April 15, 2021

Brundisium.net
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In merito alle dichiarazioni emerse nell’ultimo consiglio comunale tenutosi venerdì 26 febbraio scorso, il comitato Sant’Elia Montenegro intende fare alcune precisazioni.

Soprattutto siamo rimasti colpiti dalle esternazioni dell’Assessore all’urbanistica, prof. Borri che vorrebbe evidenziare come gli abusi commessi negli anni 80 non fossero di necessità.

Ai noi, non esiste la macchina del tempo che possa permetterci di fornire uno spaccato storico delle contrade nel momento in cui nacquero dal nulla ma volendo raccontare quali furono i primi ad insediarsi nelle campagne in periferia, potrei raccontarVi di braccianti agricoli che non avevano accesso al credito, negli anni in cui gli stipendi non erano fissi e i tassi di interesse si aggiravano attorno al 17%. Potrei raccontarvi dei truffati, di coloro che impegnarono i propri risparmi per partecipare a cooperative che non hanno mai visto la luce, potrei raccontarvi di tanti lavoratori che invece di accamparsi in piazza per chiedere un alloggio popolare si sono rimboccati le maniche e seppur partendo da una situazione illegale, senza chiedere nulla a nessuno hanno costruito la propria prima casa. Le situazioni poi si evolvono negli anni e a quei residenti storici si sono avvicendati acquirenti ed eredi che hanno di molto cambiato le caratteristiche della popolazione residente. Indubbiamente non si può fare di tutta l’erba un fascio, a maggior ragione se il quadro che emerge oggi è anacronistico. Cosa si aspettava di trovare il Prof. Borri in via Dei Contadini o ancora meglio nelle contrade? Di certo non abbiamo costruito una favelas e non ci siamo limitati in 40 anni a tirar su come funghi case fatiscenti o ruderi ma abbiamo speso le nostre vite a migliorarle e a renderle dignitose proprio per evitare quel colera di cui parla Egli stesso.

E’ proprio a tale proposito e per non aspettare le lungaggini burocratiche tutte italiane ci siamo sempre autotassati e abbiamo provveduto in autonomia a realizzare quanto oggi presente, al contrario di quanto possa pensare qualche cittadino malpensante. Ed è per questo che abbiamo provveduto in autonomia a realizzare strade e tronconi, a tenere puliti i marciapiedi (pochi purtroppo) e anche canali prima del lockdown.

Sicuramente googlando o visitando la contrada con alcuni software geo referenziali, troverete in qualche villa anche piscine e barche. Indubbiamente sussistono anche diverse abitazioni molto grandi solo che prima di parlare di villoni si dovrebbe verificare la fattispecie degli agglomerati che nella maggior parte dei casi ospitano più unità abitative.

E si tratta pur sempre di poche decine di abitazioni che è necessario comunque inquadrare in un lasso temporale molto vasto. La realtà è che in contrada la maggior parte delle abitazioni sono prime case tirate su con sacrificio e continui esborsi economici, case identiche a quelle che trovereste in altri quartieri fatta eccezione per alcune caratteristiche quali l’essere indipendenti ed avere un giardino, questo per cercare di rispettare, seppur nell’illegalità della loro genesi, un minimo di criterio e rispetto delle regole.

Va bene essere critici, va bene evidenziare alcune casistiche particolari, non va bene che si lasci spazio a fraintendimenti vari.
Via Dei Contadini, la “Beverly Hills” di Brindisi ci viene da dire, giusto perché direttamente nominata dall’assessore, è abitata da residenti che furono i primi in epoca commissariale a chiedere di regolarizzare le proprie posizioni. Cittadini che hanno pagato gli oneri concessori sin da subito e che hanno già provveduto a cedere gratuitamente la propria strada al comune.

Si è detto di tutto di noi, che eravamo il villaggio dei contrabbandieri, che siamo abusivi e che volevamo cancellare con un colpo di spugna tutto quanto era in nostro dovere. La realtà è che non c’è nessuno che abbia più voglia di noi di mettersi in regola una volta per tutte. E dispiace una volta di più che chi dovrebbe comprendere certe questioni ha dei pregiudizi e si ferma ad analisi superficiali.
Noi siamo sempre qui, pronti a fornire la nostra versione di prima mano, fatta di esperienze reali, di solidarietà, di volontariato, di lavoro e dignità. Disponibili a raccontarci a chi vorrà davvero conoscere le contrade e i cittadini che le vivono.

 

Il comitato Sant’Elia Montenegro 
Presidente Antimo Tateo, Vicepresidente Dott. Valerio Stano
Il rappresentante per Montenegro
Gianluca Franzel

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