November 11, 2019

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Alzi la mano chi durante grande rimonta dell’Olimpia Milano non abbia temuto il peggio. Perché al di là della grande prestazione, del massimo vantaggio (+18) o delle percentuali mostruose al tiro nella prima metà di gara, la grandezza dello storico successo della Happy casa Brindisi sul parquet dell’AX Milano sta proprio in questo. Ovvero nell’aver avuto la capacità di gestire la rimonta dei padroni di casa senza disunirsi ma mostrando, al contrario, la lucidità di trovare il canestro e rintuzzare così i disperati tentativi di rimonta di Rodriguez e compagni.

 

La formazione biancoazzurra anche in passato ci aveva abituato in più occasioni a grandi prestazioni contro le big, ma a differenza di quanto è accaduto al Mediolanum Forum, questa volta Adrian Banks e compagni hanno saputo soffrire fino alla fine, mostrando una grande maturità sia tattica che mentale che alla fine ha portato ad una vittoria senza dubbio storica ma evidentemente meritata e costruita al termine di una prestazione che per tre quarti di gara ha rasentato la perfezione.

 

Infatti, partendo dal presupposto che la New Basket Brindisi non ha gli stessi obiettivi di Milano, pur competendo come i meneghini in una competizione europea, e che i budget tra i due sodalizi non si possono minimamente paragonare, sta proprio qui la grandezza dell’impresa dei biancoazzurri che, dopo l’ennesima rivoluzione estiva, sono stati ancora una volta capaci di costruire un roster tecnicamente affidabile che, al momento, fatta eccezione per il passo falso casalingo all’esordio contro Cantù, ha sempre vinto e convinto.

Sicuramente il rientro di Tyler Stone ha un pò sparigliato le carte, soprattutto se si considerano i numeri prodotti dall’ex giocatore di Cantù in queste ultime due giornate. Numeri e prestazioni che hanno elevato il tasso tecnico di questa Happy Casa che ora può contare su un quintetto base imprevedibile, molto tecnico, con molte soluzioni sia offensive che difensive, e un gruppo di italiani di un certo spessore.

Ad Alessandro Zanelli (notevolmente maturato dopo la scorsa stagione che ha costituito per lui una sorta di anno zero nella massima serie) si sono aggiunti Luca Campogrande (un prospetto interessante), Raphael Gaspardo (una conferma dopo la buona stagione disputata lo scorso anno a Reggio Emilia), Iris Ikangi (che potrebbe essere la sorpresa del campionato) e Antonio Iannuzzi.

Se a ciò si aggiunge che Bogdan Radosavljelic potrà giocare in Coppa, Vitucci avrà una carta in più e potrà aumentare le rotazione dei lunghi, evitando di “stressare” all’inverosimile pedine come Brown e Stone, che saranno determinanti per campionato e BCL.

 

Nel frattempo però archiviato il grande successo di domenica sera contro le mitiche “scarpette tosse” l’obiettivo si sposta su un altro appuntamento con la storia ovvero quella Basketball Champions League nella quale la Happy Casa esordirà domani sera (palla a due ore 18 italiane) sul campo lituano del Neptunas, in un girone a otto che vedrà protagoniste anche i turchi del Besiktas, i greci del Paok Salonico, i francesi del Dijon, gli spagnoli del Zaragoza, i tedeschi del Bonn e gli ungheresi del Szombathely. Una formula che vedrà partite di andate e ritorno e qualificherà alla seconda fase le prime quattro formazioni di ogni girone (quattro da otto squadre per 32 partecipanti, oltre a Brindisi tra le italiane ci sarà anche la Dinamo Sassari).

 

La Bcl dovrà costituire senza dubbio un importante banco di prova per una ulteriore crescita tecnico tattica e al tempo stesso per misurarsi con le più importanti realtà del basket europeo. Tutto ciò però non dovrà distrarre la Happy Casa Brindisi da quello che rappresenta il reale obiettivo dei biancoazzurri. Ovvero conquistare una tranquilla salvezza in campionato cercando di togliersi qualche soddisfazione strada facendo.

Un obiettivo reale, che queste prime quattro giornate di campionato, sebbene in un arco temporale molto breve, hanno dato ampio riscontro, ma è altrettanto vero che da domani ci sarà di mezzo la competizione europea, che in termini pratici significa maggiori spostamenti, meno allenamenti e maggiore spreco di energie non tanto fisiche quanto mentali.

 

In sostanza, al netto dei grandi meriti che nessuno potrà togliere alla formazione di Frank Vitucci dopo la storica vittoria di Milano, il vero processo di crescita passa necessariamente dall’Europa. In bocca al lupo Happy Casa Brindisi.

 

Pierpaolo Piliego

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