October 4, 2022

Brundisium.net
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… mi dispiace …
credimi O., mi dispiace …
è inutile che tu continui a chiedermi cosa penso del tuo pezzo, del commento di tizio o della uscita di quell’altro …

 
l’avrai già capito e mi dispiace che tu l’abbia capito tardi ma è così …

mi dispiace ma io Brundisium.net non lo seguo e non lo leggo …

e neanche brindisi report o brindisi oggi o senza colonne o brindisi time …
non ne leggo nessuno perché non mi interessano …
non mi interessate …
l’unica cosa che mi spinge, di tanto in tanto, ad aprire il tuo sito è “La grande bellezza” di Serni …
ogni tanto la rileggo per vedere che effetto fa rivedere a freddo sensazioni che hanno incantato un attimo di vita vissuta …

 
mi rileggo e mi giudico pensando a come avrei potuto rendere più sincero e vivo il pezzo …
se quello che mi ha colpito sono riuscito a comunicarlo, se il pezzo è musicale o meno …
per il resto non seguo nulla …

 

i miei pochi amici virtuali lo sanno bene …
sul web passo distrattamente ogni tanto sui profili di alcuni di loro trovandoci, a volte, un bel pensiero, una battuta divertente, un guizzo …
mi basta …

 
loro non hanno la pretesa di informare e tanto meno quella segreta di formare o condizionare, non vogliono nulla, non pretendono nulla, espongono le loro solitudini, qualche dolore velato, qualche speranza di felicità, tentano di dare dignità ad un ricordo, esaltano una situazione banale …

 

mi ci ritrovo …
un po’ di disperazione fra battaglie quotidiane vinte e perse …
il tentativo di seppellire un dolore sconosciuto e profondo a cui manca ancora un nome …
il tentativo di far emergere qualche attimo di bellezza e di serenità incatenandolo ad una foto, ad un sorriso, ad una condivisione …

 
mi basta e mi piace …
i cosiddetti giornali on line, invece, sono altro …
sono il tentativo di cucirsi addosso un abito di osservatore, di autoproclamarsi capaci di sintesi, di apparire pensosamente impegnati …
il che, inevitabilmente, scade quotidianamente nella partigianeria e nella superficialità più assoluta …
inseguite Bocca di rosa come le cagnette arrabbiate di Sant’Ilario, fate ogni giorno le pulci alla sindaca alimentando il vizio dell’intolleranza, la lodate senza vergogna, raccontate di miserie periferiche con sdegno e preoccupazione, date voce a fatti e dichiarazioni insulse …
niente di umano …
nulla di serio, di particolare, di necessario …

 
fra di voi non c’è indulgenza, non c’è pietà, non c’è voglia di capire davvero …
io non vi leggo e non per questo mi manca qualcosa …
vivo questa città e ne so di essa quanto è importante saperne …
so della sua disperazione periferica, che esiste una delinquenza a prescindere dalle opportunità, che c’è gente che ogni giorno fa la spesa, scopa, tradisce, prega, aiuta gli altri, è paralizzata dall’incertezza, sparla …
so che per ognuno c’è una storia da raccontare …
e che certi affetti e certi amori, come certe adulazioni e certi entusiasmi sono forzati e che cerchiamo con essi di vincere quella paura di essere rimasti soli al mondo o di rimanerci presto dopo che mamma e papà non ci saranno più …

 
non so se è un’angoscia esistenziale …
non so se c’è qualcosa che ancora non abbiamo capito …
non so se ci salverà Freud o Dio o se si sono stancati pure loro … mi addolorano i ragazzini che vengono esclusi e insultati per qualche chilo in più, la signora che ricicla le scarpe della figlia, il pensionato che rimane attaccato alla sua Panda da vent’anni, il vecchietto che ti ferma per chiederti se conosci qualcuno perché ha il figlio trentenne a casa o in psichiatria …
sono quelle le storie che mi interessano …

 
mi interessa il profilo FB della professoressa che si da anima e corpo perché vuole lasciare un segno, il profilo dell’intellettuale che ha più dubbi che certezze, il profilo della single dignitosamente infelice, il profilo del giovane che straparla per scacciare la paura, il profilo dell’incazzato verso tutti e che non ammetterà mai di esserlo con se stesso …
e tanti e tanti altri …

 
ci trovo dentro fiumi di malinconia, tonnellate di dolore, sprazzi di gioia …
invece, caro O., voi e i vostri giornali on line mi fate solo perdere tempo con la vostra aridità e inconcludenza …
e io di tempo non ne ho più tantissimo …
e per questo non vi leggo …
lo trovo inutile …

 

A. Serni

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