October 4, 2022

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miurBarcamenarsi tra le percentuali statistiche è, per me, come navigare in un mare procelloso che annulla le facoltà raziocinanti ed accresce gli spasmi dello stomaco.

In queste precarie condizioni psicofisiche ho analizzato i dati provvisori che il ministero dell’Istruzione ha reso noti in relazione alle iscrizioni alle prime classi di elementari, medie e superiori per l’anno scolastico 2014-15.

 

La prima impressione ricevuta dalla grande quantità di percentuali e dalle relative correlazioni è stata quella che gli adolescenti italiani scelgono ˗ nell’ordine ˗ le materie scientifiche e le conoscenze informatiche, sognano di fare gli chef (possibilmente internazionali) e ambiscono ad imparare le lingue straniere.

Dunque le loro aspirazioni, in questi anni di crisi durissima che taglia le speranze oltre che i posti di lavoro, risiedono principalmente nei numeri e nella scienza e, in successione, nella fuga all’estero o nelle attività manuali.

 

Passando alle cifre, rispetto ai 531 mila studenti che a settembre inizieranno il percorso delle Superiori, ben 121.686 sono state le preferenze (22,9%) per lo Scientifico Scienze applicate (che tra le materie non ha il Latino) e l’indirizzo Sportivo (con oltre 4 mila richieste), una novità che incuriosisce.
Segue, al secondo posto, l’Istituto Alberghiero con 48.867 domande. Salgono le quotazioni del Linguistico, preferito da 47.161 ragazzi, con un incremento dello 0,6% rispetto a un anno fa. Tiene il Liceo Classico: 31.860 iscritti, con una sostanziale conferma (6%) dopo anni di calo.

 

ORIENTAMENTO scuolaIl prof. Francesco Dell’Oro, un esperto di giovani e di orientamento, così legge questi dati: «Si conferma la “licealizzazione”, la tendenza a gonfiare le iscrizioni ai licei (scelti da uno studente su due) per un malinteso senso di mobilità sociale. Il Tecnico si difende bene, soprattutto negli indirizzi che appassionano di più i ragazzi: informatica e telecomunicazioni; mentre calano finanza e marketing, che pure sono i diplomi più richiesti, secondo le Camere di Commercio…».

E Andrea Cammelli, fondatore di AlmaLaurea, si spinge oltre l’esame dei dati affermando che, secondo un sondaggio, il 44% degli studenti, se potesse tornare indietro al momento dell’iscrizione alla scuola superiore cambierebbe indirizzo di studio. Perché le motivazioni in un 14enne sono ancora in fieri. «Forse ˗ sostiene ˗ sarebbe meglio pensare ad un biennio iniziale, che consenta una formazione di qualità a tutti, rinviando la scelta a un momento in cui i ragazzi saranno più maturi».

 

Sostanzialmente analoghi i dati per quanto concerne la Puglia: con un 47,6% (45,5% nell’anno scolastico 2013-14) a favore dei Licei, un 30,9% (contro il precedente 31,5%) per gli Istituti Tecnici e un 21,5% (precedente, 23%) per gli Istituti Professionali. In particolare, per Brindisi, una conferma del trend in salita per il Liceo Scientifico.

 

L’analisi, seppure condotta su dati che saranno confermati o meno nel corso di questo mese, sembra abbastanza condivisibile se non fosse per un commento amarognolo sul Liceo Classico. Dice infatti Dell’Oro: «Il calo di iscritti dei Classici? Riguarda solo alcuni istituti che forse dovrebbero interrogarsi sulla propria offerta formativa». E continua affermando che, pur trattandosi di un ottimo corso di studi, «dovrebbe solo adottare più buon senso ed equilibrio, soprattutto nelle valutazioni, perché la scuola deve richiedere impegno, non sofferenza…».

 

Francamente non credo che nel Classico si siano mai praticate torture da Sant’Uffizio… È invece vero, come diceva Saul Bellow, che “la sofferenza è l’unico mezzo valido per rompere il sonno dello spirito”!
Sicuramente, a parte le asserzioni del prof. Dell’Oro, la conferma dell’aumento di iscritti allo Scientifico Scienze applicate può spiegarsi con la decisa volontà dei ragazzi di evitare lo scoglio latino.

La qual cosa non fa che alimentare l’annosa questione se il latino (e, a maggior ragione, il greco antico) servano ancora nella società odierna supertecnologica e oltremodo positivista. Ovvero “se le energie spese dagli studenti del Classico intorno all’aoristo passivo potrebbero essere meglio investite se essi le rivolgessero allo studio dei mitocondri…” (un giudizio, questo, chiaramente ironico e, proprio per questo, avversato da un pool di professori universitari il cui capofila è stato Luciano Canfora).

 

I pedagoghi della scuola idealista erano convinti che gli studi umanistici fossero quelli maggiormente indicati per la formazione della personalità. Infatti, come l’aspirante pittore o scultore o musicista dedica gran parte del proprio tempo ad apprendere dai “grandi” non solo le tecniche ma perfino lo spirito che li anima, così l’apprendimento della storia antica e moderna, la lettura dei classici e la riflessione sul pensiero dei maggiori filosofi possono essere d’aiuto a far maturare i giovani. In altre parole, a farli diventare uomini e donne consapevoli.

greco latinoIn quest’ottica il greco ed il latino sono importanti almeno per due ragioni.

Intanto perché gli studenti, pur senza raggiungere l’optimum di una lettura integrale dei classici (non rientra nei compiti del Liceo sfornare grecisti e latinisti), hanno la possibilità ˗ grazie alle conoscenze grammaticali e sintattiche, oltre che agli esercizi di traduzione – di avvicinarsi alla comprensione del pensiero antico. E già questo non è poca cosa se si considera che il nostro Paese è pieno di vestigia romane, di epigrafi disseminate un po’ dovunque, e di un latino che, lungi dall’essere morto, continua ad essere la lingua ufficiale della Chiesa.

 

Se non ci fossero state queste conoscenze, Giovanna Ghirri, la cronista dell’Ansa che tradusse all’impronta dal latino l’annuncio di Benedetto XVI, non avrebbe potuto dare, per prima al mondo, la notizia delle dimissioni del Pontefice. Allorché il Papa confessò che “… vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum…” (… le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino…).

 

La seconda ragione dell’importanza del greco e del latino risiede nel fatto che, mentre le lingue contemporanee servono ad usi immediati e vengono spesso imparate a orecchio, le antiche possono essere apprese solo “lavorando” sulle coniugazioni e le declinazioni, entrando nei ritmi della sintassi e nella musicalità della metrica.

 

E questo non è un semplice esercizio linguistico. È anche una scuola di logica. Ed è questa la ragione per cui il Liceo Classico non è soltanto la scuola dei letterati e dei giuristi, ma anche quella dei matematici e dei fisici.

 

Infine va ricordato quello che, a proposito delle radici dell’Europa, ha detto il grande storico francese Jacques Le Goff, recentemente scomparso: «… Per molti secoli, in gran parte dell’Europa, la lingua della cultura è stata il latino, con i suoi termini e i suoi modi di dire. Siamo eredi del mondo antico anche sul piano intellettuale e politico, avendo fatta nostra la concezione della democrazia, nata in Grecia e destinata a diventare, dopo la rivoluzione francese, la forma di governo ideale, il modello politico che si diffonderà in tutta Europa e che essa promuoverà nel mondo».
Queste sono le vie traverse che si possono percorrere commentando solo un’arida statistica delle preferenze espresse dai ragazzi nella scelta dell’indirizzo di studi per il prossimo anno scolastico!

 

GUIDO GIAMPIETRO

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