Oggi la Quinta Commissione del Consiglio regionale, su impulso della presidente Loredana Capone, ha affrontato il tema dell’erosione costiera, una questione che, non solo alla luce degli ultimi accadimenti, non può più essere rimandata.
Come ha ricordato il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria, intervenuto in rappresentanza di Anci, non si può continuare a ragionare per singolo comune: il rischio è quello di disperdere risorse e produrre danni nei territori limitrofi. Serve, invece, ragionare in termini di macroaree. È necessaria dunque, in tempi brevi, l’istituzione di un tavolo tecnico interdisciplinare a livello regionale — una vera cabina di regia — capace di coordinare gli interventi, valorizzare le buone pratiche e interfacciarsi anche con le regioni limitrofe per una gestione coordinata del fenomeno.
Dei 69 Comuni costieri pugliesi soltanto 9 hanno approvato formalmente il proprio Piano comunale costiero: un segnale che impone di accelerare, eventualmente anche offrendo supporto agli enti locali. La necessità di agire è sempre più impellente, anche per gli effetti economici che l’arretramento della costa sta già producendo, a partire da turismo e attività balneari.
La Regione deve farsi promotrice di una programmazione stabile e di lungo periodo, sostenendo concretamente, a cominciare dai costi di progettazione, i Comuni che vivono quotidianamente questo problema e che troppo spesso non dispongono delle risorse necessarie. Servono fondi dedicati e un supporto tecnico costante per elaborare e attuare i piani di difesa della costa.
In questa direzione, sarà decisivo mettere a sistema le competenze del mondo accademico, degli enti di ricerca e degli ordini professionali, che ancora una volta in questa occasione hanno offerto la propria disponibilità, per costruire una strategia condivisa che tuteli il nostro patrimonio ambientale e offra garanzie di sviluppo sostenibile ai territori più esposti all’erosione.
