April 17, 2024

Brundisium.net

Sta generando discussioni e proteste l’abbattimento di alcuni pini di una piccola area verde privata in Via Cappuccini per fare posto a campi di padel.

La Polizia Locale, chiamata da alcuni cittadini, è intervenuta sul posto ma non ha riscontrato alcuna violazione. Il progetto si sviluppa su terreno privato ed è stato autorizzato dalla precedente amministrazione comunale attraverso un processo che ha coinvolto il consiglio comunale. Prevede la costruzione alle spalle del Parco Cesare Braico di un impianto sportivo coperto che ospiterà da quattro a otto campi di padel, uno degli sport più popolari del momento.

L’opera dovrebbe essere completata nei prossimi mesi e intorno all’impianto sportivo è prevista la preservazione di un’area verde.

Sul fatto si registra una lettera di Teodoro Marinazzo, Presidente circolo “Tonino Di Giulio” – Legambiente Brindisi, al Sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ed all’Assessore all’Ambiente, Verde Pubblico e Parchi, Antonio Bruno.
Questo il testo integrale della missiva:

Oggetto: Abbattimento ingiustificato di una pineta ai lati di via Cappuccini – Brindisi

Legambiente ha sempre dedicato molta attenzione alla piantumazione di alberi che oltre a qualificare creassero veri e propri polmoni verdi.
In particolare, d’intesa con l’Amministrazione comunale dell’epoca (giunta Antonino) e con l’ispettorato provinciale (oggi ARIS) ha voluto creare un’area verde in continuazione ideale col Cesare Barico, oltre via Cappuccini, negli anni “90 con interventi voluti e coordinati dal dott. Antonio Di Giulio e dal prof. Elio Galiano, con la partecipazione attiva di abitanti della zona che hanno garantito, nei decenni successivi, che hanno garantito la manutenzione e la salvaguardia della pineta.
Più volte abbiamo ricevuto segnalazioni e abbiamo dovuto intervenire a seguito di abbattimenti e di interventi che hanno cambiato in parte lo stato dei luoghi, ad esempio con la creazione di un campetto di padel, ogni volta chiedendo all’amministrazione comunale conto degli abbattimenti effettuati da privati e di (successive?) varianti rispetto alla destinazione urbanistica della zona.
Soltanto per citare un caso, rammentiamo quanto avvenuto nell’agosto 2019, quando fu riscontrato uno spianamento con abbattimento di alberi e danneggiamento di altri, che gli abitanti della zona collegavano alla volontà di creare un parcheggio funzionale all’attività della struttura sportiva adiacente.
In quella circostanza Legambiente non ha avuto, dopo aver richiesto ed ottenuto il sopralluogo della Polizia Municipale, alcuna risposta formale dal sindaco appositamente interpellato, in merito a chi avesse realizzato l’abbattimento e lo spianamento, alle autorizzazioni relative, alla presenza e fondatezza delle relazioni tecniche istituzionali a supporto e in merito ad una documentata e motivata variante urbanistica.
A quanto risulterebbe, in uno degli ultimi consigli comunali della precedente consiliatura, è stata approvata una variante urbanistica che viene citata a sostegno della legittimità dell’abbattimento e della eventuale privatizzazione di quel polmone verde creato da Legambiente nel rispetto delle destinazioni d’uso dell’area e fortemente voluto e difeso dai cittadini del quartiere.
Supponiamo che vi sia una relazione tecnica che motivi le ragioni presunte degli abbattimenti, ma abbiamo una lunga serie di interventi effettuati in città in assenza di un vero pericolo e, paradossalmente dobbiamo pensare che i pini non siano graditi all’ amministrazione comunale, lo diciamo perché abbiamo numerosi riscontri diretti, la foto allegata del 2019, che sembra far prevalere interessi privati più o meno legittimati rispetto a quelli punti e soprattutto le foto che documentano lo scempio in corso in presenza di alberi perfettamente in asse rispetto al terreno, di pochi alberi piegatisi anche per il fenomeno naturale fototropismo.
Con la presente, fermo restando il giudizio fortemente negativi rispetto all’eliminazione di un polmone verde tanto caro ai cittadini, si chiede al sindaco immediato riscontro con allegata documentazione tecnica a supporto, si chiede di fermare il danno e gli eventuali reati conseguenti, riservandosi ogni e qual altra azione dovesse rendersi necessaria in presenza di un Periculum in Mora a danno dell’ambiente e degli interessi collettivi di cui l’associazione è portatrice.

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