November 24, 2020

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Quando seguivo la dieta crudista vegana (e l’ho fatta per 4 anni 30 anni fa) non bevevo acqua anche se spesso, di notte, avevo attacchi di sete. I miei maestri dell’epoca, similmente a molti guri odierni, dichiaravano che il crudista vegano e, a maggior ragione, il fruttariano non aveva bisogno di bere perché era sufficiente l’acqua viva contenuta nei cibi. Seguendo i consigli dei “maestri”, io ho rischiato di perdere la salute che in un primo periodo di dieta crudista avevo ripristinato.

 

Fortunatamente, sono il tipo che riflette e mi confronto con i risultati più che con le teorie. Osservando gli altri miei amici che seguivano lo stesso regime alimentare, notavo gli stessi sintomi di disidratazione e di infiammazione che stavo avendo io stesso. Cominciai a dubitare dell’esattezza della teoria che sconsigliava di bere la comune acqua la quale veniva criticata anche perché essa contiene minerali inorganici. I minerali sono minerali e per essere utilizzati dalle cellule il corpo li deve rendere in forma ionica. Pertanto, i minerali contenuti nei cibi devono essere separati dalle altre molecole a cui sono legati per poter essere utilizzati dalle cellule; mentre i minerali presenti nell’acqua sono già pronti in forma ionica per essere assorbiti ed assimilati dalle cellule immediatamente ossia sono altamente biodisponibili.

 

Il concetto di minerale organico, inteso come qualcosa di benefico all’organismo, non ha senso in quanto la definizione di organico è riferita a quelle sostanze la cui molecola di base contiene almeno un atomo di carbonio. Prendiamo, per esempio, in considerazione la molecola del cloruro di sodio (NaCl), essa non contiene il carbonio eppure è una molecola essenziale per la vita del nostro corpo! Piuttosto, si dovrebbe parlare di minerali ossidati (non utilizzabili dalle cellule) e di minerali ridotti (ionici); quindi, altamente assimilabili dal nostro organismo. Nella prassi quotidiana, purtroppo, i minerali ingeriti sono ossidati perché l’acqua è inquinata, perché li ossidiamo con la cottura dei cibi o la bollitura delle tisane, senza parlare dell’ossidazione durante i trattamenti industriali della preparazione dei cibi.

 

Tornando al tema iniziale, la mia raccomandazione è quella di bere la propria dose (30 cc per kg di peso corporeo) di acqua pura con residuo fisso medio basso a seconda delle proprie condizioni di salute e di lavoro. Vorrei fare riflettere coloro i quali affermano che per idratare il corpo basta mangiare frutta e verdura con la mia seguente personale osservazione. Se si bevono 2 litri d’acqua, quest’ultima viene quasi tutta assorbita dai tessuti e l’eventuale eccesso viene eliminato con l’urina. Invece, se mangiamo 2,3 kg di frutta (contenente ugualmente 2 litri d’acqua), si può notare che buona parte di quest’acqua viene escreta con le feci. Infatti, le feci del crudista sono liquide e con molti residui di cibo non digerito: ciò sta a dimostrare che la maggior parte dell’acqua contenuta nel cibo crudo non viene assorbita dai villi e dall’intestino per cui non riesce ad assolvere il compito d’idratare completamente l’organismo.

 

Infatti, se si osservano attentamente i vegani crudisti, si notano subito i tratti della disidratazione, proprio perché l’acqua contenuta nei cibi che mangiano non viene completamente assorbita dal tratto gastrointestinale. Ciò comporta il rischio di acidosi in quanto la carenza d’acqua non permette il sufficiente drenaggio delle tossine che, sappiamo, sono altamente acide.

 

Continua…

 

Rocco Palmisano

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