March 11, 2026

Numerose segnalazioni da parte delle imprese di rincari improvvisi sui materiali da costruzione nel territorio di Brindisi. Serve arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno generando sui prezzi. Ma intervenire solo su carburanti e bollette non basta: è necessaria una misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise.
“Già dalla scorsa settimana, e con un aumento nelle ultime ore, stiamo ricevendo segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri materiali fondamentali come l’acciaio, oltre a un incremento significativo dei costi di trasporto”, spiega il presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa.
Le tensioni internazionali – legate prima alla guerra in Ucraina e oggi anche alle nuove crisi che coinvolgono l’Iran e l’intero Medio Oriente – stanno producendo forti ripercussioni sui mercati energetici e sulle materie prime, con effetti che iniziano a pesare anche sul settore delle costruzioni.
“Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già evidenti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia, che nel territorio di Brindisi è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine, nell’ultimo miglio del PNRR, gli interventi finanziati dal Piano”, continua Contessa.
L’aumento dei costi di carburanti, energia e materiali, unito alle difficoltà di approvvigionamento lungo le catene di fornitura, rischia di mettere seriamente in crisi la tenuta dei cantieri. Molte imprese si trovano infatti a dover sostenere incrementi dei costi del tutto sproporzionati rispetto ai prezzi previsti nei contratti, sia pubblici che privati.
A questo si aggiunge una crescente complessità nei rapporti operativi con le amministrazioni. Quotidianamente le imprese sono impegnate in un confronto continuo, spesso molto difficile, con le stazioni appaltanti, nel tentativo di gestire problematiche legate all’equilibrio contrattuale.
“Come ANCE Brindisi raccogliamo la forte preoccupazione che arriva dalle imprese associate. In queste condizioni diventa sempre più difficile garantire la continuità delle attività e la sostenibilità economica degli interventi in corso”.
Il rischio concreto è che numerosi cantieri possano rallentare o addirittura fermarsi, con conseguenze pesanti proprio sugli interventi legati al PNRR, che si trovano ormai nella fase decisiva dell’ultimo miglio, con tempi di realizzazione molto stringenti e margini operativi sempre più ridotti.
Per questo ANCE Brindisi chiede un intervento rapido e strutturale da parte del Governo per contrastare i fenomeni speculativi, garantire maggiore stabilità ai prezzi dell’energia e dei materiali e rafforzare i meccanismi di revisione dei costi negli appalti.
“In questo contesto – conclude Contessa – auspichiamo l’adozione di uno strumento capace di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto. Già il momento era complesso, ma con questi ulteriori rincari le imprese stanno entrando in una fase di grande difficoltà. Senza misure tempestive il rischio concreto è il rallentamento dei cantieri e la messa in discussione del rispetto delle scadenze del PNRR”.

Comments are closed.