November 11, 2019

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Nella splendida cornice del museo archeologico “F. Ribezzo” di Brindisi si è tenuta, giovedì 10 ottobre, l’inaugurazione della mostra “Da Picasso agli artisti contemporanei. Opere su carta” che si protrarrà fino al 31 ottobre.

 

La presentazione della mostra, a cura del critico d’arte, saggista e giornalista torinese Paolo Levi, del direttore di Sangiorgio Arte, Antonio Lagioia, e dell’architetto nonché direttrice del polo biblio-museale di Brindisi, Emilia Mannozzi, ha raccolto non appassionati provenienti da tutta la provincia. Tra il pubblico, gli studenti dell’IISS Marzolla Simone Durano di Brindisi: le classi 5A, 4B e 3C del liceo classico “B. Marzolla”, preparate e accompagnate dalla prof.ssa Marina Tafuro, e le classi 3B del liceo classico 4A e 4B del liceo artistico “Simone”, impegnate nel progetto PON-FSE di alternanza scuola lavoro “La fabbrica della cultura digitale sui suoni dell’arte”, con i tutor Prof Filieri e prof.ssa Arrigo.

 

Non è la prima volta che tra l’IISS Marzolla Simone Durano e il Museo Ribezzo la sinergia esistente sfocia in esperienze costruttive e proficue.
L’architetto Mannozzi si è soffermata a riflettere su quanto sia importante ravvivare l’amore per l’arte soprattutto nelle generazioni più giovani, in modo tale che l’arte del passato possa essere ricordata in eterno e, così, formare e inspirare anche i nuovi artisti del futuro. Di amore per l’arte hanno certamente dato prova i giovani studenti della 5°A del Liceo Classico che, preparati sui contenuti, hanno mostrato competenze critiche importanti, interloquendo con gli ospiti al tavolo con curiosità e grande interesse.
I giovani S. Baglione , F. Passiante e S. Cova hanno instaurato un vero e proprio dialogo con il critico Levi incentrato sul significato dell’arte, sul suo linguaggio universale e sul suo valore nella storia, passando agilmente e con consapevolezza da Picasso a Guttuso, e riuscendo a coinvolgere tutti i presenti.

 

L’esperienza non solo ha permesso ai giovani studenti di concretizzare i contenuti appresi in aula, ma anche di attualizzare il percorso che gli stessi svolgono nell’ambito del PON FSE.
Se tanto nella scuola oggi si parla dell’importanza nella didattica dei ‘compiti di realtà’, non si può non dire che questa esperienza lo sia stata davvero: i giovani studenti, impegnati in un contesto reale, hanno dato prove di solido bagaglio culturale e di competenze trasversali, trasferendo dall’aula alla situazione attuale le loro conoscenze. Come nelle migliori aspettative.

 

Stefano Baglione
Sofia Cova

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