April 7, 2020

Brundisium.net
Print Friendly, PDF & Email

In una conferenza stampa tenuta stamani presso il Comune di Brindisi, il Movimento Brindisi Bene Comune ha presentato pubblicamente le proprie richieste in vista del prossimo consiglio comunale monotematico sull’energia.
Le riportiamo di seguito nel documento che il movimento ha presentato alla stampa

 
Il Polo Energetico a Brindisi

Il Polo energetico del comune di Brindisi è composto da tre grandi centrali termoelettriche: la Centrale Enel Federico II costituita da quattro  gruppi alimentati a carbone da 660 MW per complessivi 2640 MW; la Centrale Edipower costituita da due gruppi da 320 MW alimentati a carbone per complessivi 640 MW più due gruppi sempre da 320 MW non più utilizzati; la Centrale Enipower costituita da tre gruppi alimentati a gas per una potenza complessiva di 1170 MW, più una centrale a Biomasse per la cogenerazione di energia e vapore della  SFIR da 39 MW .

Negli ultimi anni abbiamo anche assistito ad una proliferazione selvaggia di parchi fotovoltaici con la quale si sono realizzati circa 180 MW  occupando 400 ettari di terreni ad uso agricolo.

bbiamo quindi un polo energetico da circa 5000 MW, il più grande ed importante d’Italia in grado di produrre circa il 7-10% dell’intero fabbisogno energetico nazionale.

Nel polo energetico sono occupati circa 650 addetti diretti e circa 500 indiretti.

 

Le emissioni in Atmosfera.

 Circa il 70% dell’energia elettrica prodotta a Brindisi deriva dalla combustione del carbone, il più inquinante dei combustibili fossili sia per le emissioni di gas serra clima alteranti quali la CO2 che per macroinquinanti quali polveri sottili, ossidi di azoto e zolfo e  microinquinanti in particolare metalli pesanti ed idrocarburi come il benzene.

Dagli ultimi dati disponibili relativi al 2011,  del registro E- PRTR , il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti basato su dati comunicati dalle stesse aziende, le emissioni macroinquinanti in aria del polo energetico sono pari a

Anidride Carbonica, CO2, 15.130.000 tonnellate

Ossidi di Zolfo, SOx pari a 8470 tonnellate

Ossidi di azoto NOx pari a 9190 tonnellate

Polveri sottili pari a 428 tonnellate

Mentre le emissioni di alcune sostanze e microinquinanti cancerogeni, altamente tossici e nocivi sono pari a

Benzene  3,04 tonnellate

Acido Cloridrico        40,8 tonnellate

Acido Fluoridrico          86,5 tonnellate

Ammoniaca          10   tonnellate

Nichel      121 Kg.

Mercurio  63.2 Kg

Cadmio     12,4 Kg

A queste si aggiungono tantissime altre sostanze inquinanti, Arsenico, Piombo ed altre tossiche e nocive .

 

I Rischi per la Salute

 

Siamo quindi in presenza di una quantità impressionate di sostanze inquinanti emesse nel nostro territorio che provocano danni alla salute e all’ambiente nell’intero Salento.

Molto spesso il dibattito sulle emissioni di sostanze inquinanti si focalizza su polveri sottili, ossidi di azoto e zolfo trascurando altre sostanze altamente dannose per la salute.

Vogliamo evidenziare il dato  riferito alle emissioni di Mercurio, oltre 63 Kg , in atmosfera provocato dalla combustione del carbone. Il Mercurio è infatti un metallo pesante tossico in grado di provocare una degenerazione del sistema nervoso in particolare nei bambini provocando anche difficoltà di apprendimento, perdita di memoria, scoordinamento muscolare, autismo. Basti pensare che una quantità microscopica di mercurio contenuta in un settantesimo di cucchiaino è in grado di alterare la qualità ecologica di un lago di dieci ettari per un anno.

