December 9, 2019

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I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, al termine degli accertamenti, hanno tratto in arresto in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione un 38enne del luogo.

 

I fatti sono avvenuti nel corso della mattinata, allorquando l’anziana madre dell’indagato ha telefonato al numero 112, richiedendo ausilio poiché minacciata di morte dal proprio figlio. I militari, giunti immediatamente sul posto, sono stati ricevuti dagli anziani coniugi, la madre 76enne e il padre 86enne, entrambi originari di Ceglie Messapica.

 

La coppia, terrorizzata e in evidente stato di agitazione, ha indicato nel figlio l’autore delle minacce e dei comportamenti violenti e prevaricatori. In quel frangente, il congiunto, che è celibe e vive a casa dei genitori, si trovava sdraiato su un divano e mentre gli anziani esponevano la vicenda ai Carabinieri intervenuti, incurante della loro presenza e in evidente stato di agitazione, si vestiva velocemente.

 

I genitori riferivano di temere per la loro incolumità, perché per l’ennesima volta si sentivano vittime di estorsione, poiché sin dalla mattina presto il figlio era entrato nella loro camera da letto, chiedendo la somma di 200,00€ da consegnare ad alcuni spacciatori da cui aveva acquistato dello stupefacente, altrimenti avrebbe spaccato tutto.

 

Gli anziani erano preoccupatissimi, poiché il loro figlio gli aveva riferito che appena sarebbero andati via i Carabinieri li avrebbe ammazzati entrambi.

Purtroppo non era la prima volta che subivano minacce e percosse, financo a 10 giorni prima la donna era stata afferrata per i capelli e le era stato sferrato un pugno all’occhio destro, perché il figlio pretendeva la somma di 15€.

Entrambi i coniugi erano spaventatissimi ed esasperati anche perché non erano in condizioni di soddisfare le richieste giornaliere di denaro, in quanto vivono della sola pensione.

Desideravano comunque che il figlio andasse via di casa perché era diventato un calvario con le continue richieste di denaro, per paura infatti dormivano con la camera da letto chiusa a chiave.

 

Gli accertamenti hanno fatto emergere i ripetuti maltrattamenti ai danni delle vittime in un arco temporale ricompreso tra il 2015 e il 2019.

 

L’indagato era già stato arrestato per estorsione, maltrattamenti in famiglia, nonché gli era stato applicato il divieto di avvicinamento ai genitori.

 

A seguito dell’ultima vicenda, dopo l’espletamento delle formalità di rito, è stato associato nel carcere di Brindisi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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