September 2, 2026

L’atleta classe 2003 trascina le Azzurre fino alla finalissima persa con onore contro la Spagna nei Giardini di Villa Peripato a Taranto. Una medaglia d’argento storica vissuta tra l’affetto dei tifosi ionici e la
C’è una splendida, indelebile e rumorosa firma brindisina sulla medaglia d’argento conquistata dalla Nazionale italiana femminile di basket 3×3 ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Giorgia Amatori, atleta classe 2003 cresciuta a pane e pallacanestro nella nostra città, è salita sul secondo gradino del podio, regalando a Brindisi e a tutta la Puglia una soddisfazione sportiva immensa. Una medaglia d’argento che si trasforma in un autentico manifesto d’identità e orgoglio locale, saldata da un legame speciale nato sul campo tra l’atleta e il pubblico di Taranto.
Giocare una manifestazione internazionale di questo livello con la maglia azzurra addosso è il sogno di ogni atleta; farlo a pochissimi chilometri da casa, davanti al pubblico delle proprie terre, ha dato alla cavalcata di Giorgia una dimensione emotiva indescrivibile. I Giardini di Villa Peripato a Taranto, trasformati in un’arena caldissima e pulsante, sono stati il palcoscenico perfetto per le prodezze dell’ala brindisina, adottata fin dal primo istante dal pubblico ionico.
Il boato di Villa Peripato: “Da Brindisi, Giorgia Amatori”
Il feeling tra l’atleta nostrana e i sostenitori tarantini è scattato immediatamente, ben prima della palla a due, trasformando la rivalità sportiva tra le due province in un unico, immenso coro di incitamento pugliese. Ogni singola partita del torneo iniziava nello stesso, esaltante modo: le luci dell’arena puntate sul tunnel, la musica a tutto volume e lo speaker ufficiale che annunciava le Azzurre.
Al momento del suo ingresso, la formula scandita al microfono accendeva gli spalti: «Con il numero 23, da Brindisi… Giorgia Amatori!». A quel punto, i Giardini di Villa Peripato venivano giù. Un boato trasversale, potente, partito dai tarantini presenti in massa e dai tanti brindisini saliti in trasferta, che ha spinto Giorgia a gettare il cuore oltre l’ostacolo in ogni possesso. Il pubblico ionico ha riconosciuto subito la grinta e l’appartenenza della numero 23, sostenendola con cori personalizzati e applausi a scena aperta a ogni canestro, rimbalzo o recupero difensivo.
Il percorso del quartetto azzurro – guidato in panchina da coach Agostino Origlio e completato da Ilaria Bernardi, Loredana Ngamene Takougang e Nancy N’Guessan – era iniziato nel migliore dei modi già nella fase a gironi. Le italiane avevano chiuso a punteggio pieno regolando prima la Grecia (13-11) e poi il Kosovo con un netto 18-7. Proprio contro la compagine kosovara, trascinata dai cori dell’arena, Amatori ha messo a referto 5 punti, qualificandosi per la fase a eliminazione diretta.
Nei quarti di finale è arrivata la vittoria contro la temibile Francia (11-10), ma è nell’attesissima semifinale contro il Portogallo che lo spirito di sacrificio di Giorgia Amatori ha fatto saltare il banco. In una partita bloccata e ad altissima tensione emotiva, l’ala brindisina ha eretto una vera e propria diga nella propria metà campo. Sfruttando tutti i suoi 178 centimetri e una debordante fisicità, Giorgia si è francobollata alla giocatrice portoghese più pericolosa e prolifica del torneo, annullandone completamente le linee di passaggio e togliendole il fiato. Una prestazione difensiva eroica, fatta di aiuti costanti, tagliafuori e muscoli, che ha letteralmente blindato il canestro azzurro e permesso all’Italia di strappare il pass per la finalissima.
Nell’atto conclusivo per l’oro, le Azzurre si sono arrese con l’onore delle armi alla Spagna per 13-11, cedendo solo nei possessi decisivi di una sfida rimasta in perfetto equilibrio fino alla sirena. Al termine del match, nonostante la comprensibile amarezza, tutto il pubblico in piedi ha tributato a Giorgia e alle compagne una standing ovation da brividi.
Mentre l’arena di Villa Peripato si svuotava, per Giorgia Amatori iniziava una seconda, dolcissima maratona. Appena rientrata negli spogliatoi, la numero 23 ha trovato lo smartphone letteralmente intasato da una pioggia incessante di messaggi, notifiche social e telefonate di congratulazioni.
Dalle storiche compagne di squadra delle giovanili brindisine ai dirigenti locali, passando per i tifosi della PF Umbertide fino alle massime autorità istituzionali e sportive della regione: tutti hanno voluto far sentire il proprio calore alla campionessa nostrana. Una vicinanza che ha azzerato le distanze e che ha fatto comprendere a Giorgia, fin da subito, l’enorme portata dell’impresa appena compiuta e l’affetto smisurato di un’intera comunità.
Dalla premiazione allo scatto d’autore con “Gimbo” Tamberi
La gioia per lo storico traguardo ha presto preso il sopravvento sui rimpianti per l’oro sfumato. Subito dopo la cerimonia di premiazione sul campo, con le medaglie d’argento che brillavano al collo delle quattro atlete, la festa si è ufficialmente trasferita all’interno del Villaggio dei Giochi.
Ad attendere la squadra a Casa Italia c’era il resto della delegazione azzurra, insieme a dirigenti, tecnici e ai parenti più stretti arrivati in terra ionica. L’ingresso di Giorgia e delle sue compagne nel padiglione italiano è stato salutato da applausi scroscianti e cori da stadio. Tra abbracci liberatori, brindisi e canti, le ragazze hanno festeggiato fino a tarda notte un secondo posto che luccica come l’oro.
Il momento più emozionante della serata è arrivato quando il capitano e portabandiera dell’Italia, il campione olimpico Gianmarco Tamberi, si è unito ai festeggiamenti. “Gimbo”, con la sua solita travolgente energia, ha scherzato con le ragazze prima di concedersi per lo scatto fotografico simbolo di questi Giochi: Amatori e compagne sorridenti mentre mostrano orgogliose la medaglia al collo, abbracciate a uno dei più grandi miti dello sport italiano. Una foto da incorniciare che sancisce una notte magica nel cuore pulsante del Villaggio.
Nata l’11 aprile 2003, alta 178 centimetri, Giorgia Amatori ha disputato l’ultima stagione in Serie A2 con la maglia della PF Umbertide, registrando 8.2 punti e 3 rimbalzi di media a partita. Numeri, fisicità e temperamento che spiegano chiaramente la sua esplosione nel circuito del basket tre contro tre.
Questo argento cinto al collo non è un exploit isolato, ma il punto d’incontro tra il talento naturale, lo spirito di sacrificio e un fortissimo senso di appartenenza territoriale. Per Brindisi, da sempre culla della pallacanestro nazionale, è la conferma che la propria tradizione cestistica continua a produrre atlete di livello internazionale.
C’è però un dettaglio che rende questo racconto ancora più speciale. A scrivere queste righe, a seguire ogni singola azione con il cuore in gola e le lacrime agli occhi, è la persona che la conosce meglio di chiunque altro: sua sorella. Per questo, con la complicità e il prezioso permesso del Direttore, che ha voluto concedermi questo strappo alla regola giornalistica per celebrare un legame di sangue indissolubile, voglio chiudere questo pezzo non da cronista, ma con le parole più sincere che possano uscirmi dal cuore: BRAVA AMORE MIO! Brindisi, Taranto e tutta la tua famiglia ti applaudono.
Giada Amatori

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