October 16, 2018



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Viviamo, oggi, in contesti ove sembrano essersi smarriti valori, senso etico dell’esistenza, significati e significanti che dovrebbero guidare le nostre vite attribuendo ai nostri comportamenti obiettivi, motivazioni, e quant’altro ci consenta di interrompere il nostro cammino per chiederci : – dove sto andando? Per quale motivo? E’ giusto e opportuno proseguire il percorso intrapreso? Qual è il significato che lega le azioni del canovaccio della mia esistenza alle vite altrui? –

 

Il pensiero segue ben altre vie, quelle delle apparenze, abbiamo perso la capacità di produrre, attraverso le profondità della mente, e di esprimere, attraverso le opere e le parole, ciò che caratterizza la nostra essenza umana e che ci distingue, senza porre gerarchia alcuna nel mondo animale, come specie SAPIENS.

 

Tutto ciò non può accadere senza dolore, pertanto conduciamo le nostre esistenze come anestetizzati da falsità che assurgono al ruolo di verità, mentre osserviamo la realtà con gli specchi deformanti affinché possa non emergere quel barlume di coscienza che ci liberi dallo stato di evanescenza dell’essere e dell’esistere.

 

Un tempo non lontano, si consigliava (fin da piccoli) di tenere un diario sul quale annotare giornalmente gli eventi trascorsi, e quanto, fra emozioni, stati d’animo, pensieri, riflessioni, legati ad essi…
Ecco l’importanza delle parole, che, attraverso la scrittura offrivano ampi spazi di comprensione, di lettura ma anche rilettura degli eventi, con la possibilità di mettere in discussione le proprie e le altrui azioni senza pregiudizi mescolati a falsità ideologiche.

 

Proviamo a leggere un’ipotetica pagina di diario scritta a fine giornata da qualcuno che vive in questo tempo privo di embrioni di coscienza e consapevolezza:
Caro diario
oggi sull’autobus abbiamo urlato contro questi neri che hanno invaso il nostro paese, è troppo, li vedi lì tranquilli al cellulare, vestititi bene… non di stracci, anche i bambini, sono paffuti , vuol dire che mangiano, li trattano bene …TORNATEVENE A CASA, qui avete finito di vivere a sbafo sulle spalle di noi italiani…Qualcuno, alla fermata del bus ha preso una pietra e l’ha lanciata verso quella donna, quella con il bambino bello e paffuto che il mio è anche malato ( ha una malattia autoimmune come si chiamano ora, e mi fa disperare per la sua salute.)
BASTARDI.. A CASA!!!
Un sasso , il sangue sulla testa del bambino.. sangue,il sangue colava giù, la madre è caduta e molti hanno riso..Dio che ho fatto!
Domani ti cerco, devo chiederti scusa, signora dal colore scuro e dai denti bianchi, potremmo portare i nostri piccoli a giocare, lontano dagli occhi di quei poveri folli che istigano alla violenza senza fermarsi a pensare e a chiedersi il perché delle proprie azioni…

 

Iacopina Maiolo

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