October 13, 2026

Proseguono senza sosta i controlli dei militari della Guardia Costiera – Sezione di Polizia Marittima di Brindisi –, coordinati dal Centro di Controllo di Area della Pesca della Direzione Marittima di Bari (6° C.C.A.P.), nell’ambito delle attività di verifica sulla filiera della pesca e sulla tutela della sicurezza alimentare.

L’operazione ha preso il via a seguito di un accertamento condotto presso un ristorante della città di Brindisi, all’interno del quale sono state individuate diverse confezioni di prodotto ittico recanti etichette dubbie. Gli approfondimenti investigativi condotti dai militari hanno consentito di risalire al centro di distribuzione fornitore, con sede nella provincia di Lecce.

Nel corso della successiva ispezione presso la struttura di distribuzione, sono stati rinvenuti oltre 100 chilogrammi di prodotti ittici congelati (nello specifico gambero viola, gambero rosa e cozze sgusciate), suddivisi in vaschette da 1 kg, del tutto prive della data di congelamento, elemento obbligatorio previsto dalle normative vigenti in materia di etichettatura e tracciabilità.

A seguito delle irregolarità riscontrate, si è provveduto a contestare una sanzione amministrativa pecuniaria di 2.000 euro nei confronti del centro di distribuzione, ed è stato sanzionato altresì il centro di lavorazione e distribuzione con sede a Gallipoli (LE), sanzione amministrativa pecuniaria di 4.000 euro. Oltre all’irrogazione delle sanzioni pecuniarie, l’intero quantitativo di prodotto ittico è stato sottoposto a sequestro amministrativo e sarà avviato alla distruzione a spese del trasgressore.
La presenza della data di congelamento e delle corrette indicazioni in etichetta costituisce un presidio fondamentale di sicurezza e trasparenza a tutela del consumatore finale. La mancanza di tali dati accertati può provocare serie conseguenze sotto diversi profili:
Senza la data esatta di congelamento è impossibile determinare con certezza la “vita commerciale” e lo stato di conservazione del prodotto. Un congelamento prolungato oltre i limiti di sicurezza o subito in modo improprio può favorire l’alterazione organolettica e chimica dei prodotti, esponendo i consumatori al rischio di intossicazioni e infezioni alimentari.

L’etichettatura obbligatoria garantisce che ogni lotto sia tracciabile in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. L’assenza di dati certi impedisce di risalire all’origine del pescato e di verificare il rispetto delle normative igienico-sanitarie (HACCP). In caso di allerta sanitaria su un determinato lotto infetto o contaminato, risulterebbe impossibile ritirarlo tempestivamente dal mercato.
L’omissione della data di congelamento può inoltre celare il tentativo di spacciare per recente un prodotto congelato da molto tempo o di mascherare successive procedure di ricongelamento non autorizzate, vietate dalla legge poiché alterano gravemente le qualità nutrizionali e la sicurezza del cibo.

L’attività della Guardia Costiera confermato il costante impegno nella salvaguardia della salute dei cittadini e nella tutela degli operatori della filiera ittica che operano nel rispetto delle regole.

Comments are closed.