Si avvia verso una possibile svolta la vertenza che riguarda lo stabilimento farmaceutico Euroapi (ex Sanofi) di Brindisi. Il 10 marzo 2026, nel palazzo della Presidenza della Regione a Bari, si è tenuto il tavolo convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro Eugenio Di Sciascio, con la task force Occupazione SEPAC guidata da Leo Caroli, l’azienda e le organizzazioni sindacali.
All’incontro ha preso parte anche la direttrice del Dipartimento regionale allo Sviluppo economico Gianna Elisa Berlingerio. Al centro del confronto lo stato della due diligence in corso, finalizzata all’acquisizione del sito industriale brindisino da parte di un nuovo soggetto.
Lo stabilimento, specializzato nella produzione di principi attivi farmaceutici, attraversa da mesi una fase di incertezza legata alla decisione dell’azienda di procedere alla vendita. La Regione Puglia segue da tempo la vicenda attraverso il tavolo istituzionale e il SEPAC, con l’obiettivo dichiarato di garantire continuità produttiva e salvaguardia occupazionale.
«Esprimiamo soddisfazione per l’annunciata imminente chiusura del negoziato con i potenziali acquirenti dello stabilimento di Euroapi a Brindisi», ha dichiarato l’assessore Di Sciascio al termine dell’incontro. «Si tratta di un passaggio importante che apre una prospettiva di continuità e rilancio per il sito produttivo e per tutto il territorio».
Secondo l’assessore, il percorso potrebbe portare al consolidamento delle attività industriali accompagnato da una diversificazione delle linee di prodotto, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dello stabilimento. Al centro dell’attenzione della Regione resta tuttavia la tutela dell’occupazione, con uno sguardo rivolto anche ai lavoratori precari e alle diverse figure professionali coinvolte nel ciclo produttivo.
«Valutiamo positivamente – ha aggiunto Di Sciascio – la disponibilità dell’azienda ad avviare fin da subito un confronto con le organizzazioni sindacali per fornire chiarimenti sui temi sollevati dai rappresentanti dei lavoratori, a partire dall’eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali e dalla definizione di un piano di salvaguardia occupazionale».
Sulla stessa linea il presidente della task force occupazione Leo Caroli, che ha indicato il prossimo passaggio istituzionale: «Il tavolo SEPAC tornerà ad aggiornarsi il 14 aprile, data nella quale ci aspettiamo che l’azienda possa comunicare la chiusura del negoziato e presentare il nuovo soggetto acquirente dello stabilimento. Potremo così avviare la successiva fase di discussione del futuro piano industriale».
Accanto all’ottimismo istituzionale restano però le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali. Per la Femca CISL, rappresentata da Marcello De Marco, l’incontro in Regione è stato «a tratti deludente». Secondo il sindacato, infatti, una riorganizzazione dell’organico sarebbe già in atto.
Negli ultimi mesi diversi contratti di lavoro in somministrazione sarebbero stati interrotti a causa della riduzione delle produzioni. Dopo l’esaurimento, il 31 dicembre scorso, delle produzioni di Spiramicina e Rifaximina, l’impianto lavorerebbe oggi intorno al 40% della propria capacità produttiva.
Una situazione che, secondo la Femca Cisl, rischia di avere ripercussioni dirette sull’occupazione. In particolare il sindacato teme per circa trenta lavoratori in staff leasing, dipendenti con contratto a tempo indeterminato in somministrazione e con anzianità aziendale che in molti casi supera i quindici anni.
La richiesta avanzata dalle organizzazioni dei lavoratori è che la cessione avvenga «a bocce ferme», senza ulteriori uscite di personale prima della presentazione del piano industriale del nuovo acquirente. Il confronto, sostengono, deve partire dalla salvaguardia dell’attuale perimetro occupazionale, comprendendo sia i dipendenti diretti sia quelli in somministrazione.
Sulla vicenda sono intervenuti anche i consiglieri comunali del Partito Democratico di Brindisi, Francesco Cannalire, Alessio Carbonella e Denise Aggiano, che hanno espresso «piena fiducia nelle istituzioni» e sostegno ai lavoratori.
Gli esponenti democratici hanno riconosciuto l’impegno della Regione e della task force occupazione, condividendo però le preoccupazioni espresse dal sindacato. «Questa fase di transizione non può trasformarsi in una riorganizzazione mascherata pagata dalle maestranze», affermano.
Da qui la richiesta di garanzie concrete sulla solidità del futuro acquirente e sul piano industriale che accompagnerà il passaggio di proprietà. Un richiamo diretto viene rivolto anche alla multinazionale Sanofi, chiamata ad assumersi le proprie responsabilità nella gestione di questa fase.
Particolare attenzione viene rivolta ai lavoratori storici con contratti di staff leasing, presenti nello stabilimento da oltre quindici anni. «Non meritano di essere trattati come un peso di cui liberarsi», sottolineano i consiglieri, chiedendo una soluzione capace di tutelare l’intero perimetro occupazionale.
Il prossimo appuntamento del tavolo regionale, fissato per il 14 aprile, potrebbe dunque rappresentare un passaggio decisivo per conoscere il nome del nuovo acquirente e le prospettive industriali di uno dei principali poli chimico-farmaceutici del territorio brindisino.
