March 9, 2026

Superare pregiudizi e semplificazioni, riconoscere l’obesità come malattia cronica multifattoriale e rimettere al centro la persona.
È stato questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata da Valeria Lagattolla, medico specialista in Scienza dell’alimentazione, presidente ADI Puglia e dal suo direttivo (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) che si è svolta il 4 marzo a Bari, in concomitanza della Giornata Mondiale dell’Obesità. L’evento, che ha avuto una notevole partecipazione, ha previsto il Convegno “Obesità: tra cura, scienza e umanità” seguito da una Tavola rotonda pubblica di esperti e dalla proiezione del film “The Whale” (vincitore di due premi Oscar), scelto come occasione di riflessione sul vissuto umano e relazionale delle persone con obesità, andando oltre il dato clinico e il peso corporeo.
Il dialogo aperto tra istituzioni, professionisti sanitari e cittadinanza ha affrontato il tema dell’obesità, recentemente dichiarata, anche dal punto di vista legislativo, malattia cronica progressiva e recidivante, ma ancora oggi accompagnata da pregiudizi e stigma che ostacolano diagnosi precoce, accesso alle cure e qualità della vita. Sono stati chiamati a dare il loro contributo scientifico all’evento i professionisti dell’ospedale Perrino di Brindisi che fanno parte della Uosd di Endocrinologia e nutrizione clinica, della Psicologia ospedaliera e del Servizio sociale e che si occupano nel territorio di obesità in tutte le fasce di età dall’infanzia all’età adulta. Erano presenti Valentina Todisco, direttore Uosd Endocrinologia e nutrizione clinica, Valeria Lagattolla, Adelaide Rosaria Sturdà, dietista, Francesca Masiello, psicologa e psicoterapeuta, Massimiliano Fiorentino, assistente sociale, Antonio Caretto, già direttore Uosd Endocrinologia e presidente Fondazione ADI.
Negli ambulatori dell’ospedale Perrino dedicati all’obesità vengono offerte ai pazienti tutte le cure attualmente a disposizione: dalla terapia dietetica alla prescrizione farmacologica, fino alla terapia chirurgica, avvalendosi del supporto psicologico e in alcuni casi anche del ricovero ospedaliero. L’iniziativa ha puntato a promuovere maggiore consapevolezza, a favorire l’integrazione tra diverse competenze (mediche, psicologiche e sociali) e a contrastare lo stigma che ancora accompagna questa condizione. Perché la sfida, sottolinea la dottoressa Valeria Lagattolla, non è solo sanitaria, ma culturale: riconoscere l’obesità come malattia significa anche restituire dignità e diritti a chi ne è colpito.
L’evento sarà replicato anche nella Asl Brindisi.

UFFICIO STAMPA ASL BRINDISI

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