October 13, 2026

Quindicimila persone, una reliquia custodita per otto secoli e una città che ha ritrovato, attraverso il cammino di san Francesco, una parte della propria storia spirituale. Si è conclusa nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, al quartiere La Rosa di Brindisi, la storica peregrinatio dei calzari in cuoio appartenuti al Santo. Per la prima volta dal 1226, le calzature che Francesco indossò dopo aver ricevuto le stimmate hanno lasciato Assisi per essere esposte alla venerazione dei fedeli.

L’iniziativa, promossa dal parroco don Cosimo Schena con il contributo di Accademie, Associazioni e numerosi fedeli, si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo. Un appuntamento di particolare valore religioso e storico, che ha richiamato a Brindisi pellegrini e visitatori, trasformando per una settimana la parrocchia del quartiere La Rosa in un luogo di raccoglimento, preghiera e incontro.

Il legame tra Francesco d’Assisi e Brindisi affonda le radici nella storia. Secondo la tradizione, proprio dal porto della città il Santo partì per il suo viaggio verso la Terra Santa, per farvi successivamente ritorno. La presenza dei calzari ha dunque assunto un significato che supera l’eccezionalità dell’esposizione: quello di un cammino ideale che, a distanza di otto secoli, torna a unire Assisi, Brindisi e i luoghi della testimonianza francescana.

Particolarmente intensa la partecipazione alle celebrazioni liturgiche, segnate dalle riflessioni dell’arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, e dell’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, monsignor Giovanni Intini, che ha presieduto la Santa Messa conclusiva, seguita dalla solenne processione per le vie del quartiere.

Nelle loro omelie, i due presuli hanno richiamato il significato della povertà evangelica e dell’umiltà, mettendo in relazione la testimonianza di Francesco con le contraddizioni della società contemporanea. In un tempo nel quale il valore delle persone rischia di essere misurato attraverso il possesso, l’apparenza e la visibilità, la scelta radicale del Santo continua a indicare una strada diversa, fondata sulla dignità umana, sulla fraternità e sull’attenzione verso chi vive ai margini.

È questo il significato più profondo che la presenza dei calzari consegna alla comunità brindisina. Due semplici oggetti di cuoio, consumati dal tempo e dal cammino, hanno richiamato migliaia di persone attorno a un messaggio che conserva intatta la propria forza: la pace comincia dal riconoscimento dell’altro come fratello. Un richiamo particolarmente attuale in una stagione internazionale segnata da guerre, divisioni e sofferenze.

Al termine dell’iniziativa, le Accademie e le Associazioni che hanno contribuito alla sua realizzazione desiderano esprimere la propria riconoscenza a monsignor Giovanni Intini e a don Cosimo Schena, il cui impegno ha reso possibile un appuntamento di straordinaria partecipazione, offrendo alla città un’occasione di riflessione spirituale e di incontro.

Un sentimento di particolare stima e gratitudine è rivolto a monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto, presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, delegato pontificio per la Basilica di San Nicola di Bari e gran cancelliere della Facoltà Teologica Pugliese. La sua partecipazione, insieme al legame che lo unisce alla città di Brindisi, ha conferito alle celebrazioni un ulteriore significato di vicinanza ecclesiale e comunione.

Un ringraziamento è inoltre rivolto alle autorità che hanno preso parte all’iniziativa, tra cui il prefetto di Brindisi, Guido Aprea, il sindaco Giuseppe Marchionna, il presidente della Provincia, Elio Ciccarese, e il comandante provinciale dei Carabinieri di Brindisi, colonnello Claudio Scala. La riconoscenza si estende a tutti gli enti, alle istituzioni, agli sponsor, ai volontari e ai fedeli che, con il proprio contributo, hanno accompagnato la realizzazione dell’evento.

I calzari di Francesco tornano ad Assisi. A Brindisi rimane il ricordo di migliaia di persone raccolte davanti a una testimonianza di fede che ha attraversato i secoli. Rimane, soprattutto, il significato di quei passi compiuti lungo le strade del mondo per incontrare gli ultimi, parlare di pace e ricordare che la fraternità trova la sua espressione più autentica nei gesti quotidiani.

I firmatari:

– AEREC – Accademia Europea Relazioni Economiche Culturali, presidente dott. Ernesto Carpinteri;

– Norman Academy Inc., segretario generale Vincenzo Cortese;

– Accademia Bonifaciana, presidente dott. Sante De Angelis;

– Fondazione Internazionale Papa Clemente Albani, segretario generale avv. Dario Giannicola;

– Associazione di Polizia Locale Italiana (ASSAPLI), presidente avv. Dario Giannicola;

– International Police Association (IPA) – Comitato locale di Fermo, presidente dott. Mario Guglielmi;

– International Police Association (IPA) – Comitato regionale Puglia, segretario Vito Potenza;

– Associazione Nazionale Carabinieri di Brindisi, coordinatore provinciale Piero Benegiamo;

– Associazione Nazionale Marinai d’Italia, presidente Luigi Mecca;

– Associazione Nazionale della Polizia di Stato, dott. Carmelo Guglielmi.

Cav. OMRI Antonio Giaimis, consigliere nazionale AEREC, delegato nazionale Norman Academy Inc. e ambasciatore volontario per la sicurezza delle strade ASSAPLI.

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