September 28, 2020

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C’è una ragione in più se la lista “Per San Pietro” propone Totò Mariano a Sindaco di San Pietro.
Era il 1996 quando Totò passò il testimone della guida della città a Romano (al quale auguriamo, sinceramente, completa guarigione), che dette vita a un’altra stagione politica e amministrativa, della quale egli è stato obiettivamente il dominus, e nella quale si sono poi succeduti come Sindaci Dione, ancora Romano, Rollo, Rizzo, Renna.

 

E’ un dato della realtà che in questo ventennio, San Pietro Vernotico, faro economico e culturale del territorio a sud di Brindisi e a nord della provincia di Lecce negli anni settanta e primi anni ottanta, lentamente, per gradi, ma inesorabilmente, è scivolata in una crisi, i cui segnali per la verità erano già evidenti ai tempi dell’ultima giunta Mariano, che è non solo economica, ma anche e soprattutto, culturale, civile e morale, tra le più drammatiche della sua storia politica, amministrativa e sociale.

 

Allo stato in cui sono giunte le cose, tutto si può più permettere il nostro paese tranne che quel “gattopardismo” politico del tutto cambi nelle apparenze perché nulla cambi nella realtà, che è alla base di una concezione della politica e di un modo di esercitare amministrazione che hanno, se non creato, quantomeno accelerato e ingigantito la profonda crisi odierna nella quale si trova oggi San Pietro.

 

Gli è che la lista “è ora! UNITI con Alessandra CURSI” è quella in più solare continuità col quel passato che è necessario cambiare, minestrone qual’ è dei transfughi con Romano dal PD ad Art.1 di D’Alema, e di riciclati della destra e del centro, da ex Forza Italia a seguaci di Fitto, nonostante tenti di “nascondersi” con la foglia di fico dell’apparentemente “nuovo”, che si cela dietro un’amica di indubbia capacità professionale e nonostante i suoi buoni propositi enunciati.

 

Ma neppure il ritorno, con la lista “INSIEME PER RIZZO SINDACO”, di chi ha avuto la sua occasione e l’ha sciupata convince, avendo aggrovigliato alcuni importanti problemi amministrativi ereditati, e per quel modo “fobico” di amministrare che, paradossalmente, suo malgrado, è stato funzionale al terreno dell’avversario che voleva e continua a dire di voler combattere, perché non ha fatto fare al paese quel salto di qualità politico e culturale del quale aveva e ha vitale bisogno.

 

Indubbiamente la “novità” è costituita dalla discesa in campo, con la lista “MOVIMENTO” dei 5stelle, della gentile signora Cinzia Carrisi, dai più sconosciuta, e di un gruppo di persone di buona volontà, le quali ci auguriamo, in tutta sincerità, siano capaci almeno di inaugurare a San Pietro una stagione di civiltà politica che si lasci alle spalle i veleni intossicanti diffusi in questi anni.

 

Il senso della discesa in campo della lista “Per San Pietro” consiste nel fatto che essa vuole, e nello stesso può, garantire la discontinuità con quel passato degli ultimi vent’anni che rischia di riproporsi, e che si porterebbe inevitabilmente con sé quel gravame dannoso di risse, contrapposizioni, cattiverie gratuite, deliri dei “bravi” di professione, vere e proprie “sindromi antimariane”, figlie di una politica opportunamente denunciata dai parroci delle tre chiese nella loro inusuale ma tempestiva “Lettera aperta”.

 

“Per San Pietro”, con umiltà e con passione, vuole voltare pagina e inaugurare una stagione, anche culturale e morale, nella quale si affermi una nuova classe politica e amministrativa che, nonostante una pesantissima eredità, desidera cimentarsi con la ricostruzione di una città. Si, ricostruzione.

 

San Pietro va ri-co-stru-i-ta. Va ricostruita innanzitutto come comunità e come sistema di valori. San Pietro ha perduto il senso della normalità. La normalità dei diritti e dei doveri. E’ come un depresso molto grave che non riesce a immaginare alcun futuro davanti a sé.

 

La lista “Per San Pietro” vuole accendere una luce sul futuro con una classe amministrativa fatta di sana esperienza e di entusiasmo giovanile, ma anche di professionalità e di competenze.

 

Perché proprio Totò, il più “vecchio” anagraficamente e il più “antico” politicamente?
Quella di Totò è una scelta ponderata dettata dalla necessità del presente, per la sua lunga esperienza amministrativa del nostro paese, perché lì pulsa il cuore della storia della sinistra e del tessuto politico democratico locali, perché è stato estraneo alla vicenda amministrativa dell’ultimo ventennio.
Ma Totò è anche e soprattutto il Sindaco che più di tutti gli altri Sindaci in questi decenni, piaccia o meno, ha lasciato un buon ricordo di sé nel popolo sampietrano.

 

La ragione in più che ha portato la “Lista per San Pietro” a proporre Totò Mariano a Sindaco, e che dà senso alla sua ridiscesa in campo dopo 22 anni, è la discontinuità con quel ventennio e, nello stesso tempo, la consapevolezza che solo Totò appare capace di inverare quella riconnessione affettiva e sentimentale di un Sindaco con i cittadini, con un intero popolo, anche con chi non condivide la sua fede politica, ma lo rispetta come amministratore e come persona. Questa riconnessione con i sentimenti della popolazione è l’unica e fondamentale leva che può attivare quello sforzo collettivo di un’intera comunità che è necessario per risalire la china nella quale siamo sprofondati.

 

Totò è il defibrillatore che vuole tentare di salvare, con l’ausilio della sua squadra, un paese in agonia.
E’ arrivato il tempo di togliersi quella giacchetta appesa al dito comparsa sui manifesti di 22 anni fa e “mburticarsi”, rimboccarsi con umiltà le maniche tutti quanti, anche gli avversari politici, come suggeriscono i manifesti odierni di Totò in maniche di camicia, da cittadino normale per un paese normale, consapevole dell’immane lavoro che attende l’intera San Pietro, ma senza paura del futuro e con determinazione, come fecero tanti di noi giovani, lui compreso, anni fa, per ricostruire e cambiare davvero.
Buon lavoro a tutti per una civile e leale competizione.

 

Ernesto Musio

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