August 9, 2020

Brundisium.net
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dipendenti-comune-di-sanremo-724250[1]Il titolo di questo pezzo sembrerebbe quello di un film della grande stagione cinematografica italiana (quella dei “Brutti sporchi e cattivi” del compianto Ettore Scola, tanto per intenderci) e invece è la cruda definizione della parte malata della Pubblica amministrazione e, più in generale, del malcostume italico.

 

Cominciamo a disquisire sui furbetti. Il Governo, cavalcando l’onda degli ultimi eclatanti casi di assenteismo (il Comune di Sanremo docet), in settimana ha varato il primo corposo pacchetto di decreti che danno attuazione ai principi stabiliti dalla legge delega di riforma della Pubblica amministrazione (la legge Madia) entrata in vigore ad agosto del 2015.

 

Chi sono i furbetti del cartellino? I dipendenti pubblici che, con estrema disinvoltura e in orario di lavoro, si dedicano alle più svariate attività di carattere privato e in taluni casi le proseguono anche dopo avere subito un controllo da parte delle forze dell’ordine.

 

Ebbene per costoro, se colti in flagrante mentre strisciano il cartellino e poi non vanno in ufficio, ci sarà la sospensione, entro 48 ore, dal servizio e dallo stipendio e, in più, il successivo procedimento disciplinare abbreviato con una durata massima di 30 giorni invece degli attuali 100. Ma lo stesso rischio, e questa è una novità, lo correrà l’eventuale “complice”, e cioè chi “abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta”. Cioè, chi al tornello passa il badge di un collega che rimane a casa.

 

Non solo. Il lavoratore licenziato rischia di dover pagare allo Stato i danni di immagine: in caso di condanna la somma da versare sarà pari ad almeno sei mesi di stipendio! Senza contare che il giudice dovrà decidere “anche in relazione alla rilevanza del fatto per i mezzi di informazione”. Cioè più si è parlato del caso e più la cifra potrebbe diventare alta.

 

Sandro_Botticelli_-_Inferno,_Canto_XVIIIPene pesanti? Direi giuste e, in ogni caso, più leggere di quelle che Dante commina nell’Inferno agli imbroglioni (immersi nella pece bollente, Canto XXI) e ai ladri (inseguiti e legati dai serpenti, Canto XXIV).

 

Ma la novità più grossa è quella del reato previsto per i dirigenti che non fanno partire la sospensione nelle 48 ore o il procedimento disciplinare a carico degli assenteisti. Per costoro, dunque, alla sanzione del procedimento disciplinare, si è aggiunta l’estensione della fattispecie di “reato di omissione d’atti d’ufficio”. Reato punito con la reclusione da sei mesi a due anni anche se, a causa della sospensione condizionale della pena, il carcere rimane un rischio più che altro teorico.

 

 

Ora ci sarà da vedere se i giudici del lavoro, alquanto indifferenti al tema della lotta a questa piaga della macchina pubblica, continueranno ad emettere sentenze di reintegro perché il danno economico derivante dai comportamenti contestati ai lavoratori fraudolenti risulta spesso “secondario ed esiguo”. Il che pone l’interrogativo su quante assenze (filmate e accertate) dovrebbero fare questi furbetti per meritare il licenziamento…

 

 

fannullone[1]Nulla invece prevede la legge per i “fannulloni” della Pubblica amministrazione. Vale a dire per quei dipendenti che non sgarrano di un minuto sugli orari d’inizio e termine del lavoro e nemmeno si prestano a favorire i comportamenti illeciti dei colleghi. Dipendenti esemplari, dunque? Nemmeno per sogno. Si tratta di chi, senza abbandonare fisicamente il posto di lavoro, ha la testa da tutt’altra parte.

 

Impiegati che allo sportello rispondono in modo evasivo (se non indisponente) e che, seduti alle scrivanie invisibili agli sguardi dei cittadini, utilizzano computer e telefoni per svolgere pratiche che nulla hanno a vedere con quelle dell’ufficio. Quasi sempre con la connivenza dei dirigenti che omettono di richiamarli all’osservanza dei loro doveri.

 

 

Dov’è finita l’intransigenza (che spesso sfogava in angheria) dei capi ufficio che rendevano impossibile la vita ai propri dipendenti? Dove sono i Monsù Travet che Soldati ha magistralmente portato sullo schermo nel Dopoguerra e che però hanno rappresentato anche la forza e la dirittura morale della giovane Repubblica? Insieme alle mezze maniche sdrucite è scomparsa anche un’Italia che, a quei tempi, ha fatto del lavoro la sua autentica forza.

 

 

parlamentari-dormono[1]Alla fine di questo elenco di lavoratori disonesti ci sono i “poco” Onorevoli, coloro che, anche se obtorto collo, abbiamo mandato al Parlamento per governare il Paese. Va subito detto che intanto esistono i furbetti e i fannulloni in quanto, al vertice della piramide, ci sono loro.

 

Con le loro plateali forme di assenteismo che rendono le Camere spesso deserte anche quando si dibattono argomenti di vitale importanza per i cittadini. Con la loro abilità di talentuosi “pianisti” allorché, nelle votazioni, sostituiscono i colleghi assenti. Con l’acquisita forma mentis propria della casta nel ritenersi al di sopra di tutto e di tutti.

 

 

E poi ci si scandalizza se un vigile in mutande del Comune di Sanremo (ma anche dalle nostre parti c’è stata la stagione dei furbetti…), agevolato dal fatto di abitare nello stesso edificio, di buon mattino timbra il cartellino!

 

Da che mondo è mondo è l’esempio che regola l’umana attività. I figli non vengono istradati sulla retta via grazie all’esempio dei genitori e degli educatori? E non è vero che quando questo viene a mancare a risentirne, oltre ai singoli, sono la famiglia e la società?

Allora il Governo e il Parlamento, prima di continuare a sfornare leggine e decreti contro il malcostume, dovrebbero assumersi le proprie responsabilità e iniziare una bella pulizia all’interno!

 

Altrimenti, riprendendo le parole di Escalo, principe di Verona, in chiusura della tragica storia di Romeo e Giulietta, “Siamo puniti tutti!” (“We are all punished”) e non ci sarà un futuro per questa Italia. Non un futuro “economico” (come sbraita l’Unione Europea), ma un futuro che dia priorità ai valori morali sempre più disconosciuti.

 

Guido Giampietro

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