December 10, 2018



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“Le tradizioni, i prodigi, i miracoli, le leggende del Natale a Brindisi e in terra pugliese” è il tema del LVI Colloquio di studi e ricerca storica programmato per mercoledì 12 dicembre, alle ore 18.00, presso Palazzo Granafei Nervegna.

L’incontro è organizzato dalla “Brigata Amatori Storia e Arte. Sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia” e da “History Digital Library, Brindisi”, in collaborazione con Associazione Vola Alto, associazione Diecieventotto – Manifesto della Cultura e con il patrocinio del Comune di Brindisi.

Indirizzi di saluto
Ing. Riccardo Rossi (Sindaco di Brindisi)

Interventi
Antonio Mario Caputo (Società di Storia Patria per la Puglia)

Coordina e introduce i lavori
Giacomo Carito (Società di Storia Patria per la Puglia)

Nel corso dell’incontro Giancarlo Cafiero darà lettura di testi in vernacolo riferiti al Natale

Se sino a qualche anno fa l’aria natalizia si avvertiva solo a partire dagli inizi di dicembre, oggi, invece, subito dopo la festa dei defunti cominciano a fare le prime apparizioni panettoni, abeti e addobbi. Il Natale è e rimane tuttavia una festa religiosa che esalta valori importanti come la carità, la fratellanza e l’unione familiare restando in qualche modo intatta la sua magia fatta di luci, odori, sapori e musica.Facciamo un passo indietro. Nella nostra regione ai primi di dicembre si riaprivano casse e cassetti per tirare fuori gli addobbi natalizi il cui allestimento era scandito dalle ricorrenze di santa Bibiana, santa Barbara, san Nicola, l’Immacolata e santa Lucia, quasi propedeutiche alla grande festa del 25 dicembre.

A ognuna di queste ricorrenze si legano credenze popolari legate alla preparazione di “oroscopi” atmosferici per l’anno successivo facendo cardine sulle feste di santa Lucia e, sotto altri aspetti, di santa Bibiana. La novena di Natale, con inizio il 16 e termine il 24 sera, scandiva il tempo dell’attesa che culmina nella notte della vigilia, forse il momento più sentito. A questo giorno è legato un rito antichissimo legato all’elaborazione di formule per le guarigioni: da quelle relative ai morsi di serpente alle altre concernenti slogature. Le nonne le insegnavano alle nipoti solo allora perché era in quella notte che tali formule avrebbero avuto la massima efficacia.

I riti religiosi custodiscono il vero autentico significato spirituale del Natale. La simbologia, comune alle feste religiose,contiene significati profondi che spesso l’uomo travisa o trascura del tutto. Tralasciando i simboli più comuni rappresentati dall’abete natalizio, dal presepe, dal panettone, dai regali, dai festosi addobbi e dai pochi zampognari rimasti in giro, resistono ancora alcuni valori legati all’evento.

Oltre ad essere la tradizione più importante e rappresentativa del Natale, quella del presepe è anche la più antica: il primo presepe fu realizzato da san Francesco e dai suoi frati nella notte fra il 24 e il 25 dicembre 1223 tra le montagne di Greccio, presso Rieti. Il primo presepe è in realtà una messa celebrata eccezionalmente in una grotta anziché in una chiesa.

Babbo Natale, la Befana, lo scambio dei doni, gli auguri reciproci, i baci sotto il vischio, l’uso di decorazioni, il gioco della tombola sono alcune delle tradizioni del Natale. Ma il Natale è principalmente il momento in cui le famiglie, gli amici si riuniscono, in particolare a tavola. Ogni regione ha le proprie caratteristiche culinarie, ma l’unica caratteristica comune a tutte le ricette regionali è la presenza del pesce: la sera della vigilia il capitone è presente su molte tavole italiane. “Il rito del focolare domestico” si perpetua davanti alla tavola imbandita di tutto punto in cui il buon vino, ovviamente, non deve mancare.

PROGRAMMA

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