Signor Presidente,
Signore Consigliere e Signori Consiglieri,
Autorità,
Cittadine e Cittadini pugliesi,
assumo oggi l’incarico di Presidente del Consiglio regionale della Puglia con un sentimento che tiene insieme gratitudine, consapevolezza e profondo senso del dovere.
Gratitudine, innanzitutto, per il voto ampio che ha reso possibile la mia elezione: un voto che travalica le legittime appartenenze politiche e che affida alla Presidenza del Consiglio un compito di garanzia, di equilibrio e di unità.
In questo voto leggo non un riconoscimento personale, ma un mandato chiaro e impegnativo: far sì che questa Assemblea sia sempre all’altezza della sua funzione costituzionale e del tempo storico che siamo chiamati a vivere.
Attraversiamo una fase complessa e, per molti aspetti, drammatica. Le tensioni internazionali, le crisi economiche e sociali, le disuguaglianze che si accentuano, il senso diffuso di incertezza che attraversa le comunità impongono alle istituzioni democratiche una responsabilità supplementare, anche e soprattutto nella Puglia dell’accoglienza, della convivenza civile, della pace.
Nei momenti difficili, le istituzioni non possono apparire fragili o divise sui principi fondamentali: devono essere salde, riconoscibili, credibili. Devono essere presidio di legalità, di rispetto, di giustizia sociale.
Il Consiglio regionale della Puglia, in quanto massima espressione della rappresentanza democratica, ha il dovere di incarnare questi valori attraverso il suo operato.
Il ruolo del Presidente del Consiglio regionale si colloca esattamente in questo orizzonte. Non è un ruolo di parte, né può esserlo. È una funzione di garanzia per tutti i Consiglieri, di tutela delle prerogative dell’Assemblea, di custodia delle regole che rendono possibile un confronto libero, ordinato e proficuo.
Il Presidente ha il compito di assicurare che il Consiglio sia luogo di dialogo autentico, anche quando il confronto è aspro; che le differenze politiche trovino espressione senza mai degenerare in contrapposizione sterile; che il rispetto istituzionale prevalga sempre sulla contesa.
Svolgerò questo incarico con imparzialità e rigore, consapevole che l’autorevolezza delle istituzioni nasce dalla coerenza tra il ruolo esercitato e i principi che lo fondano.
Garantire il corretto funzionamento dei lavori consiliari, valorizzare il contributo di ogni Consigliere, assicurare tempi certi e trasparenza nelle decisioni, rafforzare il ruolo delle Commissioni: sono tutti elementi che concorrono a rendere il Consiglio regionale un’istituzione viva e vivace, capace di incidere concretamente nella vita dei nostri concittadini.
Il Consiglio regionale è, infatti, molto più di un luogo di votazione delle leggi. È lo spazio nel quale si costruisce l’indirizzo politico della Puglia, si esercita il controllo democratico sull’azione dell’Esecutivo, si dà voce ai territori, si interpretano i bisogni e le aspirazioni delle comunità. È qui che la pluralità della nostra regione deve trovare sintesi: dalle grandi città alle aree interne, dalle coste alle zone rurali, dai contesti più dinamici a quelli che soffrono maggiormente lo spopolamento e la marginalità. Rappresentare l’intera Puglia significa non lasciare indietro nessuno, riconoscere pari dignità a ogni territorio e considerare le differenze come una ricchezza da governare e non come un problema da rimuovere.
In questo quadro, il rapporto con il Governo regionale è cruciale. Il Consiglio che mi onoro di presiedere sarà un’istituzione leale e responsabile nel sostenere l’azione del Governo guidato da Antonio Decaro, con l’obiettivo comune di conseguire i migliori risultati possibili per i cittadini pugliesi. Leale collaborazione non significa rinuncia al ruolo di indirizzo e di controllo che spetta al Consiglio, ma esercizio pieno e maturo di tali funzioni, nella consapevolezza che l’efficacia dell’azione pubblica dipende dalla capacità delle istituzioni di lavorare in modo coerente e coordinato.
