Dal confronto con il Ministro Adolfo Urso nuove prospettive per una filiera d’eccellenza del Made in Italy. Danese: «Accanto ai settori industriali consolidati, vogliamo intercettare nuovi comparti capaci di generare investimenti, sviluppo e occupazione anche sul nostro territorio»
Brindisi, 28 settembre 2026 – Valorizzare l’industria italiana degli strumenti musicali attraverso una politica industriale dedicata e, allo stesso tempo per Confindustria Brindisi guardare alle potenzialità di nuovi comparti produttivi capaci di contribuire alla diversificazione e alla crescita del territorio.
È quanto emerso dall’incontro con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (accompagnato dai suoi più stretti collaboratori), promosso da Confindustria Brindisi insieme a Confindustria Ancona, Confindustria Macerata e Dismamusica. Per Confindustria Brindisi hanno partecipato il Presidente Giuseppe Danese e il Direttore Generale Angelo Guarini.
L’incontro ha consentito di portare all’attenzione del Ministro una realtà produttiva che va oltre la pur preziosa dimensione artigiana e la grande tradizione della liuteria. In Italia esiste, infatti, una industria consolidata della produzione di strumenti musicali, caratterizzata da ricerca, innovazione, sviluppo di nuovi materiali e prodotti, competenze specialistiche e una significativa propensione verso i mercati internazionali.
Il comparto conta circa 1.120 imprese produttrici e 2.110 addetti diretti, con un mercato nazionale di circa 417 milioni di euro, esportazioni superiori a 155 milioni di euro e oltre il 95% delle imprese con meno di dieci addetti. Una frammentazione che custodisce competenze specialistiche di grande valore, ma che limita la capacità delle singole aziende di sostenere autonomamente investimenti in innovazione, formazione, certificazioni e internazionalizzazione.
La proposta presentata al MIMIT -in linea di principio condivisa dal Ministro- punta pertanto a riconoscere l’industria degli strumenti musicali come filiera nazionale strategica del Made in Italy, attraverso l’attivazione di strumenti capaci di sostenere innovazione e investimenti, competenze e ricambio generazionale, export, reti e crescita dimensionale delle imprese.
«Non chiediamo misure assistenziali – sottolinea il Presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese – ma una politica industriale in grado di mettere queste aziende nelle condizioni di crescere, innovare, aggregarsi e competere sui mercati internazionali. Un intervento mirato su una filiera produttiva relativamente contenuta può generare un effetto moltiplicatore su un ecosistema economico e culturale molto più ampio, con ricadute in termini di investimenti, produzione e occupazione».
L’ecosistema della musica italiana nel suo complesso – comprendente musica registrata, diritto d’autore, spettacolo dal vivo, formazione, strumenti e attività collegate – viene stimato dai proponenti in circa 4,3 miliardi di euro annui. Un dato che evidenzia l’ampiezza della filiera sulla quale lo sviluppo della produzione può generare ulteriori ricadute.
Per Confindustria Brindisi il tema assume anche una particolare valenza territoriale. La strategia dell’Associazione è infatti rafforzare i comparti che storicamente costituiscono l’ossatura industriale del territorio e, contemporaneamente, favorire l’insediamento e la crescita di nuove filiere produttive.
«Il nostro territorio – prosegue Danese – possiede una solida tradizione industriale nella meccanica e metalmeccanica, nell’aeronautica, nella chimica e nell’edilizia. Questi comparti restano fondamentali e devono continuare a essere sostenuti e valorizzati. Parallelamente, però, dobbiamo avere la capacità di guardare avanti, individuando nuovi settori nei quali investire e creare opportunità. Stiamo lavorando in questa direzione sulla Blue Economy, sul Turismo e Cultura, sulla Sanità privata e oggi guardiamo con interesse anche alla filiera della musica e della produzione degli strumenti musicali».
L’obiettivo non è sostituire le vocazioni produttive esistenti, ma ampliare e diversificare la base economica del territorio, intercettando comparti caratterizzati da innovazione, ricerca, specializzazione e capacità di esportazione.
«Vogliamo creare le condizioni affinché anche Brindisi possa intercettare una parte dello sviluppo generato da queste nuove filiere – aggiunge il Presidente – favorendo investimenti, nuove attività imprenditoriali e contaminazioni con le competenze già presenti sul territorio. La diversificazione produttiva può tradursi in nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, e rendere il nostro sistema economico più competitivo e resiliente».
L’incontro al MIMIT si è svolto in un clima particolarmente positivo, con una partecipazione diretta e costante del Ministro Urso e dei suoi più stretti collaboratori, che ha consentito un confronto approfondito e operativo sulle esigenze e sulle prospettive della filiera.
Tra le proposte avanzate figurano l’istituzione di un Tavolo permanente dedicato all’industria degli strumenti musicali, l’avvio di un Programma nazionale 2027-2029, il sostegno agli investimenti e all’innovazione, la formazione delle competenze, l’internazionalizzazione e la promozione di reti, consorzi e altre forme di aggregazione tra imprese.
Le proposte saranno ora approfondite nel percorso istituzionale dedicato alla produzione di strumenti musicali Made in Italy, nell’ambito del più ampio confronto tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero della Cultura.
Per Confindustria Brindisi, il confronto rappresenta dunque non soltanto un’iniziativa a sostegno di una filiera nazionale di eccellenza, ma anche un ulteriore tassello di una strategia territoriale che punta a coniugare il consolidamento delle vocazioni industriali storiche con l’apertura verso nuovi settori ad alto potenziale di sviluppo.
Più filiere, maggiore diversificazione, nuovi investimenti e nuove competenze possono tradursi in maggiore capacità produttiva e, soprattutto, in nuove opportunità occupazionali per il territorio brindisino.
