March 30, 2020

Brundisium.net
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“E’ da tempo che si discute sul ruolo che la politica debba avere nelle scelte che influenzano le sorti del mondo della sanità. Un mondo che non ha al suo interno solo i numeri dei posti letto, quelli delle risorse a disposizione, quelli del personale da assumere. Ma che racchiude in sé tutti questi elementi utili a garantire la risposta che un cittadino si aspetta quando sta male: quando un medico, un infermiere, una struttura ospedaliera o un macchinario, possono fare la differenza tra la sua vita o la sua morte.
E’ a questo che il politico pensa quando parla di sanità, sia pure dovendo fare i conti, letteralmente, con tutto quello che serve a garantire la risposta più efficace alla domanda di cure. E capita a tutti, quando si chiede che in un determinato territorio siano garantiti tutti i servizi per un’assistenza sanitaria dignitosa, di essere accusati di campanilismo.
In realtà, alla classe dirigente sta a cuore la salute dei pugliesi, ma non per questo sappiamo o dobbiamo occuparcene in prima persona. Mi spiego. La sfida che ora la politica non può più rimandare, è quella che il Partito democratico ha lanciato da tempo: mi riferisco al fatto di affidare al mondo delle professioni sanitarie, a chi è del mestiere per intenderci, la gestione della sanità reale. Di quella, cioè, che si occupa di come salvare la vita alle persone.
Al politico, alla classe dirigente, ai partiti, dobbiamo lasciare il ruolo di controllori: quello, cioè, di garantire che tutto vada bene e, soprattutto, di lavorare perché il mondo della sanità abbia tutti gli strumenti necessari a garantire la serenità ai cittadini che noi abbiamo il dovere di tutelare. Questa sfida il Partito democratico l’ha lanciata da tempo. Non è un caso se molti mesi fa abbiamo presentato, sul modello della Regione Toscana, un disegno di legge per l’istituzione del Consiglio delle professioni sanitarie. Un faro che, secondo la visione del Pd, deve illuminare e orientare le scelte del mondo della politica.
I politici potranno essere anche medici, ma solo i professionisti che lavorano ogni giorno in corsia e in trincea sanno cosa vuol dire un sì o un no da parte di una pubblica amministrazione. E quanto questi sì o no possano mutare il volto del sistema sanitario. La politica, allora, passi dalle parole ai fatti e faccia non uno ma due passi indietro. La guida della macchina sanitaria passi ai suoi operatori; alla politica vada il compito di garantire loro una guida in totale sicurezza.
Quanto ai piloti da mettere in pista, crediamo che nessuno meglio degli stessi operatori sanitari sappiano da chi lasciarsi guidare. Pertanto, viene facile anche dirimere il dubbio sulle nomine dei nuovi dg delle Asl pugliesi: siano individuati anch’essi dal Consiglio delle professioni sanitarie. Allora, in attesa che la nostra regione completi l’iter normativo che le consentirà di avere un Consiglio delle professioni sanitarie con competenze ben definite, si proceda con nomine provvisorie e commissariali dei nuovi direttori generali delle Asl. E si affidi, una volta per tutte, il compito di queste nomine al neonato Consiglio delle professioni sanitarie”.

 

Comunicato stampa Pino Romano – capogruppo Pd alla Regione Puglia

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