May 20, 2026

Le dichiarazioni del sindaco di Giuseppe Marchionna contro il capogruppo di Forza Italia Nicola Di Donna aprono un nuovo fronte politico all’interno della maggioranza di centrodestra al Comune di Brindisi.

A margine della conferenza stampa dell’Autorità portuale dedicata alla conclusione dei lavori di recupero del faro delle Pedagne, Marchionna ha preso le distanze dall’iniziativa annunciata da Di Donna, che aveva preannunciato una lettera al ministro Matteo Salvini sui rapporti con l’Autorità di Sistema Portuale e sulle vicende della darsena pubblica e dei distanziatori di viale Regina Margherita.

«Non rispondo di persone maggiorenni e vaccinate. Chi lo ha fatto, se ne assume le sue responsabilità. Per quanto mi riguarda, non ci sono né gli elementi né la possibilità di fare quella lettera», ha dichiarato il primo cittadino, ricordando inoltre che i distanziatori erano già presenti al momento della concessione dell’area e che un eventuale intervento dell’Autorità portuale rischierebbe di configurare «un danno erariale».

Marchionna ha poi invitato a riportare il confronto «sulle questioni concrete», sottolineando che le competenze dell’Autorità portuale e quelle del Comune sono «molto chiare e precise» e che il confronto tra città e porto dovrà svilupparsi nell’ambito delle aree di interazione città-porto. Per il sindaco, il resto rischia di trasformarsi in «una polemica molto sterile e poco concreta», aggiungendo infine: «La campagna elettorale per le politiche è tra 15 mesi, per le amministrative tra 24 mesi. Non stancatevi a partire così presto, perché poi arrivate spompati».

 

Parole che hanno immediatamente provocato la reazione delle opposizioni consiliari di centrosinistra, che in una nota parlano di «palese tentativo di ridimensionare le prerogative dei consiglieri comunali, svilendo l’esercizio del nostro mandato nelle forme previste dalla legge».

Nel comunicato, le opposizioni contestano la mancata audizione del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Mastro in conferenza dei capigruppo, ritenuta fondamentale «per fare chiarezza sulla perdurante crisi dello scalo e sulla gestione delle procedure inerenti alla concessione Enel». Secondo i consiglieri di centrosinistra, tale passaggio sarebbe indispensabile per arrivare alla convocazione del consiglio comunale monotematico sulla vertenza Enel, «a oggi colpevolmente in stallo».

Le opposizioni accusano inoltre il sindaco di insofferenza verso «qualsiasi dialettica costruttiva o spunto di riflessione», evidenziando come il trattamento riservato al capogruppo di Forza Italia rappresenti un caso «indicativo». «Simili atteggiamenti denigratori in altre stagioni politiche avrebbero innescato un’immediata crisi di governo», si legge ancora nella nota, che denuncia come «lo spirito di autoconservazione che ha caratterizzato dall’inizio della consiliatura questo centrodestra prevalga su ogni logica di dignità politica».

 

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale indipendente Roberto Quarta, che parla apertamente di «implosione» della coalizione di centrodestra.

«Da tempo non esiste più un quadro politico chiaro e riconoscibile che rappresenti realmente ciò che la città aveva espresso democraticamente con il voto di tre anni fa», sostiene Quarta, ricordando i cambi di casacca, i passaggi dalla minoranza alla maggioranza e «la defenestrazione di forze politiche come quella dei Moderati».

Per Quarta, «l’ultimo episodio, che ha coinvolto il capogruppo di Forza Italia Nicola Di Donna, rappresenta l’apoteosi — o forse sarebbe più corretto dire l’implosione — di questa pseudo coalizione». Il consigliere indipendente attacca duramente la maggioranza: «La verità è semplice: nessuno vuole andare a casa. Nessuno lo dice apertamente, perché in questo momento non conviene a nessuno staccare la spina. Ma il dato politico è chiaro: il progetto Marchionna ha fallito».

Secondo Quarta, l’amministrazione «continua a reggersi esclusivamente sui numeri» e sarebbe «tenuta artificialmente in piedi anche in vista delle prossime elezioni politiche». Da qui l’affondo finale: «Bisogna avere il coraggio di dire basta a un fallimento amministrativo che, fino ad oggi, non è stato neppure capace di creare un solo posto di lavoro».

 

Sulla vicenda arriva anche la riflessione politica dell’ex esponente di Forza Italia Gianluca Quarta, che legge nello scontro tra sindaco e capogruppo azzurro il segnale di un partito ormai privo di una linea condivisa.

«Se questo non è sfilacciamento, ditemi voi cos’è», osserva, sottolineando come «una volta, prima di andare sui giornali, si facevano riunioni, si decideva una linea, si parlava con il sindaco, con il coordinamento». Oggi invece, aggiunge, «ognuno si alza la mattina, decide da solo, spara l’uscita, e poi che il partito si arrangi».

Per Luperti, il risultato è «zero coordinamento, zero linea comune, zero rispetto dei ruoli. Solo fughe in avanti per stare sui giornali». Una situazione che, a suo dire, spiega anche la sua scelta di lasciare il partito: «Un partito che non si confronta più al suo interno, che non decide più insieme, non è più uno strumento per la città. È solo un contenitore vuoto dove ognuno fa quello che vuole».

Da qui l’appello finale a «un profondo rinnovamento politico» fondato su metodo, confronto e credibilità: «Perché la politica non può ridursi al “ognuno per sé”».

Comments are closed.