Sarà inaugurata mercoledì 25 febbraio (alle 12.30) nel porticato dell’ospedale Perrino la mostra “Sarajevo, dalla guerra alla pace. Trenta anni dopo. Lettere dalla città sotto assedio”, un progetto a cura del giornalista Franco Giuliano, che nel ’95 fu inviato dal suo giornale, “La Gazzetta del Mezzogiorno” in Bosnia, e che a 30 anni di distanza dagli Accordi di Dayton ha scritto un volume bilingue (italiano–bosniaco) edito da Cacucci.
Per annunciare l’evento, che fa tappa a Brindisi dopo Bari e Conversano, sulla facciata monumentale dell’ospedale viene proiettata da stasera un’immagine della mostra.
L’esposizione, che si chiuderà il 30 aprile, racconta la tragedia che dal ’92 al ’95 sconvolse i Balcani e la città di Sarajevo.
La mostra fisica integrata da contenuti multimediali contiene documenti, reportage, video, interviste, testimonianze e le lettere di centinaia di bambini di Sarajevo scritte durante l’assedio, e pubblicate sulla Gazzetta alle quali risposero i loro coetanei pugliesi. Un patrimonio narrativo di straordinario valore, particolarmente significativo nel contesto storico attuale.
“Un’iniziativa di grande valore simbolico e civile – ha sottolineato il curatore scientifico Franco Giuliano – che potrebbe fare del Perrino il primo ospedale del Sud Italia a strutturarsi come spazio permanente di dialogo tra salute e cultura”.
Con questa mostra, Brindisi si candida a diventare un vero e proprio laboratorio nazionale di un nuovo rapporto tra sanità e cultura, riaffermando il ruolo degli ospedali non solo come luoghi di assistenza, ma come presìdi di umanità, memoria e futuro. Ogni giorno gli spazi del Perrino sono attraversati da oltre 3.000 persone, tra personale sanitario, pazienti e familiari che visitano i propri cari ricoverati nei più di 500 posti letto: trasformare questi luoghi in spazi di dialogo e riflessione significa contribuire concretamente al benessere della comunità.
L’iniziativa è curata dall’Associazione culturale “L’Isola che non c’è” in collaborazione con “Puglia Mice Experience”, che ne ha seguito l’allestimento insieme all’ufficio tecnico della Asl Brindisi.

