February 24, 2020

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Nell’ultimo articolo ho puntualizzato l’importanza della dose del cibo. Come avviene in medicina ove i farmaci vengono dosati secondo peso, età, sesso e condizione patologica così nel determinare la quantità di cibo da assumere occorre tenere presente l’età, il sesso, il tipo di malattia, le condizioni energetiche della persona, ecc. In generale, gli uomini mangiano più delle donne perché svolgono attività fisica maggiore e, quindi, consumano più calorie.

 

Effettivamente, si potrebbero mangiare minori quantità di cibo a patto che si assumi cibo crudo e ben digeribile. Il potere energetico del cibo non è correlato al potere calorico. Infatti, possiamo assumere il cibo più calorico del mondo e non ricavare energia per le nostre attività fisiologiche. Non è sufficiente assumere il cibo calorico o energetico, è fondamentale che il corpo riesca a ricavare energia da quello che assume. Se, infatti, la capacità digestiva è carente, il corpo non ricava dal cibo tutta l’energia in esso contenuta.

 

Poiché non tutti i cibi sono digeribili allo stesso modo da chienque, si deve fare attenzione a scegliere i cibi giusti a livello personale. L’organismo ci avvisa quando un cibo non gli è congeniale. Per esempio, se dopo aver mangiato avvertite sonnolenza, ciò significa che avete mangiato troppo oppure che qualche cibo ingerito non è compatibile con il vostro fegato. Un altro esempio, se dopo aver mangiato avvertite gonfiore di pancia, vuol dire che avete mangiato qualcosa di incompatibile con il vostro sistema digerente.

 

L’atto del mangiare deve essere appagante. Se, invece, provoca dei disagi vuol dire avete mangiato troppo oppure che qualche cibo non fa per voi. In conclusione, se il pasto non vi procura piacere, il cibo ingerito non vi apporterà nemmeno energia e benessere. Ma se un cibo vi piace troppo, tanto da non saperne fare a meno, quel cibo paradossalmente vi farà male. In questo caso, il cibo crea una dipendenza alla stessa stregua di una droga.

 

Il cibo può comportarsi da medicina (come diceva Ippocrate) oppure può essere un veleno (come pensava Giovenale). Lo stesso cibo, infatti, può fare bene ad una persona e fare male ad un’altra. La consuetudine universale di mangiare nella stessa famiglia gli stessi cibi potrebbe essere, inconsapevolmente, deleteria per qualcuno della famiglia. Quanto incide la tavola sull’insorgenza delle malattie nei componenti di una famiglia, probabilmente, non lo sapremo mai; ma io sospetto che il cibo abbia un’alta incidenza sulla formazione delle malattie.

 

Il cibo spazzatura odierno è un vero e proprio veleno per il nostro corpo. Assumere più volte al giorno questo cibo è come se prendessimo farmaci (veleni) i cui effetti collaterali li conoscono anche i bambini. Come possiamo, allora, meravigliarci quando l’organismo si ribella provocandoci le malattie? Sapete già il mio pensiero sulla malattia. Il nostro corpo sceglie la malattia come un ennesimo monito prima di staccare la spina. Sta a noi capire e cambiare stile di vita altrimenti vivremo miseramente per il resto della vita.

 

Penso che voi (che mi state seguendo in questo viaggio di cultura sanitaria alternativa) preferite come me godervi la vita. Chi segue il mio modello alimentare potrà vivere meglio almeno 10 anni in più rispetto all’attuale aspettativa di vita personale. Che dite, è poco? Leggete ed applicate i miei libri. Mi ringrazierete.

 

Continua…

Rocco Palmisano

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