October 14, 2019

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Il nuovo decreto Salvini sta producendo i primi disastri umanitari che alcune organizzazioni avevano previsto già alla prima bozza resa pubblica dalla stampa nel settembre 2018.
Con la firma del Presidente della Repubblica il decreto è stato convertito in legge dello stato. Nonostante la procedura adottata abbia seguito l’iter giuridico previsto, il suo contenuto è per molti aspetti fuori dai parametri della Carta Costituzionale, come hanno osservato numerosi giuristi e il CSM.
Cio’ che preoccupa maggiormente è l’impianto complessivo della Legge che , in ultima analisi, ha come scopo l’agressione giuridica verso persone già in difficoltà: si interpreta così, infatti, l’abrogazione della protezione umanitaria, l’aumento della durata del trattenimento verso persone che non hanno commesso reato e, in particolare, lo smantellamento del sistema di accoglienza nel suo complesso. Quest’ultimo punto sta già producendo diffusamente problemi nei territori, nei comuni, per vià di un uso irrazionale della Legge ai limiti della violenza. Sono infatti tantissimi i casi di persone che vengono invitate da un giorno all’altro a lasciare l’accoglienza e egualmente numerose sono le persone che pur in possesso di un regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari, rilasciatoa anche solo qualche mese fa, vengono convocate in questura per revoca delle misure umanitarie.
Tutto questo ha prodotto una presa di posizione molto dura dei sindaci di molte città italiane, Palermo, Napoli, Parma, Milano fra le altre, per dissentire da questa Legge iniqua e fondamentalmente violenta che sta iniziando a provocare caos e aumento delle condizioni di marginalità nei centri urbani.
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha esplicitamente dichiarato “ a Palermo non applico il Decreto Sicurezza” e inoltre “Impartisco la disposizione di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona”, illustrando così la sua volontà politica di opporsi ad alcune parti della Legge Salvini palesemente discriminatorie e anticostituzionali.
Siamo convinti che la presa di posizione di Orlando, De Magistris, Sala, Pizzarotti e numerosi altri Sindaci non sia una boutade elettoralistica ma ponga il problema dell’essenza stessa del nostro sistema democratico: si può legiferare ignorando completamente gli articoli 2, 3 e 10 della Costituzione, aggredendo nei fatti soggetti deboli? Noi crediamo di no. A questo punto, considerato anche l’aumento esponenziale di primi cittadini che dopo aver intuito gli effetti reali della norma introdotta dal Governo si stanno schierando, attraverso un atto di coraggio, con le posizioni di Orlando e gli altri, pensiamo che anche Brindisi e la sua comunità debbano scegliere da che parte della barricata stare. La questione è dirimente e non può essere risolta con la politica dello struzzo, mettendo la testa sotto la sabbia. In gioco c’è la vita di migliaia di persone.
Invitiamo, quindi, il Sindaco di Brindisi a garantire la tutela dei diritti fondamentali delle persone e se necessario a disobbedire a questa legge iniqua, razzista e anti costituzionale, indicando con atti amministrativi chiari qual è l’orientamento dell’amministrazione comunale di Brindisi su questa importante questione.

Partito della Rifondazione Comunista Brindisi
Potere al Popolo Brindisi

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