September 18, 2019

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La vita e la salute degli animali più evoluti, di cui noi facciamo parte, sono compatibili solo se il pH dei loro fluidi corporei è leggermente alcalino. Quando la nostra biochimica si discosta dal suo valore ottimale di pH 7,365, i processi cellulari e fisiologici si allontanano dalla normalità dando origine alle più svariate disfunzioni organiche. Con il tempo, poi, queste disfunzioni generano alterazioni morfostrutturali classificate con il nome di innumerevoli malattie.

 

Un primo segno di acidosi tissutale è la stanchezza a cui si accompagnano sensazioni di bruciore e dolore di varia intensità in relazione ai livelli di acidità accumulata nei tessuti. L’acidità può accumularsi in qualsiasi zona del corpo dando origine a diversi sintomi, dalla semplice influenza al cancro, una delle patologie odierne dalla prognosi maggiormente ma erroneamente infausta. Un’altra malattia debilitante estremamente diffusa causata dall’acidosi è l’osteoporosi.

 

L’organismo, infatti, per difendersi dagli acidi accumulati nei suoi tessuti, sottrae alle ossa minerali alcalini per neutralizzarli. Questo meccanismo permette la sopravvivenza ma a discapito della qualità della vita. Come noi non rendiamo nel nostro lavoro quotidiano a causa della stanchezza dovuta all’eccesso di lavoro o per carenza di riposo così i nostri organi interni non riescono a svolgere adeguatamente le loro mansioni per lo stress funzionale a cui li sottomettiamo. Il nostro stile di vita odierno è decisamente stressante e sottopone tutto l’organismo ad un duro aggravio di lavoro metabolico. La conseguenza di tutto ciò è che esso invecchia prematuramente.

 

La funzione metabolica che maggiormente sottrae energia all’organismo, paradossalmente, è quella digestiva. Noi ci alimentiamo per ricavare energia da quello che mangiamo ma, il più delle volte, il dispendio energetico utilizzato per la digestione non viene nemmeno compensato dall’energia ricavata dalle sostanze nutritive rese disponibili dal processo digestivo. Ciò avviene sia perché mangiamo cibi con valore nutritivo nullo sia perché non mastichiamo a sufficienza quello che mangiamo. L’insufficiente masticazione vanifica l’assunzione del miglior cibo in quanto qualsiasi alimento non masticato non può essere digerito dagli enzimi gastrici bensì dai batteri e dai parassiti. La digestione batterica-parassitaria, dovete sapere, non è il massimo ma rappresenta una strategia di sopravvivenza messa a punto dall’intelligenza somatica.

 

Ebbene, dopo la masticazione, l’altro elemento essenziale per il processo digestivo è l’acqua (meglio se alcalina) in quanto i succhi digestivi (gastroenterico, pancreatico e biliare) sono costituiti da oltre il 98% di acqua. Pertanto, bere la giusta quantità e qualità di acqua contribuisce a migliorare la digestione. Poiché il ruolo della digestione è quello di rendere adatte ad essere assorbite dai villi intestinali le sostanze nutritive contenute nei cibi, l’apporto dell’acqua agevola questo processo di biodisponibilità dei nutrienti. Scopo del processo digestivo è quello di approvvigionare il corpo di elementi alcalini in modo da assicurare l’equilibrio acido-alcalino, condizione necessaria per una buona salute e una lunga vita.

 

Sul processo digestivo andrebbero fatte delle lezioni apposite ma qui ci limitiamo a dare degli spunti per instillarvi il desiderio di approfondimento che ognuno di voi potrà fare.

 

Continua…

 

Rocco Palmisano

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