Assolutamente preoccupante è anche l’emissione di oltre 3 tonnellate di Benzene, un idrocarburo altamente cancerogeno tanto che lo IARC lo classifica come agente cancerogeno del gruppo 1 . E’ responsabile di Leucemie, malattie del sangue e del sistema immunitario.

Uno studio epidemiologico sui neonati della città di Brindisi, condotto dall’equipe del Prof. Latini e pubblicato su prestigiose riviste internazionali,  ha evidenziato un eccesso di malformazioni cardiache nei neonati a Brindisi in eccesso del 50 % rispetto alla media europea.

Un recente studio, ESCAPE, pubblicato sulla rivista Lancet, una delle più importanti al mondo, ha esaminato i dati riferiti ad oltre 360.000 cittadini  residenti in 13 Paese Europei concludendo che l’inquinamento uccide ben al di sotto dei limiti di legge in vigore. E’ risultato infatti che un aumento di 5 microgrammi di al metro cubo  di polveri fini , anche all’interno dei limiti di legge , provoca un aumento del 7% di rischio di contrarre neoplasie. L’esposizione prolungata anche a basse dosi di sostanze inquinanti è quindi letale per la salute.

La stessa Agenzia Europea sull’Ambiente ha valutato il danno sanitario prodotto dalle emissioni  a cui è sottoposto il nostro territorio valutando  per la sola centrale Enel Federico II danni sanitari tra i 536 e i 707 milioni di euro all’anno.

E’ di tutta evidenza che occorre quindi ridurre drasticamente le emissioni inquinanti a Brindisi per salvaguardare la salute pubblica.

 

Le Nostre Richieste

Riteniamo che negli ultimi 50 anni alla comunità brindisina sia stato imposto un modello di sviluppo che ha  provocato danni enormi alla salute e all’ambiente come certificato dall’essere sito di interesse nazionale per le bonifiche, ovvero un territorio in cui una gran parte delle falde acquifere e dei terreni sono compromessi da sostanze inquinanti e quindi non riutilizzabili senza un processo di bonifica. Abbiamo un territorio che ha pagato quindi un prezzo altissimo all’interesse nazionale, con l’industria chimica prima e con quella dell’energia poi. Un modello che oggi non crea più alcuno sviluppo economico tanto che la nostra città ha oggi un tasso di disoccupazione elevatissimo.

Dai dati sinteticamente riportati si comprende come la produzione di energia elettrica a Brindisi mediante la combustione del carbone non sia sostenibile per i danni che comporta alla salute dei suoi abitanti, occorre quindi programmare una dismissione della centrale Brindisi Nord del gruppo A2A – Edipower ed una drastica riduzione del carbone  subito e un percorso per la riconversione  della centrale Enel Federico II per arrivare ad una Brindisi decarbonizzata entro il 2020.

Nè risulta accettabile il progetto di riconversione proposto dal gruppo A2A – Edipower per bruciare CSS ovvero rifiuti nella centrale. Tale progetto di conversione in Inceneritore della centrale aprirebbe una nuova fase di aggressione al territorio basata sul business dei rifiuti che ben presto porterebbe la nostra città ad essere la Pattumiera d’Italia.

In questa ottica avanzeremo al Consiglio Comunale di Brindisi , nella seduta monotematica dedicata al tema Energia del 31 gennaio le seguenti richieste

 

EDIPOWER

–          di esprimere parere negativo al progetto  di riconversione della Centrale Brindisi Nord  nei procedimenti di AIA e VIA aperti presso il Ministero dell’Ambiente

–          di confermare nel nuovo Piano Urbanistico Generale quanto previsto nel Documento Preliminare circa l’incompatibilità della presenza della Centrale Brindisi Nord nel Porto di Brindisi.

–          Attivarsi per ottenere  subito le bonifiche dei gruppi 1 e 2 della centrale attualmente dismessi e un piano di dismissione dell’intero impianto e bonifica del sito.

