May 28, 2020

Brundisium.net
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Dopo la “torrida estate”, senza soluzione di continuità per le forti criticità del sistema sanitario brindisino, è arrivato “l’inverno cupo”: una spirale negativa sotto l’aspetto organizzativo, in cui è incappata la ASL BR che sta portando al collasso l’attività ricettiva dei pazienti ospedalizzati e ne sta minando la qualità assistenziale, soprattutto in quel del “Perrino”.

 

Qui infatti, una evidente insufficienza di posti letto ed il relativo sovraffollamento del pronto soccorso, dei reparti di degenza e delle terapie intensive, hanno messo letteralmente in ginocchio la professionalità, lo spirito di sacrificio e di abnegazione di tutto il personale infermieristico che è costretto ad operare con una pesante carenza di organico rispetto agli eccessivi carichi di lavoro.

 

Se a questo quadro drammatico, si aggiunge addirittura, la grave carenza o in molti casi, la totale assenza di personale di supporto (Oss), vi lasciamo capire che gli Infermieri non solo “operano” in condizioni di cattività ma sono stati letteralmente abbandonati a se stessi, ed il tutto, purtroppo, si ripercuote negativamente sull’assistenza diretta ai pazienti. Per la Direzione Medica del “Perrino” (nota prot. n.74304/2017) al 25 ottobre scorso, ci sarebbero in tutto l’ospedale brindisino, solo 18 OSS (di cui solo una parte idonea al turno notturno) a fronte delle 75 unità occorrenti. Per la FP CGIL ne mancherebbero molti di più, soprattutto alla luce delle nuove attivazioni che dovrebbero avvenire al “Perrino”.

Nella su detta nota, indirizza al Management aziendale, con la quale si chiedeva di incrementare il personale di supporto infermieristico, la stessa Direzione Medica del Perrino, nelle more di una implementazione delle figure OSS, chiede ai Vertici aziendali di “valutare l’opportunità di incrementare la dotazione del personale ausiliario da assegnare al p.o. Perrino di un numero pari a 25 (necessari per l’attuazione H24 per i Reparti attualmente esistenti)” +20 unità tenuto conto dei 13 pp.ll. aggiuntivi della U.O.C. di Medicina e di Pneumologia di prossima attivazione.

Ad oggi purtroppo, non si riesce nemmeno a coprire tutti i servizi ed i reparti con la presenza di almeno una unità ausiliaria e spesso si “costringono” reparti e/o servizi a condividere la stessa unità ausiliaria con ripercussioni negative che ricadono inevitabilmente sull’operato degli infermieri e sull’organizzazione del Reparto.

 

Per ultimo riportiamo alcuni passaggi importanti della nota su citata, con la quale il Direttore Medico del “Perrino si rivolge al Management: “Nell’ambito delle competenze del personale che opera negli ospedali la figura infermieristica ha assunto la valenza del professionista dell’assistenza, avvalendosi nelle attività igienico-alberghiere del supporto del personale OSS”. … “La mancanza di personale OSS all’interno dell’ospedale distoglie l’infermiere dalle sue competenze volte all’assistenza al malato, oltre che obbligarlo ad attività igienico-alberghiere, da cui derivano situazioni di stress lavorativo fino al demansionamento”.

 

Eppure, proprio i giudici del Tribunale di Brindisi, chiamati ad esprimersi dalla struttura legale della FP CGIL, hanno stabilito in primo grado che l’Infermiere non puo’ fare l’Oss, condannando la stessa ASL per demansionamento. E allora perché la ASL si ostina ancora a non dotarsi di questa figura di supporto alle attività infermieristiche, oramai indispensabile per la qualità assistenziale ai pazienti?

 

COMUNICATO STAMPA  CGIL
A firma di Mimmo Stella, Coordinatore Sanità

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