December 9, 2019

Print Friendly, PDF & Email

PL’ultimo incendio di Torre Guaceto ha riportato la memoria di tutti noi all’incendio dell’agosto 2007, una distruzione alla quale assistemmo impotenti. Allora facemmo affidamento sull’esperienza ed i mezzi antincendio dei Vigili del Fuoco. Uomini coraggiosi, corpo del Ministero dell’Interno, spesso sotto organico e con mezzi insufficienti per pensare di far fronte adeguatamente alle nuove emergenze causate dall’insipienza dell’uomo e dai cambiamenti climatici come incendi e alluvioni.
Gli articoli pubblicati sull’incendio mi spingono a sollecitare un maggior coinvolgimento dei cittadini. Spronare la partecipazione attiva e fattiva di ogni singolo mio concittadino è un obiettivo personale e credo dovere di tutti coloro che vengono chiamati a gestire beni comuni.
La natura è il nostro primo bene comune e i disastri che la stravolgono possono essere imprevedibili. Sappiamo però che dietro molti incendi c’è quasi sempre la mano dell’uomo. Spesso si parla a posteriori di “incendi annunciati”. Vuol dire che le cause sono spesso note a tutti i soggetti chiamati a fare l’attività di prevenzione, a partire dai Sindaci.
Il Sindaco di Brindisi ha puntualmente emesso quest’anno l’ordinanza n. 23 il 31 maggio scorso nel rispetto del Decreto del 16 aprile 2019 del Presidente della Regione Puglia. Nell’Ordinanza è sottolineato che tutti i proprietari e conduttori di terreni agricoli hanno l’obbligo di attuare le necessarie opere di prevenzione antincendio realizzando sui propri fondi fasce protettive di larghezza non inferiore a 15 metri. Per le violazioni le sanzioni sono differenti: da 500 a 2500 € per coloro che non realizzano le fasce di protezione, da 1000 a 5000 € per chi brucia le stoppie, da 250 a 1250 € per chi, senza controllo, brucia residui di vegetali derivanti da attività agricola, da 1000 a 5000 € per chi accende dei fuochi in giornate con particolare intensità di vento. Gli illeciti possono essere accertati anche dalle Guardie Volontarie riconosciute dalla L. R. n. 27 del 13/8/98.
La vigilanza, è precisato nel Decreto, può essere effettuata dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, dal Nucleo di Vigilanza Ambientale Regionale, dagli Organi di Polizia, nonché da tutti gli altri Enti territoriali preposti per legge.
Per l’osservanza delle norme i Sindaci, in qualità di autorità di protezione civile, sono tenuti a dare pubblicità degli obblighi da rispettare.
Gli esperti sanno che le armi più potenti contro un incendio sono sempre state le azioni di prevenzione, La più importante azione è l’informazione e la sensibilizzazione degli operatori agricoli, dei turisti e di tutti i cittadini che per svariati motivi frequentano le aree protette continuamente esposte al rischio incendio.
Le aree da tenere sotto controllo sono vaste, il rischio incendio elevato e non è semplice. Se da un lato la Pubblica Amministrazione riesce a garantire con le forze che ha a disposizione un’azione tempestiva e decisa contro gli incendi, dall’altro, a mio avviso, non riesce a concretizzare sufficienti azioni di prevenzione.
In qualità di Vice Presidente del Consorzio di Torre Guaceto proporrò ai sindaci soci soluzioni che possono colmare questo deficit. Una immediata è quella di attuare progetti di Pubblica Utilità utilizzando i fondi del Decreto n. 4/2019. All’art. 4 comma 5 il Decreto stabilisce che tutti i Comuni possono realizzare progetti utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale e di tutela dei beni comuni impiegando cittadini beneficiari di reddito di Cittadinanza. Tutti i cittadini titolari di Reddito di Cittadinanza hanno l’obbligo di dare la propria disponibilità per almeno 8 ore alla settimana.
Tra gli esempi di lavori di pubblica utilità rientrano la tutela delle aree protette e dei parchi naturali, il miglioramento delle reti idriche, la riqualificazione dei quartieri, il recupero del patrimonio culturale ed il miglioramento delle condizioni per lo sviluppo del turismo.
E’ obbligo dei Comuni rilevare le esigenze del territorio prima di presentare i progetti. Alla luce dei disastri ambientali che si ripetono ogni anno, una esigenza del territorio può essere quella di realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini rispetto alle tematiche di salvaguardia dell’ambiente in ambito rurale e costiero. Si possono coinvolgere anche le organizzazioni agricole, le associazioni ambientaliste e dei consumatori. Le aree rurali e costiere sono poco considerate come luoghi abitati e vissuti ma nel periodo estivo presentano fabbisogni di un normale quartiere cittadino.
Contemporaneamente sarà necessario aumentare l’azione repressiva con l’applicazione delle sanzioni il cui ricavato potrà essere reinvestito nell’acquisto di attrezzature o mezzi antincendio.
Infine è necessario che i brindisini che abitano nelle aree del comune capoluogo rientranti nel territorio del Consorzio, ma più in generale, tutti coloro che le frequentano sia d’estate che d’inverno, possano avere un luogo fisico in città in cui confrontarsi. Sarebbe un modo per portare proposte e idee, fare segnalazioni di inosservanza delle regole, promuovere iniziative con le associazioni di volontariato, organizzare quella partecipazione attiva e fattiva a cui accennavo.
Chiderò al Sindaco di Brindisi l’individuazione di una sede in città, avvicineremo i brindisini a Torre Guaceto rendendoli più vigili e attenti alla sua salvaguardia e tutela. Dal confronto e dalla partecipazione potranno nascere le proposte di altri possibili progetti di Pubblica Utilità.

Piscopiello Teodoro
Vicepresidente Consorzio di Torre Guaceto

No Comments