–          Vincolare insieme all’Autorità Portuale, il sito oggi occupato dalla centrale Brindisi Nord allo sviluppo della retroportualità per sostenere un progetto di valorizzazione del nostro Porto, un bene comune che deve rappresentare il volano di sviluppo del nostro territorio.

–          Chiedere al Governo Nazionale e Regionale l’apertura di un tavolo  per  salvaguardare i lavoratori della Centrale, anche riprendendo quanto previsto nelle precedenti convenzioni con il passaggio dei lavoratori della Brindisi Nord alla Centrale Enel di Cerano.

 

ENEL

 

–          Una immediata riapertura dell’AIA ( Autorizzazione Integrata Ambientale )  e per la prima volta la Centrale  sia sottoposta a VIA ( Valutazione Impatto Ambientale ) per valutare il Danno Sanitario , la Capacità Produttiva e la quantità di carbone massima da utilizzare, rispettosa degli impegni della convenzione del 1996, ovvero 2,5 milioni di tonnellate di carbone, gli effetti dei differenti combustibili: Carbone e Gas per giungere alla prescrizione del combustibile dal minore impatto sulla salute e l’ambiente.

–          L’istituzione di una Commissione Tecnico –Scientifica composta da Medici e Tecnici in grado di formulare indicazioni, prescrizioni ed osservazioni sugli assetti della centrale da proporre in AIA e VIA, in termini di scelta del combustibile , capacità produttiva, riduzione dei consumi di combustibili e riduzione di emissione di inquinanti , tecnologie da adottare.

–          Successivamente ai lavori della Commissione Tecnico Scientifica , che provvederà alla formulazione delle richieste, convocare un Tavolo con Enel per nuove Convenzioni al fine di recepire quanto indicato dalla Commissione.

COMPENSAZIONE ECONOMICA  . TASSA DI SCOPO : ISCOP

 Il modello di sviluppo imposto al territorio ha prodotto danni importanti anche in termini di mancate opportunità di sviluppo rispetto a settori quali il Turismo, l’Agricoltura, la Portualità.

E’ giusto a nostro avviso chiedere alle grandi aziende della chimica e dell’energia  del territorio un risarcimento per avviare una nuova fase di sviluppo consona invece alle nostre vocazioni.

Per tale motivo chiediamo l’introduzione di una TASSA di SCOPO

Per legge i Comuni possono introdurre una tassa di scopo la ISCOP  basata sull’imponibile IMU con un aliquota fino al 5 per mille di tale imponibile, per una durata di dieci anni.

Per tale motivo chiediamo l’introduzione di una TASSA di SCOPO a Brindisi per gli opifici di categoria D1 nei settori della chimica, farmaceutica ed energia, con impianti superiori ai 50 Kw,  includendo quindi anche gli impianti fotovoltaici ed eolici.

Dai dati in nostro possesso con tale tassa di scopo è possibile per il Comune avere un gettito annuo superiore ai 5 milioni di euro. Tale gettito nei dieci anni potrà dunque essere superiore ai 50 milioni di euro e dovrà essere vincolato ad un piano di opere pubbliche e di iniziative a supporto delle nuove imprese di giovani e per favorire l’ingresso  di disoccupati ed inoccupati nel mondo del lavoro.

E’ per noi uno strumento importante, non l’unico ovviamente ,  con il quale avviare il nuovo modello di sviluppo che possa nel prossimo decennio dare un nuovo volto alla città di Brindisi.

 

MEDICINA DEL LAVORO

 E’ inaccettabile che a Brindisi una delle città maggiormente industrializzate sia stata dimessa la Medicina del Lavoro. Un presidio assolutamente indispensabile per tutelare i lavoratori esposti a sostanze dannose per la loro salute.

Chiediamo quindi che il Sindaco e le Istituzioni si attivino per la riapertura a Brindisi del reparto di Medicina del Lavoro .

No Comments