere gli impianti dove operano il giorno di Capodanno.

Un motivo in più perché le Istituzioni prestino un maggiore impegno perché la vicenda assuma contorni più rassicuranti attraverso risposte certe e indiscutibili. A Confindustria Brindisi, invece, chiedo che esca da un insopportabile e inaccettabile silenzio, assumendo una difesa di ufficio del territorio. Certo, Eni è sua associata, ma chiedere al colosso chimico italiano di assumere direttamente la responsabilità dell’investimento da realizzare a Brindisi è il minimo, anche a tutela delle aziende che dovranno costituire la nuova fabbrica e delle tante imprese che operano nell’indotto e che sono ugualmente associate a Confindustria.

Brindisi questa volta non può e non deve rimanere in silenzio mentre altrove si consumano scelte sulla testa dei nostri lavoratori.

 

Lino Luperti – capogruppo provinciale di Forza Italia con delega alla valorizzazione industriale

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