Lo spettacolo offerto nel quartiere Perrino è assolutamente doloroso, umiliante. Cumuli di rifiuti in fermentazione sparsi per terra in tante strade del quartiere, liquami in abbondanza, odori nauseanti.
Un quartiere ridotto da tempo ad una discarica, che, oltre al disagio e al degrado, suscita grande preoccupazione per le possibili implicazioni di ordine sanitario.
Una situazione con la quale sono costretti a fare giornalmente conti gli abitanti del quartiere, da quando è stata attivato il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta.
Al di là dei tanti proclami e delle tante banalità che sono state elaborate in questi anni sulle cause problema, la realtà ci attesta il fallimento completo di un sistema di raccolta dei rifiuti, così come organizzato, che fa acqua da tutte le parti.
Se l’obiettivo era quello di liberare l’ambiente dai grossi contenitori stradali, per eliminare gli odori sgradevoli, i rischi sanitari, aumentare la percentuale di raccolta differenziata, abbassare la ta.ri. pagata dai cittadini, restituire il decoro al quartiere, è evidente che non è stato mai raggiunto.
I residenti sono stanchi di convivere con i tanti rifiuti sparsi per terra. Sono stanchi di vivere a contatto con la sporcizia, con i tanti piccoli carrellati sporchi, non puliti e disinfettati nei tempi previsti dal capitolato. Pagare una tassa esagerata, assolutamente sproporzionata rispetto al servizio assicurato.
Crediamo che sia doveroso da parte dell’amministrazione fare i conti con la realtà, con quanto accade nel quartiere. Ha deciso di attivare la raccolta differenziata? Bene! Non ha funzionato, come è evidente dai tanti problemi creati e dal basso livello di percentuale di raccolta differenziata raggiunto?
Allora è tempo di attivarsi, senza ulteriori indugi, per risolvere il problema, non da soli, come si è abituati a fare, ma insieme ai residenti del quartiere, per recuperare la loro sicurezza, la tutela dei loro diritti e della loro dignità.
Nelle scorse settimane il comune di Taranto, avendo costatato che la percentuale di raccolta differenziata raggiunta era molto lontana dagli obiettivi fissati dalla normativa e l’insostenibilità del degrado raggiunto a causa dei tanti rifiuti sparsi per terra, per restituire decoro alla città, ha deciso, in via transitoria, di ritornare ai tradizionali contenitori stradali.
Il comune di brindisi potrebbe riflettere sulla possibilità di rintrodurre nel quartiere Perrino , in via temporanea, alcuni contenitori stradali tradizionali, che potrebbero essere collocati nelle zone dove si verificano gli abbandoni dei rifiuti.
Nel frattempo attivare un percorso di ascolto e di partecipazione dei cittadini del quartiere sulle decisioni da prendere per la soluzione del problema.
Si darebbe finalmente sostanza all’impegno assunto dal Sindaco nel suo programma di mandato del 2023, quando “riteneva necessaria e fondamentale la partecipazione dei cittadini ai processi di decisione politica della città. Con l’obiettivo di colmare l’abisso che separa gli abitanti delle città dalle istituzioni che li governano. Valorizzando il loro potenziale di partecipazione politica e democratica. “Nella visione di recupero di un senso di comunità.”
Un impegno che, come si può facilmente verificare da quanto accaduto in questi tre anni, è sempre rimasto sulla carta, privo di ogni effetto pratico, considerata l’ assenza di qualsiasi iniziativa per dare sostanza concreta a quella esigenza. Chiuso, come tante altre promesse del Sindaco, a inaridirsi nel cassetto dei buoni propositi.
Doveva costituire il nuovo modo di programmare e allargare l’intervento pubblico, sperimentato da tempo in tante altre città, che potrebbe essere finalmente sperimentato anche nella nostra città, abbassando il baricentro delle decisioni, esplorando i bisogni dall’interno del tessuto urbano, attraverso i saperi, le idee dei cittadini, che vivono da vicino i problemi e che finalmente possono non solo raccontarsi, ma anche proporsi nella individuazione e nella indicazione delle proprie esigenze, non a posteriori, ma nella fase delicata della elaborazione delle scelte, per meglio rispondere, tutti insieme, attraverso la cooperazione, ai loro bisogni e a quelli della città .
Un’attività di indagine che può essere pienamente realizzata, facendo ricorso anche alla collaborazione e partecipazione delle associazioni di volontariato esistenti nel territorio, che in più occasioni hanno fornito il loro contributo disinteressato (senza tornaconti) per migliorare la qualità della vita in città.
Sempre se si vuole effettivamente risolverlo.
Con i residenti del quartiere si può fare
Vincenzo Albano
