Polemica per la decisione dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi di attribuire crediti formativi ad una serie di eventi che motivano le ragioni del Sì al Referendum del prossimo 22 e 23 Marzo. Il problema è stato sollevato dal Comitato avvocati per il NO e ridimensionato dalla presidente dell’ordine forense, Daniela Faggiano che ha gentilmente risposto che non desidera essere trascinata in alcuna polemica.
Portavoce di tale malcontento è l’avvocato Vito Zizzi da Cisternino, il quale chiede motivazioni ufficiali a firma di un gruppo di colleghi in relazione al dibattito che in questi giorni entra nel vivo: “Si segnala quanto accaduto a Brindisi, dove il consiglio dell’Ordine degli avvocati aveva inizialmente dichiarato una posizione di equilibrio organizzando un incontro con rappresentanti sia del SI sia del NO ed affermando la volontà di non assumere una posizione ufficiale – dichiara l’avvocato Zizzi in una nota – Contestualmente lo stesso Consiglio ha concesso il proprio logo e accreditato una serie di eventi dedicati esclusivamente alle ragioni del SI senza fornire alcuna spiegazione alle richieste di chiarimento avanzate formalmente da un gruppo di avvocati che rimanevano prive di riscontro. Tale comportamento appare difficilmente conciliabile con il ruolo super partes che un ente pubblico rappresentativo dell’intera avvocatura è chiamato a svolgere e solleva interrogativi sulla necessità di garantire pieno pluralismo e trasparenza nel confronto su una riforma di rilievo costituzionale”. Per il gruppo di professionisti è necessario ristabilire una corretta rappresentazione del dibattito all’interno dell’avvocatura nazionale: “L’idea che la categoria forense sia prevalentemente orientata per il SI deriva dalla posizione espressa dall’Unione delle Camere Penali – continua l’avvocato Zizzi – Tuttavia tale associazione rappresenta circa 10mila iscritti su un totale di 235mila avvocati, pari a circa il 4% dell’avvocatura italiana. Ne consegue che non è possibile attribuire a tale organismo un ruolo rappresentativo dell’intera categoria, né affidargli di fatto il monopolio dell’informazione su una riforma che inciderà profondamente sull’assetto costituzionale e sui diritti dei cittadini”.
Il gruppo di professionisti difende le proprie ragioni e sostiene che esiste una parte significativa dell’avvocatura nazionale che sostiene le motivazioni del NO e chiede visibilità nel dibattito politico.
Si auspica che tutti gli organismi rappresentativi della categoria forense garantiscano pieno pluralismo, trasparenza ed imparzialità nell’informazione, nel rispetto del ruolo istituzionale”.
Feb 24, 2026
Posted
news
