June 18, 2021

Brundisium.net
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Non è sfuggito agli occhi dei Carabinieri Forestali della Stazione di Ceglie Messapica, in pattugliamento nelle campagne a valle della cittadina, che in un casolare e nelle sue pertinenze veniva esercita un’ attività di autoriparazione.
All’ atto dell’ accertamento, i Militari hanno rinvenuto una vera e propria officina attrezzata, per la quale tuttavia, non era stata rilasciata autorizzazione alcuna dalla competente Camera di Commercio.
Hanno quindi proceduto a sottoporre a sequestro amministrativo tutto il materiale utilizzato per l’ esercizio abusivo (cric, pistole per verniciatura, compressori, vernici, spianatrici, ponte sollevatore ed attrezzi vari), così come previsto dalla Legge 122 del 1992 (modificata dalla Legge 224 del 2012), che disciplina il settore delle autoriparazioni. Per l’ art. 10 della stessa norma, al titolare è stata comminata una sanzione da 5.000 a 15.000 euro; le attrezzature saranno soggette a confisca.
Il titolare, nonché proprietario del fondo, sito in contrada Palagogna, è stato inoltre deferito alla Procura della Repubblica di Brindisi, in quanto rifiuti derivanti dall’ attività abusiva sono stati rinvenuti accumulati in un piazzale esterno e parzialmente dati alle fiamme. L’ area interessata dai rifiuti, della superficie di circa 15 metri quadri, è stata sottoposta a sequestro penale probatorio. Al trasgressore, P.P. di anni 49, è stato contestato il reato di deposito incontrollato di rifiuti, di cui all’ art. 256, comma 2, del Decreto legislativo 152 del 2006 (“Testo Unico Ambientale”).
Si rimarca che le attività di autoriparazione abusiva costituiscono in genere una vera e propria “bomba ecologica”, purtroppo diffuse in diverse aree della provincia brindisina, in quanto i rifiuti di tali attività seguono la “non tracciabilità” di tutto il ciclo produttivo, fino allo smaltimento illecito nell’ ambiente naturale.
Si specifica inoltre che nella stessa contrada, posta lungo la strada per San Vito dei Normanni, proprio di recente i Militari della Stazione Forestale cegliese avevano accertato altri reati perpetrati nelle campagne, da abusi edilizi, a tagli di piante non autorizzati, per cui resta alto il livello di attenzione su tutto il territorio rurale della giurisdizione.

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