La discussione avviata da più parti a partire da FdI sulla cessazione definitiva della centrale ENEL “Federico II” rappresenta un passaggio importante, soprattutto perché finalmente emerge la consapevolezza che Brindisi non può più subire decisioni esterne senza esercitare un ruolo attivo e autorevole.
In quest’ottica, prendiamo atto che anche il Partito Democratico condivida il percorso tracciato da Fratelli d’Italia, se pur utilizzando alcune posizioni/argomenti in maniera strumentale (legittimo comportamento per l’opposizione) visto che quello che dice oggi avrebbe potuto rivendicarlo con forza quando era al Governo: la necessità di pretendere certezze, di tutelare il lavoro, di difendere l’ambiente e di restituire dignità a un territorio che per decenni ha pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari.
Il punto non è rivendicare primogeniture politiche, ma costruire una posizione condivisibile e utile alla Città. Se oggi si converge sulla necessità che il Comune di Brindisi assuma un ruolo di protagonista, questo è un fatto positivo che va valorizzato.
Restano però alcuni nodi fondamentali che devono essere affrontati con chiarezza.
Il primo riguarda le bonifiche, previste dalla legge e integralmente a carico di ENEL. Esse non sono un’opzione, né una concessione, ma un obbligo giuridico e morale. Allo stesso tempo rappresentano una leva strategica, perché possono garantire occupazione e accompagnare la transizione del territorio. Su questo il Comune deve essere fermo e determinato: pretendere le bonifiche non significa aprire uno scontro con il Governo, ma far rispettare regole esistenti. La cosidetta “riserva fredda” e’ un processo temporaneo necessario al mantenimento della forza lavoro diretta ed indiretta oltre che consentire la chiusura dell’istruttoria delle 61 iniziative imprenditoriali all’interno del tavolo sulla decarbonizzazion non e’ una alternativa alla dismissione e bonifica di quei terreni strutture della centrale non necessari all’eventuale esercizio temporaneo della stessa per motivi “eccezionali’! E non puo’ essere da ostacolo a cio’ che Enel e’ tenuta a fare per legge!
In questo quadro, l’eventuale ricorso a strumenti straordinari – come un’ordinanza sindacale – deve essere considerato una extrema ratio, finalizzata a obbligare ENEL ad adempiere ai propri doveri, non a innescare contese istituzionali inutili o controproducenti.
Altro tema centrale è quello della banchina di Costa Morena. La sua funzione legata all’approvvigionamento del carbone è venuta meno e l’area deve essere liberata, ripristinata e restituita alla città. Anche nell’ipotesi – tutta da chiarire – di una “riserva fredda” della centrale, non si può eludere il tema del ripristino ambientale e della restituzione delle aree alla piena fruibilità pubblica e portuale.
Va inoltre chiarito che un eventuale cambio delle modalità operative dell’impianto, rispetto a un utilizzo regolare e continuativo delle banchine come in passato, rende necessario un nuovo quadro autorizzativo, incluso una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale.
Sono aspetti che non possono essere lasciati nell’ambiguità.
Accanto a questo, è giusto evidenziare che esistono potenziali interessi industriali e produttivi sulla banchina Enel, ma nessuna riconversione sarà credibile senza la dismissione delle infrastrutture che insistono sulla banchina.
Ed è qui che si inserisce un passaggio decisivo: la fase di elaborazione del nuovo PUG. Questa non è una procedura tecnica qualsiasi, ma l’occasione storica per immaginare un nuovo modello di sviluppo per Brindisi, superando definitivamente le logiche del passato e programmando il futuro in modo serio, sostenibile e coerente.
Se davvero si vuole dare dignità al territorio, occorre unire le parole agli atti, pretendere ciò che è previsto dalla legge e cogliere questa transizione come un’opportunità reale, non come l’ennesima emergenza da rincorrere.
Su questi obiettivi, Fratelli d’Italia continuerà a esercitare un ruolo di stimolo e di responsabilità, nell’interesse esclusivo di Brindisi e dei suoi cittadini.
Abbiamo assistito negli ultimi 25 anni a decine di Consigli comunali monotematici su Enel che non hanno prodotto mai nulla se non passerelle per parlamentari locali, presidenti consiglieri ed assessori regionali, rappresentanti datoriali e sindacali!
Impegni per il territorio disattesi o solo briciole! Fratelli d’Italia non intende svolgere un ruolo di “amministratore liquidatore” e/o di comparsa ma assumersi la responsabilità (Insieme alle altre forze politiche maggioranza e di opposizione se la stessa smette i panni barricaderi strumentali) di “amministratore manager” e tracciare un nuovo modello di sviluppo della nostra Citta’! Se non ora quando???
Coordinamento cittadino Fratelli d’Italia Brindisi
