July 21, 2019

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Era il 28 novembre del 2000 quando il Consiglio Comunale decise di titolare ad “Alessia” il Parco che era stato realizzato in Via Adamello, dove un tempo vi erano dei tuguri che erano stati da poco abbattuti.

Alessia era il nome di fantasia che fu dato ad una bambina che abitava in quelle abitazioni fatiscenti e che era deceduta il 7 febbraio del 1999 presso l’Ospedale Di Summa per una crisi asmatica.

L’episodio fece clamore anche a livello nazionale.

Fu intuitivo collegare la morte della bambina all’umidità e alle condizioni di scarsa igienicità che regnavano sovrane in quegli immobili fatiscenti.

Ricordavo bene l’episodio, benché all’epoca avessi solo sette anni, in quanto mio padre ne rimase particolarmente scosso e volle proporre quella delibera al Consiglio Comunale una volta che tutti gli abitanti delle “case di via Adamello” ebbero una abitazione dignitosa ed al loro posto fu realizzato un parco in luogo delle case che era previsto di costruire e che furono invece edificate in Via Crati, al quartiere Perrino.

Quella delibera, in fondo, era un monito per i futuri amministratori: mai nessuno nella nostra città avrebbe più dovuto vivere in situazioni di disagio estremo.

 

Ed in effetti in quegli anni furono eliminate anche altre sacche di degrado che esistevano da decenni in città: basti pensare all’ex Collegio Tommaseo, alle baracche di Via Villanova o all’ex Convento degli Scolopi, in Via Tarantini, nel pieno centro storico.

 

Ho fatto presente all’amico Luciano Loiacono questo precedente allorquando mi è stato proposto di sottoscrivere l’ordine del giorno in cui si rende onore e merito a quanti si impegnano a favore della donazione degli organi.

 

Ho scelto comunque di essere annoverato tra i firmatari dell’ordine del giorno in quanto anch’io sono personalmente impegnato in una Associazione di volontariato ed un diniego a condividere quella proposta mi sembrava un gesto di scarsa considerazione nei confronti di quanti dedicano la propria vita a cercare di salvare quella del prossimo.

 

Non ho idea se la Legge 23 giugno 1927, n. 1188,  che disciplina la dedica a persone di monumenti, lapidi o altri ricordi permanenti, consenta che lo stesso luogo possa essere titolato a diversi soggetti.

Laddove così non fosse si potrebbe comunque pensare ad un diverso tributo ad i donatori di organi.

 

Mi è stato proposto di pensare ad una rotatoria.

Anche in questa scelta vi sarebbe un significato simbolico: una rotatoria ha un’anima centrale e tante vie che rappresenterebbero le alternative ad una vita altrimenti destinata a spegnersi.

 

Potrebbe essere una soluzione da discutere nella apposita Commissione Toponomastica e di tanto mi farò interprete nella convinzione di poter garantire, in questo modo, la giusta attenzione a due mondi altrettanto importanti: quello dei bambini, che meritano di vivere una vita serena, alimentata da giuste speranze per il futuro; e quello degli adulti che dedicano la loro esistenza a cercare di salvare quella degli altri.

Intanto l’auspicio che mi sento di formulare è che vengano rapidamente ripristinate le condizioni di decoro del parco, con la sostituzione delle panchine asportate dai vandali e la riattivazione della fontana da cui deve riprendere a sgorgare acqua, anch’essa fonte di vita.

 

 

Il Capogruppo PRI
(Gabriele ANTONINO)

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