Oggi, 7 marzo, ricorre il trentesimo anniversario dell’approvazione della legge 109/96 in materia di riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Per tale occasione ho partecipato all’iniziativa promossa da Libera Brindisi presso “Preso Bene”, bene confiscato sito in viale Commenda 160 ed ho sottoscritto la petizione per richiedere che il 2% del Fondo Unico della Giustizia sia destinato al sostegno delle realtà che gestiscono i beni confiscati.
Questa giornata ci ricorda che dobbiamo tenere alta l’attenzione su ciò che accade in tema di beni confiscati, per continuare un percorso di attivazione di esperienze virtuose nella nostra città.
A questo punto viene da fare una domanda: che fine hanno fatto il nuovo regolamento e l’osservatorio sui beni confiscati?
Sono passati quasi due anni da quando la Giunta comunale deliberava (del. n. 144 del 17/05/2024), a conclusione del progetto “Brindisi per bene”, di procedere all’aggiornamento del “Regolamento Comunale per l’acquisizione, la gestione e il riutilizzo dei beni confiscati”, nonché all’istituzione di un “Osservatorio di concertazione permanente sull’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.
L’istituzione dell’osservatorio rappresenta un grande traguardo in termini di partecipazione e trasparenza nella governance sul riutilizzo del patrimonio di beni confiscati, mentre le modifiche al Regolamento risultano urgenti e necessarie per adeguarsi alle nuove modifiche legislative.
Sono passati anni e tutto tace, riuscirà l’amministrazione comunale a portare a termine questi obiettivi frutto di un lungo percorso di lavoro, impegno e progettualità sui beni confiscati?
