Per domani, martedì 10 febbraio, è stata convocata presso il Comitato Sepac della Regione Puglia la riunione per la vertenza di Eni-Versalis e come Sindacato Cobas coglieremo l’occasione per chiedere nuovamente al Comitato Sepac la costituzione del “bacino delle competenze” che era rimasto in sospeso per i lavoratori della ex Revisud che storicamente hanno sempre operato negli appalti delle manutenzioni meccaniche del petrolchimico e di Enel e che adesso sono fuori dal ciclo produttivo a causa del fallimento dell’azienda.
“Bacino delle competenze” che per forza di cose va esteso anche al petrolchimico nell’attesa che prendano finalmente e realmente corpo gli investimenti per il progetto industriale focalizzato sulla produzione di accumulatori di energia che la stessa Eni-Versalis ha annunciato di fare a seguito alla dismissione delle attività di steam-cracking della chimica di base nel sito di Brindisi perché bisogna evitare che, nel silenzio e senza che nessuno se ne accorga, si continuino a perdere posti di lavoro nell’indotto con conseguenze pesanti anche a tutto ciò che gira intorno all’indotto.
Ed è evidente che c’è necessità di tirare una riga per avere un punto fermo per cristallizzare l’attimo preciso prima della crisi.
Tirare questa riga che cristallizza l’attimo preciso dell’inizio della crisi consente a tutti i lavoratori attualmente impegnati negli appalti del petrolchimico e ai lavoratori già fuoriusciti di stare dentro allo stesso perimetro di garanzia di tutela occupazionale e di sostegno al reddito.
E siccome lo stillicidio di perdita di posti di lavoro sta avvenendo non da ora la riga va tirata al momento dell’annuncio formale della chiusura del P9T di Basell.
Chiusura dell’impianto che ha avuto pesanti ripercussioni sulle aziende e sui lavoratori a seguito dell’improvviso calo di attività di manutenzione, servizi e logistica.
Da quel preciso momento è tangibile la dimensione reale dei posti di lavoro che fino ad oggi si sono persi all’interno del petrolchimico di Brindisi.
Posti di lavoro che devono essere assolutamente recuperati e restituiti a quei lavoratori “malcapitati” che nella stragrande maggioranza di loro hanno passato quasi una intera vita lavorativa in quello stabilimento.
Non vorremmo che arrivasse un qualsivoglia accordo di programma per tutta l’area industriale di Brindisi e trovarci con lavoratori che restano esclusi dai giochi perché hanno avuto la sfortuna di andarsene un minuto prima.
Chiederemo formalmente alla Regione Puglia e al Comitato Sepac di attivarsi subito per costituire un “bacino delle competenze” che tenga dentro tutti i lavoratori che, per un motivo o per l’altro, dalla chiusura del P9T, hanno perso la chance di rimanere agganciati a questo treno degli investimenti che non solo riguardano Eni-Versalis ma che riguardano anche tutto il resto degli investimenti della “decarbonizzazione” che interesseranno l’area industriale di Brindisi, in particolar modo i programmi delle dismissioni della centrale Enel di Cerano che rappresenta l’altra faccia della medaglia della crisi occupazionale dell’area industriale di Brindisi.
Chiederemo a Confindustria Brindisi di fare la verifica quanto più puntuale e accurata possibile di quante aziende operanti negli appalti del petrolchimico ad oggi hanno fatto ricorso a riduzione di personale o ammortizzatori sociali a causa del venire meno degli affidamenti delle attività dalla chiusura del P9T e dalla successiva chiusura del P1CR.
La priorità è rintracciare questi lavoratori usciti fuori dai cicli produttivi per dargli almeno il diritto di prelazione inserendoli nel “bacino delle competenze” dal quale le aziende investitrici dovranno attingere per le nuove assunzioni.
Non si può assolutamente trascurare il fatto che non sono poche le aziende di manutenzione e servizi che operano allo stesso tempo sia in Eni-Versalis che in Enel per cui il venir meno di attività in un sito potrebbe causare ripercussioni negative alla tenuta occupazionale del personale impiegato nell’altro sito e viceversa e sarebbe difficile stabilire poi chi resta e chi no se in un sito piuttosto che nell’altro si innescano tutele delle platee storiche perché, specie nelle manutenzioni, il personale è intercambiabile è molto spesso ha due badge di ingresso sia per Eni-Versalis che per Enel.
E visto che abbiamo detto che le vertenze Eni-Versalis e Enel sono le due facce della stessa medaglia anche per Enel deve essere costituito un bacino delle competenze.
I piani di riposizionamento del core business di Eni-Versalis sul territorio brindisino possono produrre importanti contraccolpi negativi sull’occupazione con conseguenze devastanti sia dal punto di vista economico e sia dal punto di vista sociale per cui l’ attivazione del “bacino delle competenze” assume una importanza fondamentale perché serve a prevenire quanto più è possibile gli effetti di questo riassetto industriale della multinazionale visto che è palese ormai che quel protocollo di intesa firmato tra Eni-Versalis e alcuni sindacati è del tutto insufficiente a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali del sito.
È indispensabile fotografare la situazione al momento dell’inizio della vertenza del petrolchimico per dare a tutti quei lavoratori “sfortunati” la possibilità di riprendersi quel posto di lavoro che direttamente o indirettamente hanno perso a causa di queste dinamiche.
Per il Sindacato Cobas – Cosimo Quaranta
