February 22, 2024

Brundisium.net

Se due indizi fanno una prova, quattro sconfitte fanno una crisi. Di identità e soprattutto di risultati. Non è sicuramente il miglior momento della stagione per la Happy Casa Brindisi che, dopo aver rimediato domenica sera a Reggio Emilia il quarto stop consecutivo in campionato, rischia ora di infilarsi in un vicolo cieco che potrebbe compromettere la Final Eight di Coppa Italia ma soprattutto quanto di buono fatto nelle prime giornate.

 

Infatti se la sconfitta interna rimediata contro Trento poteva dare l’impressione di rappresentare il classico incidente di percorso, a Bologna (contro la Virtus,) nonostante il disperato tentativo di rimonta nell’ultimo quarto, quel 33-8 del secondo quarto ha senza dubbio rappresentato il più classico dei campanelli di allarme. Un involuzione tecnico-tattica che si è palesata in casa contro l’Olimpia Milano e che è stata confermata in maniera brusca nella trasferta di Reggio Emilia dove, questa volta, il disastro è stato compiuto nel terzo quarto (25-9 il parziale subito). Se a tutto ciò aggiungiamo che nelle ultime due partite l’Happy casa Brindisi ha realizzato rispettivamente 53 e 56 punti, ecco che il “quadro clinico” si complica ulteriormente soprattutto in vista dello sprint finale che porta verso la fine del girone di andata e l’inseguimento del primo traguardo stagionale, ovvero la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, obiettivo per il quale la formazione di coach Franck Vitucci resta comunque in corsa.

 

TRE GUARDIE E NESSUN LUOGOTENENTE
Entrando nel dettaglio di questa mini crisi ciò che sicuramente non sfugge è che finora questa squadra, fatta eccezione per Nick Perkins, non ha ancora un vero leader. I tre esterni Josh Perkins (che finora si è fatto notare più per le acconciature), Wes Clarke e Jeremy Chappell raramente hanno impresso con continuità il loro marchio di fabbrica sulle partite. A fasi alterne coach Vitucci ha cercato di prendere il meglio da questo trio a stelle e strisce salvo poi decidere di affidarsi in corso d’opera, e spesso anche nel finale del match, al nucleo degli italiani, in particolare modo ad Alessandro Zanelli e Raphael Gaspardo. Per uno come Vitucci che, storicamente ha sempre avuto il suo “fido” a cui affidare pallone e punti, questa sterilità offensiva degli esterni comincia a rappresentare un problema importante, soprattutto se si considera che, mai come in queste ultime partite, Nick Perkins è stato letteralmente ingabbiato dagli avversari.

 

Adrain Banks prima e D’Angelo Harrison poi sono stati i due “cecchini” a cui Vitucci e Brindisi si sono affidati nelle ultime stagioni. In questo avvio di campionato, complice l’infortunio di Clark, a togliere qualche castagna dal fuoco ci aveva pensato Lucio Redivo, a sua volta poi infortunatosi e sparito dai radar per quasi due mesi. Ciò ha prodotto una situazione che lo stesso esperto allenatore veneziano ha faticato a gestire, dovendo fare continuamente i conti con i grossi limiti di concentrazione di Perkins play, la modesta condizione fisica di Clark e il rendimento altalenante di un Chappell che evidentemente non è lo stesso giocatore visto a Brindisi qualche anno fa. Ciò significa che oggi la squadra biancoazzurra ha tre guardie ma non ha un vero punto di riferimento offensivo, ovvero quel “luogotenente” capace di dominare la gerarchia di un reparto che al momento crea più di qualche grattacapo a Vitucci.

 

UNA FICHES DA SPENDERE E UNA SCELTA CORAGGIOSA DA COMPIERE
Al di là di ciò che accadrà da qui al termine del girone di andata, una cosa è certa: questa situazione che si è creata non è da escludere che possa indurre la società ad intervenire sul mercato cercando di raddrizzare non solo la stagione, ma al tempo stesso equilibrare un reparto che ad oggi non è sicuramente il massimo dell’affidabilità. Il che significa che arrivando, all’interno di staff tecnico e società, alla conclusione che l’aggiustamento si renderebbe necessario nel settore degli esterni, a quel punto sarebbe d’obbligo una scelta. Ovvero chi sacrificare per far posto ad un nuovo giocatore e soprattutto con quali caratteristiche?

 

Una cosa sembrerebbe ovvia e scontata, ovvero alla caratteristica del giocatore da inserire nel roster. Evidentemente un esterno con punti nelle mani, una buona esperienza e soprattutto in grado di non alterare gli equilibri tecnico-tattico dello spogliatoio. Una scelta sicuramente non facile soprattutto se si considera che in questa fase della stagione il mercato offre davvero poco.

 

Ma ipotizzando che il direttore sportivo Simone Giofrè sia già al lavoro ed abbia individuato l’obiettivo, resta comunque da compiere una scelta tattica che di certo non si preannuncia facile: a chi rinunciare?

 

Al momento forse i giocatori più a rischio sarebbero proprio Josh Perkins e Wes Clark. Il primo, nonostante grandi mezzi fisici e un enorme talento, finora non ha convinto appieno: troppo altalenante nel rendimento, poco incisivo nei momenti topici del match, in più di qualche occasione non si è rilevato il giocatore giusto per le caratteristiche di questa squadra. Le sue prestazioni lasciano sempre l’amaro in bocca per ciò che sarebbe potuto essere ma purtroppo non è stato. Discorso diverso invece per Clark che, dopo aver saltato per infortunio le prime partite della stagione, è stato costretto ad essere gettato nella mischia dopo l’infortunio di Redivo, senza dare mai l’impressione di aver raggiunto una forma fisica accettabile e soprattutto una condizione tale da poter svolgere il ruolo per il quale Vitucci lo ha voluto nuovamente a Brindisi.

 

A questo punto la patata bollente è nelle mani di coach Vitucci, il suo staff tecnico e la società. La sensazione è che, di partita in partita le idee siano sempre più chiare. Ciò che invece resta da capire è chi, ad oggi, e soprattutto in questa fase della stagione, possa fare al caso della Happy Casa Brindisi, arrivando con il non facile ruolo di conquistare la leadership in una squadra che, finora, manca proprio di un condottiero riconosciuto dal gruppo.

 

Pierpaolo Piliego

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