Alle prime luci dell’alba, al termine di intense ed accurate attività d’indagine, il personale della Polizia di Stato della provincia di Brindisi, nello specifico del Commissariato P.S. di Mesagne, della Squadra Mobile di Brindisi e del Commissariato P.S. di Ostuni, con la collaborazione dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, del Reparto Cinofili della Polizia di Frontiera di Brindisi e del 9° Reparto Volo della Polizia di Stato di Bari, ha dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare personale, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Brindisi, su conforme richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi, nei confronti di 11 indagati, di cui 7 agli arresti domiciliari e 4 sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza, con prescrizione di non allontanarsi dalle proprie abitazioni dalle 20:00 alle 07:00.
Il provvedimento rappresenta la conclusione di un’articolata e intensa attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e svolta dagli investigatori della polizia giudiziaria del Commissariato di P.S. di Mesagne.
All’esito degli interrogatori degli indagati, ai sensi del comma 1/quater dell’art. 291 c.p.p., come modificato dal D.L. 94/2024 convertito in legge 112/2024, il G.I.P. emetteva l’ordinanza cautelare personale suddetta per i citati 11 indagati, mentre per altri, all’esito degli interrogatori, non ravvisava esigenze cautelari.
L’indagine, durata circa sei mesi, ha consentito di disvelare e disarticolare una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, ben ramificata e operante nelle città di Mesagne, Latiano e Brindisi.
Nello specifico, l’attività di indagine trae le sue origini nel gennaio 2024 da un grave episodio delittuoso, una violenta lite tra due ragazzi, un brindisino e un mesagnese, accaduta nei pressi di un locale commerciale situato a Brindisi. Dagli accertamenti degli investigatori, emergeva che il soggetto di Mesagne era dedito all’attività di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, e a seguito di ulteriori attività investigative emergeva il coinvolgimento di altri soggetti mesagnesi, anch’essi già noti alla p.g. del Commissariato P.S. di Mesagne per reati analoghi.
Quindi le indagini proseguivano con i tradizionali servizi di pedinamento e osservazione, dai quali emergeva che un soggetto mesagnese aveva stabilito presso un locale bar il luogo di incontro con gli acquirenti, ai quali consegnava la cocaina che, si scoprirà, deteneva all’interno di un proprio garage situato a poche centinaia di metri. Le indagini proseguivano con l’installazione di telecamere e attività tecniche di intercettazioni, e permettevano il rinvenimento e sequestro di sostanze stupefacenti principalmente del tipo cocaina, diverso materiale utile al suo confezionamento, rilevanti somme di denaro, oltre alla denuncia ed all’arresto di taluni indagati, sorpresi in flagranza di reato in relazione a diversi episodi di trasporto ed illecita detenzione di svariati quantitativi di sostanze stupefacenti.
Nello specifico, durante le indagini, gli investigatori hanno arrestato 6 persone in flagranza di reato, rinvenuto e sottoposto a sequestro penale oltre 350 gr. di cocaina e circa 150 gr. di hashish, 22.000 euro nonché, a seguito di una perquisizione effettuata da personale di p.g. della Squadra Mobile, sei pistole (due revolver e quattro semiautomatiche). Dalle attività tecniche di intercettazione telefoniche, venivano captate dialoghi dai quali, nonostante tutte le cautele verbali adottate dagli indagati nel relativo scambio di informazioni ed il frequente ricorso ad un linguaggio criptico, si evinceva l’intensa attività di spaccio.
Invece, nei dialoghi captati in ambientale venivano utilizzate frasi davvero esplicite riguardo alla qualità ed il prezzo della sostanza stupefacente. Infine, a seguito dei sequestri ed arresti citati, gli indagati cambiavano strategia, avendo maggiore attenzione prima di ricevere i loro clienti presso le proprie abitazioni, utilizzando modalità di consegna a domicilio, oppure occultando lo stupefacente nelle campagne in agro di Mesagne, spesso all’interno di muri a secco, in alcuni grossi tronchi di olivo e in alcuni casi addirittura sotto il manto stradale, proprio per eludere eventuali sequestri.
All’esito del processo sarà possibile stabilire il quadro indiziario e l’eventuale certa responsabilità di tutti gli indagati.
