December 13, 2019

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La costruzione dei nuovi ospedali in Puglia è oggettivamente una occasione importante per progettare e realizzare la sanità del futuro e cioè un sistema sostenibile con la domanda di oggi e con al centro due temi importanti: la riduzione dei costi ospedalieri e la umanizzazione degli spazi dei pazienti e del personale.

 

Parlare di riduzione dei costi significa progettare con uno sguardo attento ai costi di utilizzo (gestionali e di manutenzione), ai costi del ciclo di vita (le ristrutturazioni, gli ammodernamenti, le demolizioni), ai costi sociali ( la mobilità, la sostenibilità).

 

Quindi nuovi ospedali e ammodernamenti manutentivi progettati nel rispetto delle esigenze di oggi, con spazi per le grandi macchine, la prossimità con le grandi arterie viarie, l’investimento per le infrastrutture per la diagnostica, e ancora l’ammodernamento strutturale e tecnologico delle sale operatorie, la centralità dei dipartimenti di emergenza urgenza per le malattie tempo dipendenti.

 

Il secolo scorso abbiamo costruito una rete diffusa di ospedali nei centri urbani perché lì si indirizzava la risposta di sanità.

 

Oggi le esigenze sono diverse: oggi il 20% della domanda di sanità richiede interventi in acuzie mentre l’80% necessita di risposte alla cronicità.

Questo ci porta a programmare e realizzare Nosocomi presso le grandi arterie stradali e con un approccio green, con la separazione delle aree per avere in futuro maggiore autonomia di intervento rispetto ai loro cicli di vita, superando le vecchie specialità cliniche per privilegiare una organizzazione per intensità assistenziale.

Questo ospedale di domani si deve integrare con la rete per la cronicità e la riabilitazione funzionale.

 

In questa visione di futuro tutto il patrimonio immobiliare della sanità che abbiamo non va disperso, anzi. Ma la logica della programmazione e della integrazione tra servizi ospedalieri con quelli territoriali, sanitari e sociosanitari non va abbandonata o magari accelerata per congiunture elettoralistiche.

Interessante la proposta avanzata dal sindaco di Brindisi Riccardo Rossi di realizzare nell’ex ospedale Di Summa un Presidio Territoriale di Assistenza (PTA), ma il come e per cosa è importante, atteso che la ASL di Brindisi sta convertendo in PTA gli ex Ospedali di San Pietro, Mesagne, Ceglie e Fasano. Bene l’idea, ma riempiamola di ciò che serve a tutto il Salento, senza deliberare riconversioni in servizi doppione e tenendo presente che una prestazione inappropriata in materia, è un diritto negato ad altre persone.

La integrazione ospedale-territorio significa che per ogni servizio va verificata la compatibilità clinico gestionale con il reparto ospedaliero ed i servizi vanno erogati con una valutazione puntuale in termini di appropriatezza.

Oggi è impensabile non bilanciare bene la domanda e l’offerta sanitaria definendo in modo puntuale il corretto livello di produzione rispetto al volume di fatturato atteso e quindi la compatibilità finanziaria che giustifica la erogazione dei servizi previsti nel PTA, è prioritaria.

Sarebbe illogico, per una Regione come la Puglia che è sotto osservazione ormai da 7 anni per i suoi conti non in ordine, organizzare una risposta ad una domanda che magari non c’è. Compariamo bene i servizi da erogare con la medicina convenzionata, e puntiamo ad ospitare posti letto territoriali dedicati in modo prioritario alla riabilitazione funzionale con l’impiego della robotica.

Il Sindaco ha ragione ed allora l’ex Di Summa va visto come il luogo fisico del risarcimento ambientale dopo oltre 30 anni di impiego del combustibile fossile alla Centrale Federico II, diventando “la cittadella della diagnostica e delle grandi macchine” di ultimissima generazione per tutto il Salento. Ancora può diventare il luogo ospitante il laboratorio di genetica e biologia molecolare per le malattie rare e di supporto alla rete oncologica pugliese. Il Salento ha ben diritto, di avanzare questa sfida, chiedendo anche all’Ente Elettrico Nazionale di investire cospicuamente su questo progetto.

 

 

Pino Romano – Presidente Commissione Sanità della Regione Puglia

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