April 20, 2019

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… eravamo consapevoli che prima o poi, nell’arco di una giornata , ne avremmo incontrati …
mica li cercavamo …
sapevamo che c’erano, esistevano …
da sempre …
e non ne eravamo per nulla spaventati …

 

li riconoscevamo dopo una battuta, dopo una piccola frasetta, dopo il concetto appena appena accennato …
così: ad orecchio …
negli uffici, per strada, nei ristoranti e nelle pizzerie, nei bar più spesso e addirittura in luoghi sacri come Scuola & Chiesa …
sapevamo come affrontarli e neutralizzarli …
e loro, dal canto loro, sapevano, o semplicemente sospettavano, ma più spesso intuivano, di essere minoranza …

 

capivano di non poter sostenere l’insostenibile …
si facevano da parte …
nonostante il loro status avevano un pudore che quasi quasi ce li rendeva pure simpatici …

 

i cretini dico …
i cretini di una volta …
quei bei cretini che se ne uscivano con cazzate che suscitavano ilarità finanche nella zia signorina che non rideva mai e nei ragazzini …
i cretini dalle cazzate comunque prudenti che la paura di essere internati comunque c’era …
i cretini avveduti …
quelli che mai e poi mai per il solo fatto di aver letto un prontuario di pronto soccorso avrebbero parlato di medicina con un medico …
quelli che sapevano che se l’avessero fatto, specialmente in pubblico, sarebbero stati etichettati più che cretini …
quasi pazzi …

 

invece loro erano cretini guardinghi …
sceglievano con cura luoghi e ambienti …
valutavano gli interlocutori …
affermavano le loro cazzate con cautela …

 

erano una categoria sociale ben definita e riconoscibile, socialmente inserita e, tutto sommato, non pericolosa …
la loro cretinaggine era, per così dire, sporadica per assenza di interlocuzioni interessate …
le loro bufale, come diremmo oggi , non stimolavano interesse né provocavano risposte che già la risposta ad un cretino poteva significare uniformarsi ed essere considerato cretino cosiddetto “di riporto”…
i pazzi erano altro …

 

i pazzi erano quelli che se ne uscivano con idee strampalate …
ai pazzi apparteneva l’invettiva incredibile, la sentenza definitiva, la certezza granitica …
nel piccolo paese dove era nata mia madre ce n’era uno che sosteneva che l’Italia avesse vinto la guerra ed io ne ho conosciuto un altro convinto che le canzoni anni sessanta contenessero delle note atte a far piangere …
ma quelli erano i pazzi veri …
i cretini erano più discreti …

 

erano …
una volta …
tanto tempo fa …
tanto tanto tempo fa …

 

penso a tutto ciò nel breve tragitto che separa casa mia dalla libreria Feltrinelli su corso Umberto …
il tratto è brevissimo …
cinque/seicento metri …

 

saluto A. che mi parla di ciò che c’è dietro l’affare xilella …
incontro A. e C. con il loro piccolo C. malaticcio e raffreddato ma “passerà senza medicinali “ e … “no, non l’abbiamo vaccinato che nessuno ci può costringere “ …

 

il tratto è brevissimo e mi salvo miracolosamente da un terrapiattista, da un fautore di scie chimiche, da due o tre negazionisti dell’allunaggio e da un odiatore del Bilderberg …

 

entro in libreria e cerco di dimenticare tutto seguendo alla lettera le lezioni di Pontiggia sull’acquisto dei libri …

 

fortunatamente sulla via del ritorno non incappo in nessun conoscente …
la strada è deserta per questa tramontana umida che è arrivata all’improvviso …
nel portone riprendo i miei pensieri originali …

 

cazzo! I cretini hanno mutato pelle …
e ce ne sono !

 

… arriva l’ascensore ed entro … riguardo i miei acquisti mentre cerco di non pensarci …
ce ne sono e ne ho incontrati …
una nuova versione in tre volumi del “Faust” di Goethe …
ce ne sono, ce ne sono …

 

“Antigone. Variazioni sul mito” Di Jean Anouilh …
… sono tanti, tantissimi e non sanno di esserlo …
“Il diritto all’ozio” di Lafargue …
…troppi , davvero troppi …

 

il vento mi ha spettinato, guardo nello specchio …
possibile che siano tanti ? …
mi riavvio i capelli, aggiusto la sciarpa … mi guardo negli occhi … mi
assale un dubbio …
e se …?

 

Apunto Serni

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