Da anni a Brindisi si combatte giustamente con una crisi del vecchio apparato industriale ormai in crisi irreversibile come quello energetico e petrolchimico. L’emergenza è così forte e dura che si rischia di non vedere però con maggiore consapevolezza e responsabilità quello che il territorio è, pur nella crisi industriale che lo condiziona. Da tempo insisto sulle potenzialità agricole che il territorio offre anche come contributo a ripensare il suo sviluppo. Quando parliamo di agricoltura nella provincia di Brindisi non stiamo parlando soltanto di un settore produttivo. Stiamo parlando del paesaggio che ci circonda, della nostra storia, della nostra identità.
Il territorio brindisino è stato modellato dall’agricoltura per secoli. Gli ulivi monumentali, le distese di vigneti, le masserie storiche, le campagne attraversate dall’antica Via Appia sono il risultato di un rapporto millenario tra uomo e terra. È un patrimonio agricolo, ma anche un patrimonio culturale e paesaggistico che oggi assume un valore ancora più importante.
L’agricoltura continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia provinciale. Nella provincia di Brindisi abbiamo oltre 130 mila ettari di superficie agricola e quasi 7.500 aziende agricole. Il valore della produzione agricola supera i 330 milioni di euro all’anno. Ma questi numeri raccontano solo una parte della realtà.
L’agricoltura non è soltanto produzione economica. È anche presidio del territorio, tutela del paesaggio e coesione sociale nelle aree rurali. Senza agricoltura il territorio si svuota, il paesaggio si impoverisce, le comunità perdono una parte della propria identità. L’agricoltura brindisina è fortemente legata a due grandi produzioni che rappresentano la storia del Mediterraneo: l’olio e il vino. Gli oliveti occupano circa 60 mila ettari e rappresentano uno dei paesaggi agricoli più straordinari d’Europa. Gli ulivi secolari non sono soltanto alberi produttivi: sono monumenti viventi della nostra storia agricola. Anche se la xilella ha ormai distrutto parte di questo patrimonio produttivo e paesaggistico si può organizzare una rinascita dall’olivo grazie alla ricerca scientifica e alla caparbietà di tanti vecchi e nuovi olivicoltori. Inoltre la viticoltura occupa circa 25 mila ettari di superficie.
Qui nascono vini che raccontano il carattere del nostro territorio: il Negroamaro, la Malvasia Nera, il Primitivo, il minutolo ed altre varietà autoctone e negli ultimi anni il recupero di vitigni storici come il Susumaniello. Il vino oggi rappresenta una delle filiere più dinamiche e internazionali dell’agricoltura brindisina.
Accanto a queste produzioni troviamo cereali, mandorli, orticoltura e altre colture mediterranee che compongono un sistema agricolo ricco e diversificato. Negli ultimi anni si è affermata con forza anche l’agricoltura biologica. Nella provincia di Brindisi circa 24 mila ettari sono coltivati con metodo biologico, con una presenza significativa di oliveti e vigneti bio. Questo dato è molto importante. Significa che il nostro territorio ha una vocazione naturale verso modelli agricoli sostenibili. E oggi la sostenibilità non è soltanto un valore ambientale: è sempre più una condizione di competitività sui mercati internazionali. Naturalmente non possiamo ignorare le difficoltà che anche il settore agricolo sta affrontando.
La xylella innanzitutto e il rilancio di una nuova olivicoltura E poi la redditività delle imprese agricole. Negli ultimi anni i costi di produzione sono cresciuti: energia, fertilizzanti, trasporti. Allo stesso tempo il potere contrattuale della grande distribuzione spesso riduce i margini dei produttori. La seconda grande sfida è rappresentata dal cambiamento climatico. Gli agricoltori oggi convivono con siccità sempre più frequenti, con temperature più elevate e con eventi climatici estremi Questi fenomeni stanno cambiando profondamente il modo di fare agricoltura.
Infine c’è una questione strutturale: la frammentazione delle aziende agricole e la difficoltà del ricambio generazionale. Molte aziende sono piccole e non sempre riescono a sostenere gli investimenti necessari per innovare. Ma accanto alle difficoltà esistono anche grandi opportunità.
La prima è la qualità delle produzioni. Il futuro dell’agricoltura non può essere basato sulla competizione sui prezzi. Deve essere basato sulla qualità, sull’identità e sull’origine dei prodotti. In questo senso il vino, l’olio e le produzioni tipiche possono diventare ambasciatori del territorio nel mondo. La seconda opportunità è l’integrazione tra agricoltura e turismo. Il paesaggio rurale oggi è una risorsa economica. L’enoturismo, l’oleoturismo, le masserie, i percorsi culturali e naturalistici stanno diventando uno dei settori più dinamici del turismo mediterraneo. In questo contesto il riconoscimento della Via Appia come patrimonio UNESCO rappresenta una straordinaria opportunità per valorizzare il nostro territorio. L’agricoltura può diventare parte di un racconto più ampio che unisce storia, paesaggio, cultura e produzione agricola.
Se vogliamo rafforzare il ruolo dell’agricoltura nella provincia di Brindisi dobbiamo lavorare su alcune direttrici strategiche. Prima di tutto rafforzare l’identità territoriale delle produzioni. Poi favorire la collaborazione tra imprese agricole, creando filiere e reti capaci di promuovere insieme il territorio. Dobbiamo inoltre investire sui giovani agricoltori, perché senza nuove generazioni non può esistere futuro per l’agricoltura. E infine dobbiamo continuare a puntare su innovazione e sostenibilità, che oggi rappresentano le vere leve di competitività.
L’agricoltura della provincia di Brindisi ha una storia millenaria.
È la storia di un territorio che ha saputo trasformare il sole, la terra e il lavoro degli uomini in paesaggio, cultura e produzione. La sfida che abbiamo davanti è semplice da dire ma complessa da realizzare: trasformare questa eredità straordinaria in un progetto di futuro.
Perché l’agricoltura non è soltanto economia. È il modo in cui un territorio costruisce la propria identità e immagina il proprio domani.
E se sapremo valorizzarla davvero, l’agricoltura potrà continuare a essere uno dei pilastri dello sviluppo della provincia di Brindisi.
Carmine Dipietrangelo