Negli ultimi decenni, la Puglia ha compiuto un percorso di trasformazione profonda, che l’ha portata a superare stereotipi e ritardi storici per affermarsi come uno dei territori più dinamici del Mezzogiorno e, sempre più, come un interlocutore credibile nella dimensione nazionale ed europea. Questo processo non è stato lineare né privo di difficoltà, ma si è fondato su una visione di lungo periodo che ha saputo coniugare identità e innovazione.
Il risultato di un percorso di tale portata è una Puglia consapevole delle proprie potenzialità, meno periferica e più protagonista: una regione che cresce e che ha imparato a considerarsi parte attiva dell’Italia e dell’Europa che verranno.
Ma qui intendo spendere qualche considerazione per così dire sentimentale. Il senso di appartenenza alla Puglia va oltre la semplice condizione geografica. È una identità profonda che mi piace definire «pugliesità» e che costituisce il filo invisibile che unisce ciascun cittadino della nostra regione in nome di un orgoglioso sistema di valori e di visione consolidati e condivisi.
Per tutta la mia vita pubblica, ho saputo all’occorrenza essere un uomo delle istituzioni e anche un uomo di parte: da oggi proverò ad essere entrambi, rappresentando il Consiglio nella sua interezza e schierandomi sempre dalla parte dei pugliesi, anch’io fiero della «pugliesità».
In tale articolato contesto, un sostegno istituzionale serio e responsabile è tanto più necessario di fronte a sfide decisive che ci attendono: dagli investimenti sul lavoro giovanile alla riduzione delle disuguaglianze territoriali, dal rafforzamento della sanità alla sostenibilità ambientale, dall’istruzione alle politiche di sviluppo, sempre consapevoli della complessità dell’agenda politica e della fatica che occorrerà spendere.
Fronti diversi ma complementari: da un lato l’impegno verso i pilastri su cui si regge l’eguaglianza sostanziale dei cittadini, dall’altro la necessità di strutturare un’economia solida e sicura, sostenendo l’innovazione e valorizzando il nostro straordinario capitale umano e sociale.
In linea con lo spirito di questi tempi durissimi e con l’indirizzo di governo della giunta regionale, chiedo fin d’ora a ciascuno di noi un sovrappiù di responsabilità e anche di rispetto verso i nostri concittadini.
Voglio ricordare le riflessioni di Guglielmo Minervini, amministratore illuminato che ancora oggi è fonte di ispirazione, a proposito della «politica generativa»: «Usare le risorse pubbliche, limitate e insufficienti, come leva per mobilitare il diffuso patrimonio di risorse latenti che giacciono sottopelle nella comunità. E, dunque, le politiche generative producono più valore di quanto ne spendono, raccolgono più di quanto seminano».
Anche alla luce di quel lascito morale, possiamo convenire fin d’ora sulla necessità di essere sobri e lineari negli atti, nei comportamenti e perfino nel linguaggio: non è questo il momento, ad esempio, per aumentare i costi della politica.
Oppure possiamo già oggi riprometterci di non fare mai più ricorso alle cosiddette leggi-mancia le quali, in assenza di criteri di equità e merito, possono apparire come una distribuzione clientelare di fondi pubblici.
Tutto dovrà concorrere a costruire una Puglia capace di trattenere i suoi giovani e di attrarne altri, di competere senza rinunciare alla propria identità, di crescere senza consumare il futuro.
Su questi obiettivi, il contributo dell’opposizione è necessario esattamente quanto quello della maggioranza. La dialettica democratica non è un ostacolo, ma una risorsa, quando è orientata al bene collettivo.
Il Consiglio regionale può e deve essere il luogo in cui si individuano temi comuni, si sperimentano convergenze alte, si costruiscono soluzioni che abbiano il respiro delle legislature e non la brevità delle contingenze politiche.
Come Presidente, mi impegnerò a favorire questo clima di collaborazione istituzionale, senza confondere i ruoli ma valorizzandoli tutti. Perché una democrazia matura non è quella che cancella le differenze, ma quella che le governa nel perimetro di regole e obiettivi definiti.
È con questo spirito che intendo esercitare il mio mandato: difendere e rinnovare, ogni giorno, la qualità della nostra democrazia, al servizio esclusivo della Puglia e delle generazioni che verranno.
Grazie
