Sono 13 le aziende che avrebbero manifestato l’idea di investire a Brindisi qualora siano disponibili le agevolazioni regionali e governative oggi allo studio.
È grazie a questi nuovi progetti di investimento si prospetta una fase di sviluppo che potrebbe compensare la perdita di 800 posti di lavoro a causa della chiusura della centrale Enel,
Le tredici aziende coinvolte hanno presentato proposte per un totale di 700 milioni di euro, con la creazione di circa 2000 nuovi posti di lavoro. Resta, però, un grosso nodo critico: la disponibilità di aree industriali, specialmente in relazione alla necessità di dismettere le infrastrutture esistenti e avviare nuove iniziative.
Ecco le aziende ed i progetti in itinere:
Cisa Spa ha avanzato il progetto più strutturato, legato alla collaborazione con Rfi ed Enel per l’installazione di pannelli fotovoltaici prodotti dalla gigafactory 3Sun di Catania lungo la rete ferroviaria italiana. La prima fase dell’investimento impiegherà circa 100 lavoratori locali, con l’obiettivo di espandere le attività a Brindisi con una fabbrica per assemblare i pannelli, il che potrebbe portare a un aumento significativo dell’occupazione. L’area produttiva potrebbe sorgere all’interno della centrale Enel o dove sorgeva il centro ricerche dell’azienda.
Nel settore delle energie rinnovabili, altre aziende mostrano interesse. Vimit intende sviluppare un polo per l’assemblaggio di sistemi di accumulo energetico. Il settore dell’eolico offshore vede in prima linea cinque società: Nadara, Scandiuzzi, Fincosit, Act Blade e Greenthesis, con progetti che potrebbero beneficiare del bando ministeriale per l’individuazione di due aree cantieristiche nel Mezzogiorno. Tuttavia, la tempistica della dismissione della banchina Enel, considerata strategica fino al 2025, potrebbe ritardare questi investimenti.
Tra gli altri progetti, si evidenzia l’impegno di Cbm Spa, che punta a convertire i mezzi pesanti dal motore endotermico all’elettrico, e di Renesys Energy Inc, che prevede di produrre celle per batterie agli ioni con un investimento di 100 milioni di euro, creando 272 posti di lavoro. Eemaxx mira a produrre elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde, con un progetto da 35 milioni di euro, mentre 2G Group Spa svilupperà un impianto per la lavorazione di tubi metallici.
Sul fronte della logistica portuale, il gruppo Grimaldi intende realizzare un polo per la movimentazione di merci e passeggeri, con un investimento di 30 milioni di euro e l’assunzione di 120 persone. Il progetto potrebbe espandersi in una seconda fase, raddoppiando l’investimento e il numero di occupati. Anche Ars Altmann, attiva nella logistica automotive, prevede un investimento di 10 milioni di euro per creare 80 posti di lavoro.
Gli investimenti puntano a rendere Brindisi un hub strategico per le energie rinnovabili, la logistica e l’industria automotive.
La realizzazione di molti progetti è, però, condizionata dallo smantellamento delle aree occupate da Enel, che dovrebbe avvenire non prima del 2026, e dall’accelerazione delle opere portuali di Costa Morena e Capo Bianco.
No Comments