October 3, 2022

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Il 22 marzo di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite fin dal 1992.

In aggiunta agli Stati membri una serie di Ong (Organizzazioni non governative)  hanno utilizzato questa giornata per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla critica questione dell’acqua nella nostra era.

Infatti, a causa della crescita delle attività umane dovuta ad un modello di sviluppo non sostenibile (basti pensare alle proliferazione delle piscine anche nella Puglia che Orazio, fin dal 42 a.C., aveva definito “siticulosa”, senza fiumi, spogliata di boschi…), la disponibilità di acqua potabile per persona sta diminuendo.

La conseguenza è che, già nel 2004, l’organizzazione umanitaria britannica “WaterAid” parlò della morte di un bambino ogni 15 secondi per via di malattie facilmente prevenibili, contratte a causa della scarsità di acqua pulita.

Nel 2006 si sono calcolate trentamila persone morte ogni giorno nel mondo per cause riconducibili alla mancanza di acqua. Tanto che Ismail Serageldin, vice Presidente della banca mondiale, nel 1995 aveva affermato: «Se le guerre del Ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del Ventunesimo avranno come oggetto del contendere l’acqua».

 

Eppure il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “È ormai tempo di considerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazione, all’accesso ad una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e domestico ˗ per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa ˗ allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute.

Gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questa quantità sufficiente sia di buona qualità, accessibile economicamente a tutti e che ciascuno la possa raccogliere a una distanza ragionevole dalla propria casa”.

 

acqua diritto umanoLa Risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara, per la prima volta nella storia, il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale. Purtroppo essa non è vincolante, ovvero afferma un principio che ancora raccomanda (non obbliga) gli Stati ad attuare iniziative per garantire a tutti un’acqua potabile di qualità, accessibile, a prezzi economici.

È stata approvata all’Assemblea Generale con 122 voti favorevoli, 41 astensioni e nessun contrario. Altri documenti dell’ONU avevano affermato il diritto all’acqua come diritto di alcune categorie di persone (minorenni, disabili), mai come un diritto universale.

 

Ma l’acqua, a parte queste aride (è il caso di dire) cifre, è stata da sempre nella mente e nel cuore di tanti poeti che dell’umanità rappresentano la parte più sensibile. E, in quanto tali, i più riconoscenti nei riguardi di un elemento che si identifica con la vita stessa.

 

Come non ricordare l’“acqua divina” di Alceo? “Ebro ˗ dice il poeta greco ˗, bellissimo tu tra i fiumi, sfoci presso Eno, nel mare agitato, rumoreggiando per la terra tracia… ti frequentano molte fanciulle; e tu sei gioia per le mani delicate lungo le cosce belle. Sono ammaliate dalla tua acqua che è come unguento…”.

Catullo, nel carme 70, così si lamenta delle promesse vacue delle donne: “La mia donna dice che mai sposerebbe nessuno / se non a me, nemmeno se Giove in persona lo chiedesse. / Lo dice: ma ciò che la donna dice al bramoso amante / scrivilo nel vento e nell’acqua che scorre…”.

Ne “Il Cantico delle Creature” così San Francesco inneggia all’acqua: “Laudato si’, mi’ Signore, per sor’acqua / la quale è molto utile et umile et preziosa et casta”.

In “Chiare fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che solo a me par donna…” (la canzone n. 126 del Canzoniere del Petrarca) è l’acqua che al poeta sembra recare ancora l’impronta di Laura.

John Keats la richiamò addirittura nell’epigrafe: “Qui giace un uomo il cui nome è scritto sull’acqua”.

D’Annunzio così la descrive ne “L’onda”: “… Sciacqua, sciaborda,/ scroscia, schianta, / romba, ride, canta, / accorda, discorda, tutte accoglie e fonde / le dissonanze acute / nelle sue volute / profonde…”. E, in “Acqua”, le riconosce una funzione vitale: “Acqua di monte / acqua di fonte / acqua che squilli / acqua che brilli / acqua che canti e piangi / acqua che ridi e muggi / Tu sei la vita / e sempre fuggi”.

E che dire dei versi struggenti del poeta indiano Tagore? “Quando sarai questa sorgente, / quando incontrerai quest’acqua, / quando riempirai questa brocca, quando irrigherai questo mondo, quando toglierai questa sete, / allora mi potrò sedere”…

Aldo Palazzeschi, ne “La fontana malata”, ne ruba addirittura il suono: “Clof, clop, cloch, / cloffete / cloppete, / chchch…”.

Fernando Pessoa confessa: “… Il mio cuore, il mio cuore,  è un lago disseccato dalla morte / E sugli argini delle tristi rive del lago morto / Si trattiene, per sognare un castello medievale…”.

García Lorca ne fa un inno: “La canzone dell’acqua /è cosa eterna. / È linfa nascosta / che fa vivere i campi. / È sangue di poeti / che persero l’anima / sulle vie / della Natura. / Che armonia diffonde / sgorgando dalla roccia! / Si concede agli uomini / con le sue dolci movenze. /… e cogliamo da amore amore / quando beviamo acqua… Essa porta via segreti / dalle bocche degli uomini / perché tutti la baciamo / per spegnere la nostra sete…”.

 

acquedotto puglieseE tantissimi altri sono i poeti e gli scrittori che hanno dato risalto più che all’elemento materiale dell’acqua alla sua essenza.

Per cui parlare ˗ cosa che sarebbe stata abbastanza naturale nel contesto della Giornata Internazionale dell’Acqua ˗ del tanto chiacchierato Acquedotto Pugliese, cioè di quei 15mila km di lunghezza e della sua portata complessiva teorica (visto che ne perde quasi la metà lungo il tragitto…) di 19mila litri al secondo, mi parrebbe ora come profferire una bestemmia in chiesa!

Rimane comunque tutto il rimpianto per un’opera che, se mantenuta nelle dovute forme, oltre a non far mancare l’acqua al profondo Salento, sarebbe il vero fiore all’occhiello della Puglia e dell’Italia tutta.

 

Layout 1Mi pare invece appropriato, nella Giornata dedicata all’acqua, accennare alle iniziative intese a celebrarla. In modo particolare a quella che l’attivissima Presidente del Club UNESCO di Brindisi ˗ la dott.ssa Clori Ostillio Palazzo ˗ ha organizzato, proprio per il 22 marzo, nel Palazzo Granafei Nervegna.

Si tratta di “H2O in Mostra” che, “oltre ad essere una rassegna di opere d’arte contemporanea, rappresenta anche un contributo personale di creatività, originalità ed impegno sul tema”.

Inoltre una sezione della mostra è dedicata alla presentazione di un modello d’impianti (in scala), relativo al progetto S.E.WA.T (Sustainable Energy by Wave Trap), per lo sfruttamento dell’energia delle onde marine di piccola taglia, realizzato dall’I.T.S. Logistica e Trasporti Nautico e Aeronautico “Carnaro” di Brindisi.

In occasione dell’inaugurazione (sabato 22, ore 17,30), Marcantonio Gallo declamerà un suo breve monologo dal titolo “La Memoria dell’Acqua”.

 

Cin cin, dunque, con un bicchiere di “vin di nuvoli”, il vino delle nuvole, alias l’acqua, come dicono i toscani.

 

Guido Giampietro

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