May 30, 2024

Brundisium.net

E’ partita in questi giorni per iniziativa della Lega Nord una raccolta di firme volta a promuovere alcuni referendum abrogativi. Uno tra questi, quello che vorrebbe cancellare la Legge 75/58 meglio nota come “Legge Merlin”, meriterebbe a nostro giudizio la giusta dose attenzione da parte di tutte le forze politiche nazionali e locali.

 

L’intento con cui questa legge nacque nella lontana Italia degli anni ’50 era nobile e faceva proprie le indicazioni della “Convenzione per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione” emanata qualche anno prima dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite. Il 20 settembre 1958 si rese così illegale una professione che come i fatti dimostrarono non sparì “ope legis” ma che si traferì semplicemente dai lupanari ai marciapiedi facendo perdere ogni controllo sanitario e fiscale su un fenomeno che lo Stato aveva governato nei 75 anni precedenti.

 

In Italia opererebbero oggi circa 70.000 prostitute, l’80% delle quali straniere (prevalentemente nigeriane e dell’est-Europa). Queste ultime sono sfruttate dalla mafia nazionale ma soprattutto da quelle dei paesi d’origine e vivono da schiave in semiclandestinità essendo quasi tutte prive del permesso di soggiorno. Il giro d’affari stimato della prostituzione nel nostro paese è di 25 miliardi di euro l’anno dalla cui tassazione si ricaverebbero 4 miliardi di euro. Si stima che dal 5 al 7% di coloro che esercitano questo mestiere sia portatore del virus dell’epatite B e C, dell’HIV, della sifilide o del papilloma-virus. I 9 milioni di clienti che annualmente si avvalgono almeno una volta di questo “servizio” rischiano pertanto di portare tra le mura domestiche tali problematiche sanitarie.

Basterebbero queste considerazioni per non avere dubbi sulla opportunità di far cadere i pregiudizi e le ipocrisie legalizzando e regolamentando una volta per tutte nella nostra nazione quello che è notoriamente il mestiere più antico del mondo.

 

Per chi condividesse le nostre idee chiariamo che è’ possibile sottoscrivere questo referendum abrogativo recandosi con un documento di riconoscimento presso l’ufficio elettorale del comune di Brindisi dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 di tutti i giorni feriali.

Nei prossimi giorni sarà nostra cura sensibilizzare il Partito Democratico locale e la cittadinanza tutta su questo argomento. Le battaglie di civiltà non hanno bandiera e vanno sostenute anche se chi se ne fa promotore (in questo caso la Lega Nord) è lontano anni luce dalla nostra tradizione e dalla nostra cultura politica.

 

 COMUNICATO STAMPA SALVATORE VALENTINO – CONSIGLIERE COMUNALE PD

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