December 10, 2018



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Prepariamoci, quindi, alle feste natalizie e di fine anno con una nuova consapevolezza alimentare. Il cibo è la vita ma spesso è causa di malattia. La mancanza di cibo provoca malattie da carenze e denutrizione. La denutrizione associata alla carenza di igiene ha provocato nel passato e provoca tuttora nei paesi sottosviluppati gravi malattie endemiche. Infatti, la denutrizione provoca l’indebolimento del sistema immunitario per cui è facile che l’intero organismo venga attaccato da batteri e parassiti.

 

Se da una parte la carenza nutrizionale è causa di gravi malattie nei paesi sottosviluppati, dall’altro canto l’eccesso di cibo nei paesi opulenti provoca altrettante malattie croniche degenerative. I due estremi sono deleteri. Io penso che, se siamo consapevoli di questa realtà, possiamo fare qualcosa per riportare equilibrio ed equità nel mondo ma anche nella società a noi più vicina.

Purtroppo, il nostro cuore è spesso indurito da non farci vedere il prossimo che soffre vicino a noi. Queste mie parole non vogliono essere delle prediche ma delle riflessioni che possono farci stare meglio in quanto più consapevoli nel nostro agire quotidiano. Non dovrebbe essere compito delle istituzioni religiose o delle associazioni di volontariato raccogliere e distribuire beni per i disagiati della società ma dovrebbe essere un “modus operandi” quotidiano di ognuno di noi.

 

L’educazione che riceviamo da bambini è fondamentalmente egoistica per cui da adulti si continua ad accumulare beni e denaro che, paradossalmente, non danno la felicità. Quanto sarebbe più bello e vivibile questo mondo, se l’educazione dei ragazzi e dei giovani fosse basata sulla spontanea condivisione dei bambini! Osservate i bambini quando sono piccoli prima che siano influenzati dai cattivi esempi degli adulti: essi quando sono in gruppo hanno la tendenza a condividere tutto.

 

A cosa serve accumulare denaro? Forse ce lo porteremo nell’altro mondo? Certo che no! L’inganno che ci frega, però, è quello che, lasciandolo in eredità ai nostri figli, essi potranno stare meglio. Purtroppo, questo modo di pensare, a mio avviso, non produce necessariamente la felicità dei nostri figli. La vera soddisfazione la otteniamo con il raggiungimento delle nostre mete tramite gli sforzi personali. Realizzare gli obiettivi della vita con il proprio impegno personale gratifica molto di più. Con ciò non voglio dire che non bisogna pensare ai figli ma per farli crescere sarebbe bene che sperimentassero il sacrificio e l’impegno personale nell’ottenimento dei loro obiettivi.

 

Questa mia digressione potrebbe sembrare fuori dal contesto che sto trattando ma ci potrebbe aiutare a relazionarci meglio con il cibo e i regali che compreremo nelle imminenti festività. Troppo cibo e troppi regali non fanno la felicità mentre condividere con i più bisognosi ci può riempire i vuoti d’animo e colmare di sane emozioni.

 

Comunque, vi posso garantire che l’eccesso di cibo fa stare male, ed è la causa delle endemiche “influenze” che affliggono tante persone nei mesi freddi e durante le festività. Anche la comunità scientifica comincia a accomandare di stare attenti al cibo, consapevole che l’eccesso di cibo è una delle cause dell’indebolimento del sistema immunitario.

 

Continua…

 

Rocco Palmisano

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