December 4, 2021

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… e infatti ci sono andato …
… venerdì 9 marzo al teatro Impero, alle ore 8,30, ad assistere alla commedia “Il tartufo” messa in scena dall’associazione “Teatro in libertà” con la regia di Pascariello …

 

… io ed S. …
… come sempre stanchi dopo una settimana di lavoro-spesa-figli-pensieri-bollette-salute, ci siamo andati …
… ci siamo andati perché Al e sua moglie L. ci hanno gentilmente invitati, perché fra gli attori della commedia c’è un nostro amico e volevo vederlo all’opera ma soprattutto perché il teatro è magico e noi di questi tempi, un po’ come tutti, abbiamo bisogno di magìa …

 

… ci siamo andati perché tutte le volte che ci andiamo ci arrabbiamo, ridiamo a crepapelle, ci vergogniamo rivedendoci deformati in uno specchio che riprende solo noi stessi, ci commuoviamo, ne usciamo con qualcosa che ti rimane poi per giorni come un retrogusto inspiegabile …

 

… ci siamo andati per questo: perché sappiamo che qualunque storia si rappresenti essa è solo un pretesto per raccontarsi , perché al di là delle parrucche e dei trucchi, delle scene finte e delle musiche scelte con cura, a teatro viene sempre raccontato un pezzo di vita che è anche o soprattutto la tua …

 

… ci siamo andati perché a teatro , su quel palco, qualcuno sta raccontando un tuo pezzo di vita in modo drammatico, doloroso, comico, grottesco senza che tu te ne accorga …
… ci siamo andati per tutte queste cose …
… ma io non le ho trovate …
… almeno, io no …
… ho trovato invece una sala miracolosamente piena , un’organizzazione perfetta, un allestimento sobrio e azzeccato, un quartetto di musicisti dal vivo strepitoso, attori bravi e in alcuni casi bravissimi, ho trovato una regia convincente …
… ho apprezzato tantissimo la grande professionalità degli attori …

 

… ma …
… mentre sulla scena la signora Peronella stringava tutti i componenti della famiglia per le loro abitudini libertine , io pensavo a tutte le sere nelle quali questi uomini e donne di Brindisi hanno donato il loro tempo per inseguire una passione e fare prove su prove …
… e mentre Orgone chiedeva a Dorina il resoconto delle giornate nelle quali era mancato mostrandosi interessato solo alla salute di Tartufo, io immaginavo questi uomini e donne che usciti stanchi dal loro lavoro lasciano per poche ore famiglia e figli per studiare un testo del 1600 …
… e mentre Tartufo era impegnato in una corte serrata a Marianna, io mi chiedevo se questi attori appassionati avessero dovuto prendere anche dei permessi dal lavoro, sacrificare i sabati e le domeniche, saltare qualche festa in famiglia per provare e riprovare mille e mille gesti, frasi, accenti …

 

… e mentre li trovavo bravissimi, preparati, appassionati, ho applaudito in modo convinto …

 

… e poi ho pensato che le serate passate a provare, la scelta dei vestiti, le interminabili corse da casa alle prove, il rendere compatibile tutto ciò con famiglia-luce-bollette-figli- problemi è tecnica, prosaica, anche se buona, tecnica …
… prosa, nient’altro che prosa …
… ma io c’ero andato per la poesia …

 

… venerdì sera, 9 marzo, al cinema teatro Impero, io c’ero andato per la poesia e non l’ho trovata …
… anche se mi rendo conto che farla nascere con il Tartufo di Moliere era davvero impossibile … scelta disastrosa …
… dovevo pensarci prima …
.. il mio amico? … bravissimo, serio, impegnato, preparato, credibile, efficace e …
… venerdì sera 9 marzo, al teatro Impero, alle ore 23 circa … io ed S., Al e L. …

 

A.Serni

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